Regione Umbria - Assemblea legislativa


VERTENZA MERLONI: “LA REGIONE FARA’ SICURAMENTE LA SUA PARTE” – PER SMACCHI (PD) “NECESSARIO UN GRANDE SFORZO UNITARIO PER IL RILANCIO DELLA FASCIA APPENNINICA E DELL’ALTO CHIASCIO”

In sintesi

 Il consigliere regionale Andrea Smacchi (PD) interviene sulle questioni relative alla vertenza Merloni, assicurando il pieno impegno della Regione e sottolineando la necessità di un grande sforzo unitario, per rilanciare e salvare un pezzo importante dell’Umbria che rischia seriamente di essere dimenticato: quello della fascia appenninica e dell’Alto Chiascio”.

(Acs) Perugia, 9 novembre 2010 - “La Regione farà la sua parte, ma occorre un grande sforzo unitario per rilanciare e salvare un pezzo importante dell’Umbria che rischia seriamente di essere dimenticato: quello della Fascia appenninica e dell’Alto Chiascio”.  Lo ha affermato il consigliere Regionale e presidente della Commissione riforme, Andrea Smacchi, intervenendo all’iniziativa di Gualdo Tadino promossa da Rifondazione Comunista lunedì sorso 8 novembre.

“In un momento in cui le risorse economiche scarseggiano, ed in una fase di tagli indiscriminati da parte del Governo – sostiene Smacchi - che colpiscono esclusivamente le fasce più deboli della popolazione, occorre focalizzare l’attenzione sulle vere emergenze. Non sfugga a nessuno infatti che quel territorio è il più martoriato dalla crisi economica e sociale. La vertenza Merloni su tutte, insieme alle difficoltà dei comparti dell’edilizia e della ceramica, rappresenta un vero e proprio dramma sociale  che quotidianamente vivono sulla propria pelle tante famiglie. Questa vertenza – avverte - deve diventare il principale campo di azione  dell’intera Regione, occorre quindi agire sul doppio binario, quello del Bando, che vedrà la propria scadenza il prossimo 15 novembre, per capire rispetto alle dichiarazioni d’interesse, se sussistono reali possibilità di partire con un nuovo piano industriale e al contempo proseguire nell’azione di forte coinvolgimento delle agenzie regionali e  degli imprenditori umbri e delle loro associazioni, al fine di  costruire una possibile soluzione che possa prevedere anche una riconversione del sito produttivo di Colle, in grado di lanciare un nuovo ed ambizioso progetto industriale per l’intera area”.

A giudizio di Smacchi, la presenza del Comitato dei lavoratori, ricevuto stamani a Palazzo Cesaroni, “sta a significare anche questo. E a questi lavoratori – spiega - ai quali oltre a ribadire la mia solidarietà, ho garantito e garantirò il mio impegno fino alla positiva chiusura della vertenza. In questo contesto – aggiunge - ritengo sia auspicabile  che, prossimamente, si sviluppino adeguate realtà creditizie bancarie fortemente radicate nel territorio regionale in grado di supportare significativamente  l’economia regionale anche quando questa è in crisi o, come accade ora,  ha bisogno di credito per  cercare di uscire dalla stessa. Al momento – spiega Smacchi - l’unica realtà bancaria indipendente radicata nella regione è rappresentata da una  banca troppo piccola per competere con le banche territoriali delle regioni limitrofe”.

“Il grido di allarme lanciato dal Cardinale Bagnasco  all’Assemblea nazionale dei vescovi di Assisi – sottolinea Smacchi -, non solo è condivisibile , ma rappresenta un monito a tutta la politica, soprattutto a chi ricopre responsabilità di Governo in particolari momenti di difficoltà, un piano straordinario per il lavoro in Italia e nella nostra Regione non solo è utile, ma assolutamente necessario. Si lasci da parte – conclude - la tattica, steccati ideologici, strumentalizzazioni, disponibilità di ministri e ci si concentri su ciò che la gente ci chiede a gran voce, occuparsi dei veri problemi perché la posta in gioco è il lavoro”. RED/tb

 


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