Regione Umbria - Assemblea legislativa


ECONOMIA: “DALL'UTILIZZO DEI FONDI COMUNITARI PASSA LO SVILUPPO LOCALE” - PER MONNI (PDL) “I FONDI 'FESR' E 'FSE' RAPPRESENTANO IL BALUARDO DELLE AZIONI SUL TERRITORIO”.

In sintesi

Il consigliere del Popolo della Libertà, Massimo Monni evidenzia, in una nota, come “lo sviluppo locale passa attraverso l'utilizzo dei Fondi comunitari” e in particolare di quello per lo sviluppo regionale (Fesr) e di quello sociale (Fse). In riferimento alla gestione regionale dei principali Fondi europei, “su una dotazione per il settennio 2007/2013 di 1.370,9 milioni di euro, - fa sapere Monni - al 30 settembre 2010 è stato impegnato un terzo delle risorse disponibili e sono stati erogati solo un quinto dei finanziamenti. L’Esecutivo umbro – osserva - nega l’esistenza di un tesoretto regionale, ma di fatto non può negare un grave ritardo nella gestione dei Fondi Ue, con il rischio di bruciare ingenti capitali”.

(Acs) 6 dicembre 2010 - “Passa dall'utilizzo dei Fondi comunitari una delle leve per lo sviluppo locale. In particolare uno degli strumenti più importanti in questo ambito è quello dei fondi Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale), che insieme all'Fse (Fondo sociale europeo) rappresenta il baluardo delle azioni sul territorio”. Così Massimo Monni (PdL) che aggiunge: “Con riferimento ai tre principali programmi a gestione regionale (Por Fesr-Por Fse, Programma di sviluppo rurale), come si evince dal Documento annuale di programmazione 2011/2013, su una dotazione per il settennio 2007/2013 di 1.370,9 milioni di euro, al 30 settembre 2010 è stato impegnato un terzo delle risorse disponibili e sono stati erogati solo un quinto dei finanziamenti. L’Esecutivo umbro – spiega - nega l’esistenza di un tesoretto regionale, ma di fatto non può negare un grave ritardo nella gestione dei Fondi Ue, con il rischio di bruciare ingenti capitali”.

Per Monni “c’è una somma rilevante di fondi capace di muovere e moltiplicare importanti investimenti, che però si scontra con i ritmi della burocrazia e le mille proroghe dei bandi che fanno slittare i pagamenti e l'apertura dei progetti. Secondo i dati del Ministero delle Finanze, aggiornati al 31 agosto 2010, infatti, quando si tratta di erogare concretamente le risorse, l’Umbria presenta un rapporto dei pagamenti inferiore alla media nazionale (circa il 12 per cento per i fondi Fesr contro il 13 per cento della media)”.

“L’operato dell’Esecutivo umbro – sostiene Monni - rappresenta una situazione che ha i connotati del paradosso: da una parte – spiega - la sterile protesta contro i tagli agli sprechi, dall’altra una non sempre pertinente destinazione delle risorse: 'sarà vero che nelle graduatorie dei bandi per l’innovazione le aziende di intimo vengono preferite a quelle dei materiali futuribili?'. Responsabilità politica – continua l'esponente del PdL - vuole che si affronti senza indugi la questione di un piano di investimenti selettivo e coraggioso che abbia la peculiare ed esclusiva funzione di supporto congiunturale ed economico, anche perché i fondi strutturali sono legati al meccanismo del disimpegno automatico. E’ improcrastinabile, inoltre, una rinnovata gestione che sappia evitare ritardi, distrazione, dispersione, inefficacia e/o mancato utilizzo dei fondi tutti”.

“La storia economica – conclude Monni - insegna come l’innovazione abbia un ruolo catalizzatore nello spingere in avanti la frontiera tecnologica e migliorare la produttività, ma soltanto il rigoroso e virtuoso rispetto dei tempi e delle regole di gestione del denaro pubblico può garantire efficacia, trasparenza, concorrenza e fiducia dei mercati”. RED/as


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