CONSIGLIO REGIONALE (2): CONTINUA IL DIBATTITO SULLE DIMISSIONI DELL'ASSESSORE RIOMMI E L'INCHIESTA DELLA MAGISTRATURA – GLI INTERVENTI DI MODENA (PDL), MONACELLI (UDC), BOTTINI (PD), DOTTORINI (IDV) E ZAFFINI (FLI)
(Acs) Perugia, 19 ottobre 2010 – Continua, a Palazzo Cesaroni, la seduta del Consiglio regionale dell'Umbria dedicata alle dimissioni dell'assessore alla sanità e all'inchiesta della magistratura. Dopo la relazione della presidente Marini, sono intervenuti:
FIAMMETTA MODENA (portavoce PDL-LEGA NORD) “SISTEMA CORROTTO, DI TIPO MAFIOSO. BASTA ‘GIOCHINI’, LA PRESIDENTE DEVE RASSEGNARE LE DIMISSIONI - Quanto sta emergendo dall’inchiesta sull’Asl 3 evidenzia una pratica melmosa di voto di scambio, un sistema corrotto, di tipo mafioso che, secondo noi, mette in dubbio la legittimazione della Giunta, la sua stessa elezione, per cui chiediamo alla presidente Marini di rassegnare le dimissioni. Non accettiamo i ‘giochini’ che si stanno mettendo in atto: quello della distinzione tra vecchio e nuovo, che non c’è, perché la Giunta attuale è la prosecuzione della vecchia. Non accettiamo la lezione sul garantismo: non ci interessa come va a finire l’inchiesta, se ci saranno colpevoli o innocenti. Il dato che emerge è politico, e dovrebbe preoccupare soprattutto quelli che vengono con il cappello in mano a portare i voti e a chiedere i posti. E’ un sistema che non concede pari opportunità, che è imploso, e raggiunge obiettivi contrari a quella che dovrebbe essere l’impostazione di sinistra e di solidarietà. Altro campo da sgombrare è quello della responsabilità: noi non attacchiamo il sistema sanitario umbro, non è un problema di qualità del sistema. Il problema è che le riforme il Governo le fa ma in Umbria vengono bloccate. Il ministro Fazio ha dato le linee guida per i Cup, per risolvere il problema delle liste d’attesa e per le prestazioni intramoenia, ma qui le riforme vengono solo annunciate, poi non effettuate. Con delibera del 23 luglio scorso si annunciava entro il 30 settembre il Piano degli uffici da sopprimere, le funzioni trasferite all’Agenzia Umbria sanità e il Cup unico. Non solo non è successo niente, ma il Consiglio di Stato ha emesso una sentenza negativa sul concorso che la HiWeb, partecipata regionale, ha intrapreso con un’agenzia della Regione Marche per gestire la partita dei Cup: HiWeb, la società creata dalla Web Red, è società ‘in house’, cioè della Regione Umbria, e non può partecipare a gare aperte. Se le delibere della Regione Umbria finiscono così, dov’è lo spirito nuovo e riformatore annunciato da questa Giunta? In conclusione, noi del centrodestra non mettiamo in dubbio la qualità di medici e infermieri. Loro sono la parte lesa, perché costretti a stare con il cappello in mano in un sistema che non si regge più perché è delegittimato dalla prassi del voto di scambio. Chiediamo alla presidente di rimettere il proprio mandato”.
SANDRA MONACELLI (portavoce UDC): “MOZIONE PER UN NUOVO PATTO CON I CITTADINI, ASSUNZIONI E CONCORSI TRASPARENTI, ROTAZIONE DEI DIRIGENTI - Le dimissioni di Riommi rappresentano il culmine di vicende poco chiare, inducono ad una seria riflessione e ad un ripensamento che riguarda in Umbria la politica e la classe dirigente dei partiti tanto di sinistra quanto di destra. La prima deve fare i conti con il crollo della cosiddetta superiorità morale, la seconda, costretta ad ammettere che quanto detto e ripetuto in tutti questi anni di opposizione non ha prodotto alcun effetto, per di più minimamente paragonabile a quello suscitato dall'inchiesta della magistratura. Gli elementi trapelati sulla stampa, evidenziano in maniera inequivocabile uno sfacciato sistema di potere che pur di conservarsi e ottenere voti, con la complicità della crisi economica ha odiosamente sfruttato i bisogni e le attese delle persone in cerca di lavoro. Tale insopportabile sistema fatto di clientele e raccomandazioni diventa ripugnante quando affonda le sue mani sulla sanità, dove medici, direttori e primari sono scelti in barba ai malati e alle loro sofferenze, ma per soddisfare le misere convenienze dei potenti politici o amministratori di turno. La rappresentazione di un sistema di potere dedito a pratiche clientelari per garantire la propria auto-conservazione diffonde in maniera esplicita la convinzione, finora solo sospettata, di quanto sia difficile ottenere un posto di lavoro quando non si hanno santi in paradiso o fanti al potere. Non si può fuggire a lungo dalla realtà, oggi è il PD ad essere chiamato in causa ed è il PD che deve spiegare, deve chiarire, modalità e forme di gestione della cosa pubblica. Per questo presentiamo una mozione per promuovere un nuovo patto con i cittadini, eticamente fondato su una amministrazione onesta e una competenza effettiva, effettuare una rotazione dirigenziale di tutti i soggetti operanti in ambito sanitario e attivare per le assunzioni future dei percorsi concorsuali trasparenti, che rifuggano da meccanismi clientelari e di ricatto politico, che sfruttano, specialmente sui precari, il bisogno lavorativo. Infine promuovere l'istituzione di un albo nazionale da cui scegliere i direttori generali e i primari, per evitare che la lottizzazione politica inquini la sanità”.
