STATO DELL’ECONOMIA (4): CONCLUSA LA PRIMA PARTE DEL DIBATTITO SULLA CRISI ECONOMICA IN UMBRIA – GLI INTERVENTI DELLA MATTINATA
(Acs) Perugia, 20 ottobre 2010 – Continua la seduta del Consiglio regionale dedicata alla situazione dell'economia umbra, agli effetti della crisi economica e alle azioni per agevolare la ripresa. Durante la mattinata sono intervenuti:
DAMIANO STUFARA (capogruppo Prc), “CHI RICEVE SOLDI PUBBLICI PER POI ANDARSENE A PRODURRE ALL'ESTERO DEVE RESTITUIRLI” - Sulle tante questioni aperte in Umbria pesano ancor di più i tagli governativi alle disponibilità di risorse e la recente riforma del Patto di stabilità varato dalla Comunità europea in contrapposizione con le Regioni europee. Da troppo tempo in Umbria abbiamo redditi mediamente inferiori a quelli nazionali cui si aggiunge un sistema creditizio rigido che ci penalizza ulteriormente. Prima e principale emergenza regionale è quella occupazionale: lo ha ribadito ieri la Cgil: oggi siamo al 71 per cento di occupati contro il 74 del 2004. Altissima è la Cassa integrazione, e in un anno e mezzo si sono perduti 18mila posti di lavoro. La disoccupazione giovanile è al 20 per cento e quello irregolare al 26 per cento. Mi auguro che l'attività del governo regionale entri in sintonia con la grande manifestazione della Fiom a Roma: lì si è detto chiaramente che si deve tornare al lavoro. Come Prc poniamo quattro questioni. Le scelte sull'economia partano dalla necessità occupazionali. Abbiamo proposto di contrattare i processi di democratizzazione delle imprese, a partire dalle multinazionali. Siamo favorevoli alle incentivazioni delle imprese; ma riteniamo che chi riceve soldi pubblici per poi andarsene all'estero debba restituirli. Non è una proposta rivoluzionaria, giorni fa una scelta del genere è stata votata nella Regione Lombardia. Questa nostra proposta è già stata calendarizzata dalla seconda Commissione. Due, proponiamo un atto strategico di programmazione del lavoro, come chiede la stessa Cgil che punti a rilanciare l'occupazione giovanile e femminile. Tre, incentivare i redditi troppo bassi dell'Umbria. In ultimo sollecitiamo la chiusura delle crisi aziendali legate al comparto chimico ternano, puntando allo sviluppo della chimica verde. Sulla Thyssen Krupp di Terni, le notizie tranquillizzanti ricevute in quest'Aula solo qualche settimana fa, oggi sono meno incoraggianti, la Regione chiarisca al più presto come stanno le cose. In questo spirito siamo disponibili a votare una risoluzione finale chiara e dettagliata.
ANDREA LIGNANI MARCHESANI (Pdl) “BASTA ELENCO DELLA SPESA, LA GIUNTA FISSI LE PRIORITÀ DELLE OPERE PUBBLICHE IN UMBRIA” - E' necessario un taglio alla propaganda e alla mancanza di responsabilità di questa Giunta che è solita considerare suo merito quando le risorse nazionali ci sono e colpa del Governo quando scarseggiamo. Il vecchio Patto per lo sviluppo è stato un fallimento riconosciuto da tutti, ma aveva una sua configurazione ed obiettivi ambiziosi. Il nuovo modello adottato si limita ad elencare tavoli tematici e tavoli settoriali. Non c'è più traccia di obiettivi strategici anche solo enunciati. Ad esempio il tavolo del credito con accordi fra banche e fornitori delle PA non è chiaro: potrebbe penalizzare le imprese private che fino ad oggi hanno sempre scontato in banca le fatture non ancora pagate dalle amministrazioni pubbliche, con l'aggiunta di pagarci interessi bancari. Sul fronte infrastrutture vorrei evidenziare come alcune scelte sulla viabilità prioritaria finiscano per ledere alcune identità regionali. In altre parole le priorità non possono limitarsi ad un semplice elenco della spesa. Servono decisioni politiche chiare e scelte conseguenti; invece abbiamo assistito alla pagliacciata della Galleria della Guinza. Evidenzio come Il capogruppo del Pd ha posto il problema di considerare prioritario il nodo di Perugia, mentre l'attuale sindaco di Perugia, ha appena indicato la Fano - Perugia. Mi aspetterei che il presidente della Giunta metta fine a questa lotta scegliendo in nome di una chiara identità regionale.
