INCHIESTA SANITÀ: “UN PROBLEMA DI ETICA POLITICA OLTRE CHE GIUDIZIARIO: UN ODIOSO SISTEMA DI FAVORI CONDITO DA PRESSIONI PRE-ELETTORALI” –LIGNANI MARCHESANI (PDL): “LA PRESIDENTE MARINI RIMETTA IL MANDATO
(Acs) Perugia, 19 ottobre 2010 - “L’indagine giudiziaria farà il suo corso, ma non cambia la sostanza del problema. Emerge in Umbria un sistema odioso di raccomandazioni, denunciato da decenni dal centrodestra denuncia da decenni, ma con una deflagrazione talmente forte che non solo ha portato alle dimissioni dell’assessore Riommi, ma mina la stessa credibilità democratica della Giunta regionale”. Così il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Pdl) sulle comunicazioni della presidente della Regione Umbria, in merito alle dimissioni dell’assessore regionale alla sanità, Vincenzo Riommi.
“Perché, se non indagato – si chiede l’esponente del Pdl - l’assessore si è dimesso? Ma, soprattutto, la domanda che emerge nel contesto della caduta del massimo esponente della sanità umbra è se quanto accaduto trovi un limite territoriale nella Asl 3 o il malcostume sia diffuso anche nel resto del territorio regionale: l’onere della prova spetta proprio a chi ha governato fino ad oggi”.
Lignani Marchesani valuta “comunque odioso il meccanismo di favoritismi emerso, e tanto più in questo momento di difficile congiuntura economica, perché c’è l’evidente aggravante della pressione, svolta in maniera a dir poco inopportuna nella stagione delle primarie, per l’individuazione del candidato presidente della Regione, l’attuale governatrice Catiuscia Marini. Fa rabbrividire sentir parlare di ‘rappresaglie’ e di ‘controllo dei voti’ così come emerge dalle intercettazioni. Un sistema di potere – spiega Lignani Marchesani - che sta dunque avendo una deriva, che dalla clientela sta andando verso atteggiamenti più propri di altre Regioni italiane. Un contesto che toglie legittimità all’attuale governatrice, proprio perché le intercettazioni dimostrano la scarsa trasparenza del risultato e delle procedure nelle ‘primarie’ che l’hanno incoronata. La Regione Umbria – conclude - ha bisogno di altro dal punto di vista politico ed etico: la governatrice ne prenda atto e rimetta il mandato”. RED/tb