LAMBERTO BOTTINI (PD): “UNA VICENDA CHE OFFRE LO SPUNTO PER UN RILANCIO DELLA POLITICA E DEL RUOLO DEI PARTITI: SIAMO PRONTI ALL'AUTOCRITICA E ACCETTIAMO LA SFIDA PER FARE ANCORA MEGLIO IL NOSTRO LAVORO - La Giunta regionale non si è sottratta al confronto e al primo Consiglio regionale affrontiamo questi aspetti. La Giunta si è mossa in maniera lineare, con atti chiari, con le dimissioni di un assessore che non è stato neppure raggiunto da atti o informazioni di garanzia, nel solo interesse dell'Umbria, della giunta e per togliere qualunque elemento speculativo sull'operato di una Giunta che si sta occupando dei problemi dell'Umbria in un contesto che vede le energie orientate ad uno sforzo collettivo per rilanciare la Regione sul versante economico e sociale, per dare prospettive alle famiglie e ai giovani umbri. Bisogna tenere insieme lo sviluppo economico e la coesione sociale, un punto evidente di qualità del nostro sistema regionale. Su questi temi la Giunta ha rilanciato, puntando su una vera e propria alleanza che dia prospettive alla nostra regione. È improprio arrivare a chiedere le dimissioni della presidente per fatti che ancora corrono su un crinale in cui è difficile anche solo parlare di reati o di un malcostume da correggere: il Pd è pronto ad un riflessione per assicurare elementi di trasparenza e partecipazione, puntando sulla meritocrazia e sulla mobilità sociale. Il consenso riscosso dal centrosinistra e dal Pd dipende dal buon governo di questa regione, un consenso riaffermato, rilanciato e reiterato in tutte le elezioni che si sono svolte e che hanno dimostrato inadeguatezza della proposta del centrodestra. Siamo pronti ad un autocritica per fare meglio e per rimuovere i motivi di una deriva discutibile di cui dobbiamo farci carico per tornare come sistema politica ad una maggiore sintonia con tutto l'elettorato. Abbiamo saputo rivedere e riiorientato le nostre scelte: anche questa legislatura è partita con un giudizio positivo sulla precedente ma con la consapevolezza che si deve governare l'Umbria in uno scenario completamente nuovo, che richiede atti di discontinuità. Anche sul versante sanitario, dove è facile affermare i meriti dell'amministrazione passata, non ci si accontenta e si rilancia sulla medicina del territorio, sui diritti universali, sui diritti della persona, si cerca di aggredire le liste di attesa, di attivare il centro unico regionale di prenotazione, si cerca di fare di più nei settori di eccellenza. Seguiremo la vicenda con attenzione e senza populismo (nonostante ad altri livelli una classe dirigente nazionale ignori la deontologia e rimanga al suo posto in presenza di reati molto gravi): l'Umbria si comporta in maniera diversa e seguiremo l'indagine cercando di distinguere tra reati e malcostume, per fare fronte alla presa di distanza che sempre di più separa i cittadini dalla politica. Questa vicenda può offrire lo spunto per un rilancio della politica e del ruolo dei partiti: accettiamo la sfida e nell'interesse generale vogliamo puntare sulla qualità, per fare ancora meglio il nostro lavoro”.