FRANCO ZAFFINI (Fli) “L'UMBRIA CHE HA PERDUTO LE PICCOLE CASSE DI RISPARMIO SCOPRE ORA UN CREDITO INTERESSATO SOLO A TAGLIARE I FIDI” - In Umbria ci sono due grandi problemi, due emergenze, il polo chimico ternano e la vertenza Merloni che evidenziano e ripropongono il vecchio tema del riequilibrio territoriale. Per Nocera la Regione deve dare un chiaro indirizzo per l'immediato e per il futuro, perché a quanto pare lì non si faranno più elettrodomestici, e la stesa cosa vale per Terni. C'è poi il problema emergenza demografica dell'Umbria, evidenziata drammaticamente di troppi anziani e da un'immigrazione irregolare. Per affrontare il problema della disoccupazione giovanile occorre rifinanziare la vecchia legge regionale 12, ancora valida perché crea auto occupazione e piccole imprese. Sul credito regionale l'Umbria scopre solo ora di aver perduto un sistema ed un reticolo di casse di risparmio che oltre ai servizi dati garantiva comprensione, dava consigli. Oggi dopo la corsa alle concentrazioni bancarie, è subentrato un credito molto più attento al taglio dei fidi (se ne hai uno di 100 e ne utilizzi solo 60 la banca ti chiama per dirti che d'ora in poi il fido scende a 60). La Giunta al momento del suo insediamento puntò molto sull'internazionalizzazione e sulla green economy che oggi non ritrovo. Osservo che non esiste solo il fotovoltaico. C'è un problema di riconversione di molti terreni agricoli sul versante agroalimentare. Sulle infrastrutture, anch'io invito la Giunta a decidere sulle priorità: basta con la lista della spesa. Sulla viabilità, bene quella trasversale, mi chiedo però perché non si punta completare la Tre Valli. Sull'Aeroporto di Sant'Egidio ritengo non sia una priorità. Non è chiaro che cosa faccia oggi Sviluppumbria: è una realtà da riorganizzare dandogli un ruolo preciso.
ORFEO GORACCI (PRC) “CONDIVISBILI ANALISI E PROPOSTE ILLUSTRATE DALLA PRESIDENTE PER AFFRONTARE LA CRISI DELL'UMBRIA, CHE SOFFRE ED HA SOFFERTO PIÙ DI ALTRE AREE - Siamo di fronte a una crisi straordinaria rispetto alla quale il capitalismo offre risposte negative. Rispetto al ruolo dell’aeroporto di S.Egidio ritengo che, al contrario di quanto afferma Zaffini, sia un’infrastruttura strategica. Bene anche investire sulla green economy che offre soluzioni appropriate per le caratteristiche dell’Umbria. Alla portavoce dell’opposizione Modena, dico che quanto lamentato da Regioni ed enti locali sui tagli del Governo non rappresenta una critica del centrosinistra ma di tutti, in maniera trasversale. È necessario che la vicenda della crisi Merloni diventi un problema regionale, come fu negli anni passati per la crisi della Thyssen Krupp. La crisi Merloni è grave anche perché si produce in un territorio debole e fragile, da un punto di vista infrastrutturale e sociale. Per applicare in maniera equa e positiva il federalismo occorre che si attui il principio secondo il quale chi più ha bisogno, disponga di maggiori risorse. Per incidere in maniera più efficace sul problema degli incidenti mortali formalizzerò la proposta di applicare alcuni addetti in più per ogni Asl alla prevenzione controllo su cantieri e aziende”.
