Regione Umbria - Assemblea legislativa


ECONOMIA UMBRA: “DATI ALLA MANO È L’ ALTO CHIASCIO LA ZONA PIU’ COLPITA DALLA CRISI” - SMACCHI (PD) ALLE ISTITUZIONI, “CONCENTRARE OGNI SFORZO SU QUELL'AREA E CREDERE NELLE SUE POTENZIALITÀ”

In sintesi
Il consigliere regionale del Pd Andrea Smacchi, con riferimento all'esito del dibattito avutosi a Palazzo Cesaroni sui temi dell'economia in Umbria e ai dati oggettivi sugli ammortizzatori sociali attivati in quell'area, considera il territorio dell'Alto Chiascio il più colpito dalla crisi. Smacchi fa appello a Regione ed istituzioni tutte ad impegnarsi ed a credere nel rilancio di quell'area, così come “in anni passati si è creduto al rilancio economico-produttivo di altri territori colpiti dalla deindustrializzazione di settori considerati strategici”.

 

(Acs) Perugia 21 ottobre 2010 – “Con più di tremila posti di lavoro a rischio, su un territorio di circa 70mila abitanti ed interi comparti produttivi che potrebbero essere cancellati, il territorio dell'Alto Chiascio è in Umbria il più colpito dalla crisi economica”. Lo afferma il consigliere regionale del Pd Andrea Smacchi, con riferimento all'esito del dibattito avutosi a Palazzo Cesaroni sui temi dell'economia in Umbria e ai dati oggettivi di fonte sindacale sugli ammortizzatori sociali attivati in quell'area, “per 1500 lavoratori, la maggior parte dei quali in età compresa tra i 40 ed i 50 anni, con evidenti difficoltà a reinserirsi del ciclo produttivo”. Per il consigliere del Pd, territori montani e di confine come quelli dell’eugubino – gualdese, che hanno vissuto per decenni una fase di sviluppo importante, oggi presentano “un quadro di preoccupante crisi economica e sociale generale, con rischi di spopolamento e di tenuta del tessuto sociale”.  Dopo aver chiamato in causa, “scelte scellerate del Governo nazionale”, Smacchi sollecita uno sforzo straordinario della stessa Regione perché si assuma fino in fondo le sue responsabilità e di tutte le istituzioni a credere nelle potenzialità dell’Alto Chiascio, “così come si è creduto in anni passati al rilancio economico-produttivo di altri territori colpiti dalla deindustrializzazione di settori una volta considerati strategici”. Nel merito di possibili scelte, Smacchi si augura che l'ipotesi di un possibile gruppo industriale cinese, interessato al comparto bianco della Merloni, “sia credibile ed accompagnata da idonei piani industriali che consentano di dare prospettive reali ai lavoratori, prima della scadenza del bando prevista per il 15 novembre”. Con riferimento alle “numerose iniziative a difesa dei lavoratori della Merloni e del loro reimpiego” da lui sesso promosse, Smacchi sollecita tutti i soggetti istituzionali a: dare “un forte segnale nel momento più duro della crisi; scegliere ed orientare idee e risorse dove servono e dove possono creare nuove opportunità di sviluppo nell’interesse dell’Umbria; non isolare ulteriormente anche su questi aspetti un territorio che invece andrebbe potenziato anche sul fronte dell’istruzione e della tutela delle persone”.    Smacchi non nasconde che nei prossimi anni, “chi governa le Istituzioni regionali sarà chiamato a scelte dure e probabilmente impopolari, ma la difesa del diritto al lavoro è la battaglia che deve unire tutti, e questo presuppone perseguire obiettivi di efficacia ed efficienza, come condizioni ineludibili per essere vicini agli operatori economici, agli artigiani ed ai lavoratori, nello sforzo comune di costruire un nuovo modello di sviluppo industriale per la nostra regione”. GC/gc

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