POLITICA: “SERVE UN CENTRO SINISTRA CHE RILANCI LA QUESTIONE LAVORO E SVILUPPO” - BUCONI (SOCIALISTI E RIFORMISTI) DOPO LA FIDUCIA OTTENUTA DAL GOVERNO BERLUSCONI
Il capogruppo regionale dei Socialisti e Riformisti, Massimo Buconi interviene sulla situazione politica italiana a posteriori del voto di fiducia ottenuto dal Governo Berlusconi. Buconi si dice convinto che, si può essere “alternativi al 'berlusconismo' soltanto coniugando quattro aspetti: sviluppo, ricerca universitaria, occupazione e nuovo ruolo degli enti locali”. Per l'esponente socialista, “la grande maggioranza uscita nel 2008 alla Camera e al Senato per il Governo, oggi non c'è più per l'incapacità di agire, promuovere e pensare a riguardo di una crisi internazionale che solo in Italia ha portato 700mila dipendenti a vivere con un sussidio di 700 euro al mese”.
(Acs) Perugia, 15 dicembre 2010 - “Per essere alternativi al 'berlusconismo' vanno coniugati quattro aspetti: sviluppo, ricerca universitaria, occupazione e nuovo ruolo degli enti locali, quest'ultimi mortificati con tagli economici che non consentono un minimo investimento sui territori in crisi economica”. Lo scrive, in una nota, il capogruppo consiliare dei Sociali e Riformisti, Masimo Buconi dopo il voto di fiducia ottenuto dal Governo Berlusconi in entrambi i rami del Parlamento.
Per il capogruppo Socialista, “non si batte il Governo con la violenza, con l'incendio delle piazze, con la volgarità populistica di taluni oppositori che non hanno però una strategia di rilancio. Sì alle critiche - continua - sì alle manifestazioni, ma un secco no, senza se e senza ma, a qualunque forma violenta ed antidemocratica. Per questo, come socialisti, abbiamo sempre proposto in Umbria, come in Italia, una ripartenza del centrosinistra dai programmi e non dai nomi”.
Per Buconi “i tre voti di vantaggio ottenuti dal Governo nel corso della sfiducia presentata dalle opposizioni, più una parte di Futuro e Libertà, sono la dimostrazione del fallimento di 17 anni di centrodestra a guida Berlusconi. La grande maggioranza uscita nel 2008 alla Camera e al Senato non c'è più. Persa soprattutto – osserva l'esponente socialista - per l'incapacità del Governo di agire, promuovere e pensare a riguardo di una crisi internazionale che solo in Italia ha portato 700mila dipendenti a vivere con un sussidio di 700 euro (la cassa integrazione) e la consapevolezza che molti di loro non torneranno in azienda, perché quelle aziende probabilmente sono già morte”.
Secondo Buconi siamo al cospetto di “un Governo che ha perso perché non ha saputo dare un sostegno all'edilizia, agli artigiani e ai professionisti che in questo momento di difficoltà non hanno neanche quel minimo di reddito garantito. Berlusconi ha perso sul lavoro, - aggiunge - e non sulle sue vicende personali, sulle leggi ad personam e sul poco attaccamento alla costituzione”.
“Il Partito Socialista – conclude Buconi - vuole essere parte attiva di un centrosinistra del 'fare' con un programma chiaro, alleati rispettosi e con una prospettiva futura per il Paese che non sia la semplice cancellazione di 17 anni di berlusconismo”. RED/as