RIFIUTI: “L'UMBRIA PUÒ PROPORSI COME MODELLO; OCCORRE CHIUDERE IL CICLO DEI RIFIUTI IN MANIERA CORRETTA, APPROPRIATA E TEMPESTIVA PRIMA ANCORA DI PENSARE AD ALTRE SOLUZIONI” - NOTA DI SMACCHI (PD)
Nella gestione dei rifiuti il consigliere Andrea Smacchi (Pd), prefigura per l'Umbria un modello di politica ambientale positivo, con una società a basso contenuto di emissioni da contrapporre a quello campano nel quale la politica non ha avuto il coraggio di fare delle scelte chiare. A giudizio di Smacchi occorre “vedere i rifiuti come una risorsa ed affrontare la problematica della chiusura del ciclo in maniera corretta, appropriata e tempestiva prima ancora di pensare ad altre soluzioni”.
(Acs) Perugia 23 novembre 2010 – “Ritengo che l’Umbria in tema di rifiuti si possa fare promotrice di un altro tipo di politica ambientale in grado di costruire una società a basso contenuto di emissioni e dare una prospettiva chiara sulla quale le imprese ed i cittadini si devono incamminare. Occorre affrontare la problematica della chiusura del ciclo dei rifiuti in maniera corretta, appropriata e tempestiva prima ancora di pensare ad altre soluzioni”.
Lo afferma il consigliere regionale Andrea Smacchi (Pd) che plaude alla presa di posizione della presidente Catiuscia Marini, a proposito della richiesta di accogliere in Umbria rifiuti da Napoli e rispetto alla quale ha evidenziato come “l’Umbria abbia un piano rifiuti adeguato alle proprie esigenze ed in grado di garantire la sua completa autosufficienza”.
Smacchi - critico con la gestione campana dei rifiuti, che distrugge l'ambiente, perché la politica non ha avuto in passato il coraggio di fare quelle scelte che oggi si vogliono imporre per decreto – ritiene che in Umbria si debba imparare a “vedere i rifiuti come una risorsa in un mondo di risorse limitate e quindi immaginare distretti del riciclo, favorire lo sviluppo di industrie locali che riutilizzino i materiali resi disponibili in quantità sempre maggiori, dalla promozione della raccolta differenziata, per andare verso una società del recupero che ad esempio sviluppi processi innovativi nella progettazione degli imballaggi. In questa ottica il territorio è il principale patrimonio dell’economia verde e non l’occasione per la resa dei conti fra varie fazioni politiche. Risparmio energetico, efficienza energetica, uso di fonti rinnovabili di energia, mobilità ecosostenibile, turismo ambientale, aggiunge Smacchi, possono dare un impatto positivo a molti dei processi produttivi in termini di valore. E’ altrettanto vero, aggiunge Smacchi, che in una regione che si trova ancora a percentuali medio-basse di raccolta differenziata, occorre affrontare la problematica della chiusura del ciclo dei rifiuti in maniera corretta, appropriata e tempestiva prima ancora di pensare ad altre soluzioni. Un’economia verde che rispetta i diritti delle persone e le leggi dovrebbe rispecchiare la concezione che noi rappresentanti delle istituzioni abbiamo del nostro impegno politico così che, difficilmente, si possa lasciare spazio per il malaffare e per le infiltrazioni della criminalità”. Red/gc