Regione Umbria - Assemblea legislativa


STATO DELL’ECONOMIA (2): “LA PRIORITA’ E’ IL LAVORO, MA SERVE PIU’ CORAGGIO E UN’ALTRA RICETTA” – L’INTERVENTO IN AULA DI MODENA (PORTAVOCE OPPOSIZIONE CENTRODESTRA)

In sintesi

 

L’Umbria troppo lontana dalle politiche nazionali: il Piano Triennale per il lavoro del Governo reimposta l’Università sul criterio del merito e investe su profili tecnici, in accordo con il sistema delle imprese. Il Piano di sviluppo di Brunetta mira alla semplificazione che è indispensabile ed è una riforma a costo zero. Decisivo anche l’aumento della produttività del settore pubblico. La ricetta del centrodestra per risolvere l’emergenza lavoro illustrata in Aula dalla portavoce dell’opposizione di centrodestra, Fiammetta Modena.
 

 

(Acs) Perugia, 20 ottobre 2010 – La portavoce dell’opposizione di centrodestra (Pdl – Lega Nord – Fli) Fiammetta Modena ha iniziato la relazione in Aula sulla crisi economica partendo dal tema del lavoro: “Ci preoccupa il fatto che l’Umbria rimanga un piccolo orticello lontano dalle politiche nazionali perché, anche se qui da noi non se ne parla, il governo ha attuato una sinergia tra i ministeri di Lavoro, Istruzione e Pari opportunità per intraprendere azioni volte a favorire l’occupazione, specie quella femminile e intellettuale, con riforme strutturali che negli anni porteranno ai risultati a cui mirano. E’ in atto un cambio totale di impostazione del sistema universitario, con l’introduzione del merito, che in Umbria deve trovare applicazione a tutto tondo. Non servono interventi finanziari senza progettare accordi inter – ateneo e corsi ad altissima specializzazione, in accordo con le strutture imprenditoriali. Va ribaltata – secondo la portavoce del centrodestra – la cultura del farsi una posizione grazie alla laurea. E’ necessario fare in modo che l’Università umbra diventi attrattiva per specialità e investire sui profili tecnici, e farlo in tempi rapidi, come ha fatto la Regione Piemonte dove, con un Piano straordinario per l’occupazione sono stati individuati i quattro punti essenziali per agire: occupazione, competitività, credito e semplificazione. Si sono riuniti i soggetti attuatori di tale piano e si sono già messi al lavoro. Io capisco i riti e le concertazioni, ma è necessario cambiare questa impostazione del Patto che diventa Alleanza e riti di intermediazione vari, mentre il Ministero ha fatto un Piano Triennale del Lavoro, esaltando la richiesta di profili tecnici e l’introduzione del merito nelle Università. Basta piagnucolare per il taglio delle risorse senza capire qual è il processo in atto. Anche la Corte dei Conti ha reso noto che le politiche di bilancio europee si stanno allineando sul parametro della riduzione del debito. E per quanto riguarda il nostro Paese, gli Enti locali sono indicati come il vero rischio di crac finanziario. Il sistema di spesa pubblica è destinato a cambiare prospettiva. Occorre selezionare le risorse per far fronte all’emergenza e programmare adeguatamente con i soggetti attuatori delle misure. E’ necessario tagliare i rami secchi”.

Altro tassello decisivo è quello della semplificazione: “Una riforma a costo zero per la quale il ministro per l’innovazione Brunetta sta firmando protocolli con i presidenti delle Regioni. Ci risulta abbia preso contatti anche qui. C’è da fare il terribile sforzo di firmare e addentrarsi negli accordi previsti dal Piano di sviluppo per la competitività e la semplificazione per le imprese e per la famiglia. E tenere conto della misurazione degli oneri amministrativi, che saranno ridotti entro il 2012. La semplificazione amministrativa è una partita decisiva per agevolare gli imprenditori che investono e progettano ma sono alle prese con le morse di una burocrazia che li costringe a rivolgersi a persone esperte che per loro si addentrano nelle procedure amministrative. Per questo la semplificazione va fatta a spron battuto, qui non c’è taglio che tenga”.

Altro punto decisivo indicato dalla portavoce del centrodestra è l’aumento della produttività del settore pubblico: “l’operato della Pubblica amministrazione ha dei costi insostenibili, deve produrre per quanto costa”. PG/

 


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