PIETRAMELINA: “NO AL TERMOVALORIZZATORE E ALL'ACCANIMENTO SU UN TERRITORIO CHE HA GIÀ DATO PER ANNI ECCESSIVA DISPONIBILITÀ” – INTERVENTO DI LIGNANI MARCHESANI (PDL)
Il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Pdl) esprime la propria contrarietà all’ipotesi della possibile costruzione di un termovalorizzatore a Pietramelina. Secondo Lignani non è giusto insistere su un territorio dove da anni confluiscono masse di rifiuti e traffico pesante; meglio trovare altri luoghi ed affidarsi alle nuove tecnologie.
(Acs) Perugia, 18 novembre 2010 – “Le comunità di Pierantonio e dell'ex tredicesima Circoscrizione del Comune di Perugia hanno già pagato un prezzo alto riguardo alla loro qualità della vita: per anni le comunità sono state prese in giro sulla chiusura della discarica e sul ripristino ambientale. Non si possono considerare le recenti dichiarazioni su una possibile costruzione di un termovalorizzatore a Pietramelina come un semplice parere tecnico, visto il pulpito da cui è stato pronunciato e considerato che nel Piano dei rifiuti vigente, approvato dal centrosinistra, è prevista appunto la costruzione di un impianto di smaltimento nel Comune di Perugia”. Lo afferma il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Pdl), dopo che la Gesenu ha sostenuto l’ipotesi termovalorizzatore indicando proprio la località di Pietramelina quale sito idoneo.
“E' bene ricordare – aggiunge Lignani - che costruire un simile impianto a Pietramelina determinerebbe il permanere della presenza in loco di tonnellate di rifiuti e di traffico pesante anche nel caso, a questo punto teorico, di chiusura definitiva della discarica. Ancora una volta si mandano in periferia le conseguenze nefaste di posizioni prese nei palazzi e non democraticamente partecipate. Non si vuole fare demagogia – prosegue - ed il centrodestra non ha prevenzioni nei confronti di strumenti di smaltimento più evoluti e meno impattanti delle discariche, ma occorre equità e soprattutto tenere fede agli impegni presi nei confronti di queste comunità. Con le nuove tecnologie – conclude - si possono trovare altri luoghi dove si possono coniugare ambiente e sviluppo. Chi ha pagato con decenni di convivenza con le discariche deve poter fruire in via definitiva di una qualità della vita più salubre e più serena”. RED/pg