OLIVIERO DOTTORINI (IDV): “DURA CONDANNA PER METODI E COSTUMI VERSO I QUALI PRENDIAMO LE DISTANZE AL DI LÀ DEGLI SCHIERAMENTI POLITICI - Quello che ci viene proposto dai quotidiani regionali è un quadro tutt’altro che edificante che ci porta ad esprimere parole di dura condanna per metodi e costumi verso i quali prendiamo le distanze al di là degli schieramenti politici. Questo intreccio esplicito e inquietante tra politica, favori e clientele ha il potere di danneggiare in modo pesante l’immagine che l’Umbria si è guadagnata negli anni come presunta isola felice in mezzo ai tanti marosi di una nazione corrotta. La situazione che emerge dall'inchiesta in corso è grave non tanto (non solo) per i suoi risvolti giudiziari, ma perché ha il potere di indicare un modello, di confermare una modalità di approccio con i beni pubblici, di insinuare in modo neppure tanto velato che se vuoi fare strada o garantirti un futuro devi sottostare alle regole degli apparati e della partitocrazia. Di indicare ai giovani la strada del sottobosco e di una sistemazione facile e non quella dell’orgoglio, delle capacità, dell’impegno e della dignità. Continuiamo a chiedere che la Regione si dichiari parte lesa rispetto ai fatti che si stanno evidenziando e non abbasseremo la guardia, continuando a manifestare con le parole e con gli atti il nostro disappunto e un disagio profondo per quanto sta emergendo dalle indagini. Abbiamo apprezzato molto le dimissioni dell’assessore Riommi, pur non motivate da un’iscrizione nel registro degli indagati. Lo abbiamo interpretato come un gesto di sensibilità istituzionale in grado di salvaguardare l’azione di governo e di marcare una differenza con quanto sta avvenendo a livello nazionale dove esponenti del governo condannati per reati gravissimi continuano a rimanere al proprio posto, accusando anzi la magistratura e cercando di sottrarsi ai processi piuttosto che affrontarli a viso aperto. Ci infastidisce il garantismo a intermittenza, quello che tutto tollera a Roma e che grida allo scandalo a Perugia. Che faccia tosta ci vuole, caro Cirignoni, a manifestare a Perugia e sostenere a Roma i Cosentino, gli Scajola e farsi guidare dal plurinquisito Berlusconi. Ci vuole un certo coraggio, collega Modena, a chiedere le dimissioni della presidente Marini quando a Roma si giustifica un governo col più alto tasso di inquisiti. La coalizione di centrosinistra dimostra di avere ancora la forza di distinguersi e di segnare una differenza profonda da questi metodi. Per quanto riguarda Idv, ho il piacere e la fortuna di rappresentare una forza che è in grado di dire e fare a Roma le stesse cose che dice e fa a Perugia”.
FRANCO ZAFFINI (FLI): “IN UNA OCCASIONE MOLTO PROBABILMENTE IRRIPETIBILE È MANCATA LA DISCONTINUITÀ. DA DOMANI TUTTO DEVE CAMBIARE - La presidente avrebbe potuto fare e dire di più, dando delle comunicazioni che invece non abbiamo ascoltato. Non abbiamo sentito nulla di diverso da quello che qualunque osservatore avrebbe potuto prevedere. Il senso di discontinuità su cui la presidente sembra puntare non c'è stato, in una occasione molto probabilmente irripetibile di marcare una distanza da certe pratiche. È stato un atto dovuto quello dell'opposizione, di chiedere spiegazioni, a prescindere dalla vicenda giudiziaria, circa un quadro desolante di connivenza tra politica e gestione che entra in campo in alcuni passaggi critici della politica. Anche chiedere le dimissioni della presidente è stato un atto dovuto mentre la maggioranza si limite a dirsi fiduciosa nella magistratura e chiede di poter lavorare. Ma lavorare a che cosa? Credo che sia urgente mettere mano ad alcune questioni. Quelle che emerge è una 'condanna a governare' che impedisce al centrosinistra di capire quando e dove fermarsi, in un quadro normativo a maglie larghe che rappresenta esso stesso il problema. Quando per la prima volta la Commissione di controllo, di cui ero presidente, chiese all'assessore alla sanità quali fossero i criteri di selezione dei direttori generali ci venne risposto che contava soltanto la militanza politica. Quando discutemmo in Aula della Azienda Umbria Sanità dicemmo che era un passo indietro, un sottrarre ai direttori scelte che attengono alle proprie funzioni. Si è consentito alla politica di riappropriarci della sanità: noi queste cose le abbiamo dette e scritte ed oggi è accaduto. L'Esecutivo non deve perdere occasione per dare una svolta all'amministrazione, magari accogliendo le proposte dell'opposizione: fare una legge che stabilisce i criteri di costruzione degli elenchi, di nomina, di assegnazione obbiettivi e di riconoscimento dei risultati dei direttori generali; cancellare l'Aus, che non serve a niente e risponde alla logica di abbassare il livello di decisionismo dei direttori generali. Va razionalizzato il quadro e ridotti i centri di decisione; i passaggi devono essere 'scalettati', sia per la maggioranza che per l'opposizione, che da oggi dovrà fare una stringente attività di stimolo e di controllo sugli atti della Giunta. Il quadro emerso dall'audizione dei revisori dei conti dell'Aus è disarmante e dimostra che c'è qualcosa su cui bisogna mettere mano. La qualità della sanità dell'Umbria si muove sul versante dei conti e della qualità dei servizi: sui conti, come ha dimostrato l'audizione dei revisori, esistono delle ombre. Sulla qualità dei servizi le liste di attesa e l'impoverimento delle eccellenze sono davanti agli occhi di tutti, così come la necessità di partire con un passo diverso rispetto all'apparato messo in piedi con l'ospedale unico regionale. Le dimissioni dell'assessore sono state tempestive ma non c'è stata alcuna campagna di diffamazione, dato che le notizie sono apparse solo il giorno prima della scelta di Riommi. Da domani il gruppo di Futuro e libertà sarà attento e propositivo a beneficio della sanità regionale”. PG/MP