RACCOLTA DIFFERENZIATA: “L'UMBRIA ULTIMA PER RACCOLTA DIFFERENZIATA: SECONDO UN INDAGINE DEL “CORRIERE DELLA SERA” NESSUN COMUNE SOPRA IL 50 PER CENTO” - NOTA DI LIGNANI MARCHESANI (PDL)
Il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Pdl) sottolinea il “triste primato per il cuore verde d’Italia, l'unica regione che non registra alcun Comune con una percentuale superiore al 50 per cento nella raccolta differenziata dei rifiuti. Lignani evidenzia che “l’Umbria sconta anni di ritardi” e necessità ora di un “contesto impiantistico che sappia coniugare sostenibilità ambientale, abbassamento delle tariffe e sviluppo economico”.
(Acs) Perugia, 26 ottobre 2010 - “L'indagine del Corriere della Sera sulla raccolta differenziata (che riporta dati di Legambiente) è assolutamente impietosa per l’Umbria: fanalino di coda dietro la Puglia, ma soprattutto unica regione che non registra alcun Comune con una percentuale superiore al 50 per cento in questo dato. È un triste primato per il cuore verde d’Italia, ma soprattutto è un dato che stride con gli ambiziosi propositi del Piano dei rifiuti, con i proclami della Giunta regionale e dei Comuni di centrosinistra che, per ideologismi vecchia maniera, si riempiono tanto la bocca con gli obiettivi sulla raccolta differenziata”. Lo afferma il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Pdl), secondo cui “certamente l’Umbria sconta anni di ritardi, ma soprattutto va evidenziata la logica dei 'due forni' perseguita dall'Esecutivo regionale, che ha inteso sempre tenere unite sotto il medesimo ombrello di consenso la sinistra radicale vetero-ambientalista e logiche industriali legate al ciclo dei rifiuti. Rimane il dato incontrovertibile registrato dal Corriere della Sera: 'molto si è chiacchierato e poco si è prodotto'”.
Lignani evidenzia infine che “la raccolta differenziata va perseguita non in una logica fine a se stessa, ma inserendola in un contesto impiantistico che sappia coniugare sostenibilità ambientale, abbassamento delle tariffe e sviluppo economico. Tre parametri non in contraddizione se si perseguissero investimenti legati alla costruzione di impianti di nuova generazione attraverso project financing nei singoli Ambiti territoriali. Ma il pregiudizio anti-privato, sostenuto a corrente alternata e secondo gli interessi elettorali del momento, è un altro parametro negativo duro a morire nella nostra Regione”. RED/mp