Regione Umbria - Assemblea legislativa


A.MERLONI: “IL DOCUMENTO PER LA SALVAGUARDIA E IL MANTENIMENTO DEL SITO DI NOCERA UMBRA E’ L’ULTIMO APPELLO DEI LAVORATORI NEL SILENZIO DELLE ISTITUZIONI” – INTERVENTO DI SANDRA MONACELLI (UDC)

In sintesi
Il capogruppo dell’Udc in Consiglio regionale, Sandra Monacelli esprime, in una nota, la sua preoccupazione in merito al futuro della azienda Antonio Merloni Spa e, partendo dal documento stilato dai lavoratori per la salvaguardia del sito di Colle di Nocera Umbra, punta il dito sul “silenzio assordante delle istituzioni”. Monacelli, definendo le rassicurazioni date in Aula dall’assessore regionale Rossi “prive di reali riscontri”, chiede alla Giunta regionale, “visto l'approssimarsi della scadenza dei bandi il 15 novembre prossimo, già penalizzati da soli 45 giorni consentiti invece dei 90 previsti, che finora non hanno dato alcun esito, di sollecitare sin da ora i Commissari al prolungamento dei bandi stessi”.
Per l’esponente centrista la Regione Umbria deve urgentemente assumere l’impegno di promuovere, d’intesa solidale con la Regione Marche, la ricerca di soluzioni imprenditoriali di dimensione e profilo tali da garantire la riattivazione e il rilancio di tutti gli stabilimenti del gruppo ancora in gestione alla Amministrazione straordinaria.

 

(Acs) Perugia, 25 ottobre 2010 – “Il documento per la salvaguardia ed il mantenimento del sito ‘A.Merloni’ di Nocera Umbra, stilato dal comitato dei lavoratori, non è che l'ultimo appello in ordine di tempo fra i tanti che si stanno susseguendo negli ultimi mesi, nel silenzio assordante da parte delle istituzioni”. Così il capogruppo dell’Udc, Sandra Monacelli che ripercorre le tappe principali della crisi dell’azienda. “Dal 28 ottobre 2008, data in cui la Antonio Merloni Spa con tutte le sue partecipate è stata posta in Amministrazione Straordinaria, seguita dall'apertura della procedura fallimentare, il ricorso alla legge Marzano – spiega - si è reso necessario, interessando gli oltre mille lavoratori umbri e i millequattrocento marchigiani. Grazie alla forte mobilitazione di tutti i lavoratori del gruppo – continua - si è giunti in data 20 Marzo 2010 alla sottoscrizione, tra il Ministero dello Sviluppo economico e tutte le Regioni interessate dalla crisi dei diversi stabilimenti del gruppo Merloni, di un Accordo di Programma che ha posto chiaramente la priorità della ricerca di nuovi imprenditori in grado di garantire, attraverso un idoneo progetto industriale e di ristrutturazione, il rilancio produttivo dell’intero gruppo, con l’obiettivo irrinunciabile della salvaguardia dei livelli occupazionali di tutti gli stabilimenti del gruppo A.Merloni. A distanza di sette mesi dalla sottoscrizione dell’Accordo di Programma, tuttavia, nonostante siano state ripetutamente avanzate manifestazioni di interesse da parte di imprenditori di grande rilevanza internazionale, non solo non si è giunti alla formalizzazione di concrete offerte di acquisto, ma è anzi iniziato un processo di smantellamento dell’intero gruppo industriale, con la cessione frazionata di asset italiani ed esteri che sta mettendo in grave discussione le appetibilità del gruppo industriale da parte di soggetti imprenditoriali realmente in grado di progettare e sostenere il rilancio delle produzioni, in misura tale da salvaguardare i livelli occupazionali per ciò che riguarda i siti della produzione del ‘bianco’ di Nocera Umbra e Fabriano. L’ultimo incontro fra i lavoratori ed i Commissari, - ricorda ancora Monacelli - svoltosi lo scorso 18 ottobre 2010, ha delineato la disastrosa prospettiva del rischio concreto della chiusura dello stabilimento di Colle di Nocera Umbra”. Per Sandra Monacelli “è del tutto evidente che le rassicurazioni verbali, che l'assessore regionale Rossi si è superficialmente premurato di dare in Aula, non abbiano riscontro con la realtà; anzi, si fa sempre più strada l'ipotesi paventata e che speravo smentita, che questa vicenda sia stata secondaria rispetto ad altre ed affrontata da subito con una strategia al ribasso, volta preventivamente ad una svendita ‘a spezzatino’”. L’esponente centrista si dice invece “profondamente persuasa che i grandi numeri dell'occupazione lavorativa e l’importanza assoluta della dimensione del sito industriale, in un contesto regionale assai debole e produttivamente marginale nel quadro economico industriale nazionale, debbano indurre tutti i soggetti pubblici, istituzionalmente impegnati alla difesa del diritto al lavoro della propria collettività amministrata, a fare della salvaguardia del sito produttivo di Colle di Nocera Umbra una priorità assoluta della propria azione. Ritengo che la massima istituzione regionale – aggiunge - debba urgentemente accogliere la richiesta dell'assemblea dei lavoratori dello stabilimento nocerino della Merloni, affinché la Regione dell’Umbria assuma l’impegno concreto e vincolante di promuovere, d’intesa solidale con la Regione Marche, la ricerca di soluzioni imprenditoriali di dimensione e profilo tali da garantire la riattivazione e il rilancio di tutti gli stabilimenti del gruppo Merloni ancora in gestione alla Amministrazione straordinaria. Spero vivamente che la Giunta – continua Monacelli - consideri l’ipotesi subordinata, prevista nell’Accordo di Programma, di smantellamento o frazionamento dello stabilimento di Colle di Nocera Umbra, come ipotesi veramente estrema e non come prima chance, in quanto sarebbe un evento disastroso per le politiche occupazionali e produttive della nostra Regione, con conseguenze economiche e sociali gravissime e irreversibili”. Per Sandra Monacelli, in conclusione, “nell'immediato, visto l'approssimarsi della scadenza dei bandi il 15 novembre prossimo, già penalizzati da soli 45 giorni consentiti invece dei 90 previsti, che finora non hanno dato alcun esito, sarebbe quantomeno opportuno che la Regione Umbria solleciti sin da ora i Commissari al prolungamento dei bandi stessi”. RED/as

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