ALFREDO DE SIO (PDL): “CI TROVIAMO DI FRONTE AD UNA CRISI STRAORDINARIA PER LA QUALE SERVONO RISPOSTE ALTRETTANTO STRAORDINARIE - Non condivido l'analisi fatta da alcuni colleghi sul modo in cui l'Italia ha affrontato la crisi, e i dati di questi giorni ci dicono che la tenuta del nostro Paese è stata migliore di quella di altri paesi europei, sia sul piano della produttività che dei conti pubblici. I fondi stanziati dal Governo nazionale per gli ammortizzatori sociali hanno consentito di evitare un forte incremento della disoccupazione, mettendo le imprese nelle condizioni di affrontare la ripresa quando questa si presenterà. I dati umbri sono preoccupanti e riflettono le dinamiche della crisi. Nell'area ternana esiste un problema strutturale che sta portando verso la recessione e il declino industriale e che dimostra il superamento del modello umbro, che ha terminato la sua spinta propulsiva. Nel Ternano l'aver continuato a sostenere quel modello industriale, senza innovazione e sviluppo, è stato un errore: si è rimasti legati a due poli obsoleti, quello chimico e quello metallurgico. Dobbiamo trasformare una emergenza in una grande opportunità: c'è la necessità di riconvertire ma soprattutto di bonificare, riqualificando il territorio, e la green economy può costituire una seria opportunità”.
GIANLUCA ROSSI (ASSESSORE): “Faremo una apposita delibera che investirà anche le responsabilità delle agenzie strumentali, dando un ordine metodologico, valido anche per le agenzie regionali, in riferimento alle crisi industriali reversibili di carattere regionale. Siamo consapevoli che esiste un problema del rapporto tra le multinazionali e i territori. C'è una asimmetria tra le decisioni delle multinazionali e quelle dei governi, anche all'interno dell'Unione europea. Si tratta di una grande questione di cui dovrà essere interessata la Commissione europea. Le due crisi maggiori aperte in Umbria sono quelle della Basell e Merloni. Non possiamo accorgerci delle decisioni delle multinazionali quando ormai la frittata è fatta. La Basell ha deciso la chiusura dello stabilimento di Terni proprio mentre usciva dall'amministrazione controllata negli Stati Uniti: gli effetti di certe scelte, prese altrove, ricadono su di noi dopo molto tempo e senza che sia possibile intervenire. Con il ministero dello sviluppo economico e con la presidenza del Consiglio dei ministri abbiamo lavorato a lungo sulla questione Basell (che coinvolge un indotto complessivo di 1000 occupati) e stiamo lavorando per rilanciare e reindustrializzare il sito puntando sulla chimica verde. La crisi Merloni è complessa dal punto di vista occupazionale, industriale e territoriale. La Giunta regionale è riuscita a portare a casa un importante provvedimento in ambito comunitario, incrementando gli aiuti che possono essere dati alle piccole e medie imprese. La crisi Merloni è stata gestita attraverso la legge Marzano e la stipula di un accordo di programma. Siamo convinti di avere l'obbligo di tenere aperte entrambe le strade che ci possono portare fuori dal tunnel: quella del bando internazionale e quella dell'accordo di programma mirato alla reindustrializzazione. Domani inizieranno una serie di incontri bilaterali, che partiranno dalle segreterie regionali dei sindacati. Per quanto riguarda la Thyssen Krupp e l'Ast, esiste una questione aperta che riguarda la competitività di alcuni siti industriali, come quello di Terni. Nei prossimi mesi la TK sarà chiamata a fare delle scelte significative e dovremo tenere alta l'attenzione e coinvolgere il Governo nazionale per lavorare al superamento dei punti deboli, per mantenere la competitività del sito produttivo ternano”. GC/TB/MP