PIETRAMELINA: “PRIVE DI OGNI LOGICA LE DICHIARAZIONI DELL'A.D. DI GESENU SULLA LOCALIZZAZIONE DELL'INCENERITORE” - PER MONNI (PDL) “SI TRATTA DI UNA SITUAZIONE GIÀ DA TEMPO BOCCIATA”
Il consigliere regionale del PdL, Massimo Monni interviene sulle “ dichiarazioni, prive di ogni logica dell'amministratore delegato del gruppo Gesenu di puntare su Pietramelina come sito più adatto per l'inceneritore”. Definendo questa possibilità già affrontata a suo tempo e del tutto bocciata”, Monni ricorda, innanzitutto che “esiste un piano regionale dei rifiuti che non prevede la chiusura del ciclo dei rifiuti stessi da parte di chi effettua la raccolta”. Monni punta il dito anche “sull'ultima espansione territoriale dichiarata dai vertici della Gesenu spa, cioè di gestire il ciclo integrato dei rifiuti al Cairo con un appalto di circa 50 milioni di euro all'anno. Viste le precedenti operazioni fallimentari in Sicilia e altri comuni – osserva - che hanno portato ad un disavanzo di circa 40 milioni di euro, non c'è di che star tranquilli”.
(Acs) Perugia, 18 novembre 2010 - “Le dichiarazioni, prive di ogni logica dell'amministratore delegato del gruppo Gesenu di puntare su Pietramelina come sito più adatto per l'inceneritore, aprono una discussione già affrontata a suo tempo e del tutto bocciata”. Così Massimo Monni (PdL) che di quella bocciatura spiega i motivi. “Innanzitutto – dice l’esponente del Pdl - va ricordato alla dirigenza Gesenu che esiste un piano regionale dei rifiuti che non prevede la chiusura del ciclo dei rifiuti stessi da parte di chi effettua la raccolta. In secondo luogo – aggiunge - il potere decisionale a tal riguardo non spetta certo all'amministratore delegato o a chi si 'autoelegge' proprietario dell'azienda che, per chiari interessi o motivazioni economiche si sostituisce agli organi politici, gli unici deputati a decidere in tal senso. In terzo luogo è del tutto irrazionale creare nuovi siti per la chiusura del ciclo dei rifiuti, in quanto andrebbero sfruttati quelli già esistenti e con un impatto ambientale sicuramente minore”.
“La posizione di Gesenu – continua l'esponente del PdL - e le dichiarazioni dei suoi dirigenti, imprudenti, invadenti e del tutto inopportune nei confronti della Regione, vanno registrate come azioni che portano alla perdita di energie che andrebbero invece indirizzate verso l'ampliamento della raccolta differenziata”.
Monni punta il dito anche “sull'ultima espansione territoriale dichiarata ieri con orgoglio in conferenza stampa dai vertici dell'azienda Gesenu spa, cioè – spiega il consigliere del PdL - quella di gestire il ciclo integrato dei rifiuti al Cairo con un appalto, a sentir loro, di circa 50 milioni di euro all'anno. Se tanto mi da tanto, - conclude - considerate le precedenti operazioni fallimentari in Sicilia e altri comuni che hanno portato ad un disavanzo di circa 40 milioni di euro, non c'è di che star tranquilli visto anche il già pesante e precario quadro generale economico dell'azienda”. RED/as