Regione Umbria - Assemblea legislativa


ECONOMIA: “DAL DOSSIER ISTAT EMERGONO DATI DA APPROFONDIRE PER CALIBRARE AL MEGLIO GLI INTERVENTI PER AFFRONTARE LE DIFFICOLTÀ DELLE FAMIGLIE UMBRE” - NOTA DI SMACCHI (PD)

In sintesi

Andrea Smacchi, consigliere regionale del Pd, commenta i dati pubblicati dall'Istat sulla situazione economica e sociale dell'Umbria. Per Smacchi “occorre uno sforzo straordinario per invertire una tendenza negativa: dobbiamo rilanciare interventi tesi al miglioramento dell’offerta dei servizi soprattutto nei settori del sociale, dell’istruzione, della cultura, della ricerca, ottimizzando le poche risorse a disposizione”.

(Acs) Perugia, 18 novembre 2010 – “In Umbria esiste un problema di difficoltà oggettiva per tante famiglie, circa il 12 per cento, che nell’ultimo biennio purtroppo è andato aggravandosi. E, nello specifico, l'Alta Umbria registra una serie di dati negativi preoccupanti”. È questa, per il consigliere regionale Andrea Smacchi (Pd) la fotografia che ci consegnano i dossier Istat sull’Umbria (periodo 2003 – 2008) e i rapporti dell’Acli e della Cgil sullo stato della tenuta economica e sociale.

Per il consigliere regionale “ciò comporta una ricaduta anche sul fronte della famiglia: calano infatti il numero dei matrimoni e si alza l’età media in cui si ha il primo figlio. Indicatori questi di un’incertezza di fondo di fronte ad un quadro economico e sociale allarmante e ad una discesa dei livelli di benessere costante ormai da alcuni anni. Se a questi dati – continua Smacchi - aggiungiamo il quadro che emerge dai rapporti dell’Acli e della Cgil sullo stato della tenuta economica e sociale in Alta Umbria (aggiornato ai primi otto mesi del 2010) vediamo come proprio quella parte di territorio registra una serie di dati allarmanti: sono infatti circa 6.000 le persone che usufruiscono degli ammortizzatori sociali, quasi 1.000 hanno perso definitivamente il posto di lavoro e, di questi, a pagare il prezzo più alto sono i giovani e le donne”.

L'esponente del Pd rileva infine che “il quadro si completa con i dati sull’offerta dei servizi. Il fatto che solo un bambino su sei riesca ad usufruire degli asili nido comunali, la dice lunga su quanto sia distante l’offerta rispetto alle esigenze delle famiglie. Occorre dunque uno sforzo straordinario per invertire questa tendenza. Dobbiamo rilanciare interventi tesi al miglioramento dell’offerta dei servizi soprattutto nei settori del sociale, dell’istruzione, della cultura, della ricerca, ottimizzando le poche risorse a disposizione. Dobbiamo avere il coraggio di scommettere sul futuro, un’azione che va in forte controtendenza rispetto alle scelte del Governo nazionale, che in questi ambiti è riuscito solo a produrre tagli indiscriminati”. RED/mp


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