CONSIGLIO REGIONALE (2): “PUNTARE ALLA ZOOTECNIA SOSTENIBILE, SUPERARE LA SOCCIDA, CHIUDERE IL BIODIGESTORE” - STUFARA PRESENTA IN AULA LA MOZIONE DI PRC E IDV
Il capogruppo regionale di Rifondazione comunista, Damiano Stufara, ha presentato in Aula la mozione sulle “Criticità ambientali del territorio del Comune di Marsciano”, presentata dal Prc e successivamente sottoscritta da Dottorini e Brutti dell'Idv. Nel documento si auspica il superamento del sistema della soccida, la chiusura del biodigestore di Olmeto, il raggiungimento di una zootecnia sostenibile, la delocalizzazione degli allevamenti incompatibili con i centri abitati e la bonifica delle acque del torrente Genna.
(Acs) Perugia, 9 novembre 2010 - Intervenire sulle criticità della situazione ambientale del Comune di Marsciano, con riferimento al problema dei reflui zootecnici e dello stato di salute del fiume Genna. Escludere definitivamente il ricorso all'impianto di depurazione di Olmeto come strumento per il trattamento delle acque stoccate in laguna e nei laghetti collinari di Papiano e Sant'Elena. Impegnarsi per la definitiva dismissione del biodigestione di Olmeto e per la bonifica del torrente Genna. Sono queste le richieste contenute nella mozione presentata dai consiglieri regionali di Rifondazione comunista (Federazione della sinistra) Damiano Stufara e Orfeo Goracci e sottoscritta anche dai consiglieri dell'Idv Oliviero Dottorini e Paolo Brutti.
Illustrando la mozione in Aula, Stufara ha evidenziato la necessità di “puntare ad una zootecnia sostenibile, in grado di far convivere un comparto economico rilevante con l'ecosistema e l'ambiente. Nel passato in Umbria non è stato così, alcuni interessi, legittimi, ne hanno sovrastati altri. È necessario dare certezze alla popolazione: il comparto zootecnico è importante ma le sue ricadute occupazionali e in termini di creazione di ricchezza sono state limitate, nel comprensorio di Marsciano in modo particolare. La politica deve avere il coraggio di tracciare la strada per oggi ed anche per il domani: mirando alla delocalizzazione degli allevamenti più impattanti e alla costituzione di una filiera corta regionale”.
I consiglieri di Prc e Idv chiedono inoltre di “impedire il ricorso alle deroghe ai valori per le acque sensibili previste dalla Commissione tecnica del Comune di Marsciano e dal progetto della S.i.a. Spa; di individuare come strumento strategico per il trattamento dei reflui zootecnici l'istallazione di piccoli impianti di depurazione direttamente nelle aziende agricole, attivando con appositi interventi normativi le modalità d'incentivazione per tali impianti, coniugandole anche con provvedimenti tesi a favorire la costituzione di una filiera completa del suino nella regione ed a superare l'allevamento in soccida, troppo spesso causa di dispersione delle ricchezze prodotte nel territorio”.
Nel documento si legge inoltre che “il territorio del Comune di Marsciano risente da anni di una situazione ambientale di grande criticità, con la presenza di sovrabbondanti allevamenti suinicoli e bovini (60.000 capi complessivi circa), nonché dell’impianto di biodigestione di Olmeto, le cui modalità di conduzione hanno sollevato, nel corso degli anni, più di una perplessità, tanto da determinarne la chiusura su ingiunzione dell'Arpa il 9 agosto 2009. Alle problematicità connesse alla gestione dell'impianto di Olmeto si aggiungono quelle relative ai laghetti collinari di Sant'Elena e di Papiano, in cui attraverso due ordinanze del sindaco di Marsciano (dicembre 2009 e gennaio 2010) si autorizzava lo stoccaggio di parte dei rifiuti eccedenti contenuti nelle lagune a servizio dell'impianto di Olmeto per evitarne lo straripamento, e che sono stati posti sotto sequestro da parte del Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri nel marzo 2010”. Proprio i Carabinieri del Noe avrebbero effettuato, il 14 ottobre scorso, un sopralluogo ad Olmeto “al fine di accertare i livelli dei liquami nella laguna ed eventuali sversamenti abusivi degli stessi”.
Stufara, Goracci, Dottorini e Brutti ricordano poi che “il sindaco di Marsciano, in seguito alla delibera n. 300/2010 della Giunta regionale ha consentito la ripresa delle attività prima sospese di alcune aziende suinicole, fino alla data del 31 ottobre prossimo, disponendo lo smaltimento dei reflui attraverso il processo di fertirrigazione. Nel documento redatto il 28 giugno 2010 dalla Commissione tecnica del Comune di Marsciano per la valutazione dei progetti relativi al trattamento dei liquami della laguna e dei due laghetti collinari si prevede, ad integrazione dell'utilizzo agronomico della parte liquida (fertirrigazione), lo scarico nel torrente Genna previo trattamento delle acque per mezzo del depuratore dell'impianto di Olmeto, trattamento da svolgersi in deroga ai valori previsti per le aree sensibili”.
A ciò si aggiunge che “sulla base del documento conclusivo redatto dalla Commissione tecnica del Comune di Marsciano e della delibera n.69/2010 del Consiglio comunale di Marsciano sull'adeguamento dell'impianto di depurazione S.i.a. per il trattamento delle acque di Laguna, sul Bur della Regione Umbria il 17 agosto 2010 è stato pubblicato l’avviso al pubblico da parte della società S.i.a. spa, di istanza di assoggettabilità coordinata con la procedura di autorizzazione integrata ambientale relativamente ad un 'impianto di smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi tramite operazione di trattamento biologico D8'. Dalla documentazione prodotta dalla società proponente si desume un sistema depurativo caratterizzato da una netta prevalenza del trattamento chimico-fisico su quello biologico con fanghi attivi, segno di oggettive difficoltà di depurazione del digestato (contraddistinto da elevate concentrazioni di azoto e fosforo) e quindi di rispetto dei limiti di emissione stabiliti nella tabella 3 dell'allegato 5 alla parte III del decreto legislativo 152/2006”.
Nella mozione si sottolinea che risulta pertanto altamente problematico lo scarico delle acque trattate nel torrente Genna, in quanto la gravità delle condizioni ambientali del sottobacino Nestore in cui detto torrente insiste è tale da non consentire, sempre secondo il Piano di Tutela delle Acque, persino il conseguimento degli obiettivi minimi di qualità ambientale stabiliti. Inoltre la situazione presente ha destato e desta, tra la collettività marscianese, grande preoccupazione, sia per il deterioramento della qualità della vita che per i rischi ambientali di sversamento dei reflui nei fiumi Genna e Nestore, entrambi già pesantemente inquinati e necessitanti pertanto di un intervento di bonifica. Si sottolinea infine che la delibera della Giunta regionale n. 305/2010 si prende atto di 'emergenze ambientali che costituiscono forte motivo di preoccupazione per l’integrità del patrimonio ambientale', prevedendo un contributo regionale di 900 mila euro (di cui 240 mila destinati al Comune di Marsciano), al fine di 'rimuovere immediatamente le cause che hanno determinato l'insorgere delle emergenze ambientali', cause fra cui appare evidente ormai dover annoverare anche l'impianto di Olmeto”. MP/mp