CRISI ECONOMICA: “IL TEMPO DELLE CHIACCHIERE È FINITO. IL CONSIGLIO DI DOMANI L’ACCELERAZIONE NECESSARIA A IMPEDIRE LA DERIVA DELL’UMBRIA” – NOTA DI BRUTTI (IDV)
In sintesi
Alla vigilia del Consiglio regionale di domani che discuterà della crisi economica umbra, Paolo Brutti (Idv), fa un’analisi dei fattori di crisi regionali e indica priorità (“garantire gli ammortizzatori sociali, generalizzare i contratti di solidarietà e impedire le delocalizzazioni”) e azioni strategiche (“Risorse fresche: dai risparmi sui costi improduttivi, alla messa a frutto del patrimonio pubblico, ai fondi europei”.). Brutti sostiene che sarebbe necessario “dare la sveglia a chi seguita a pensare che l'Umbria sia un'isola felice assediata da un mare in tempesta”.
(Acs) Perugia, 18 ottobre 2010 - “Il tempo delle chiacchiere è finito. Servono decisioni concrete. Spero che il Consiglio regionale di domani produca quell'accelerazione necessaria per non lasciare andare alla deriva la situazione della regione”. Alla vigilia del Consiglio regionale sulla crisi economica Paolo Brutti, consigliere e segretario regionale dell'Italia dei Valori, pone le condizioni per “proseguire l'accordo di maggioranza”. Secondo Brutti, la politica del governo Berlusconi “ha portato la disoccupazione in Umbria al disopra del 10 per cento. Le aziende che assumono sono un quarto di quelle che licenziano; la cassa integrazione interessa il 20 per cento degli occupati nell'industria e la metà di questi è a zero ore, con un piede nel baratro. Crolla inoltre l'occupazione dei laureati e dei diplomati, alla faccia dello sviluppo basato sulla ricerca e sulla tecnologia e – aggiunge - gli incentivi alle imprese sono dispersi in mille rivoli e il credito non va agli investimenti ma, col contagocce, al denaro già circolante”. “L'intervento degli strumenti regionali – dice Brutti - si limita alle fidejussioni dove sono più credibili i consorzi fidi dei privati. Il turismo perde colpi e si rifugia in condizioni di nicchia. Le grandi infrastrutture promesse dal governo, dal nodo di Perugia, alla E 45, non hanno fatto nessun passo in avanti. Sulla E 78 – spiega - si parla di project financing e tutti sanno che è una presa in giro. La Perugia-Ancona non è praticabile neppure per brevi tratti, mentre l'aeroporto di S. Egidio è avvolto nella nebbia. I carabinieri del NOE – prosegue l’esponente dell’Idv - sono la vera forza ambientalista in azione nella regione. Aumenta, inoltre il costo dei servizi perché i tagli del governo sono trasferiti direttamente ai cittadini. Perdiamo da subito almeno 300 insegnanti e sono a rischio un terzo degli occupati dei trasporti e dei servizi sociali”. Alla luce del quadro delineato, Brutti vorrebbe che il Consiglio regionale “si trovasse d'accordo almeno sulla diagnosi e sulla valutazione della gravità del male che colpisce la nostra regione. Il primo obiettivo – avverte - è garantire gli ammortizzatori sociali, generalizzare i contratti di solidarietà e impedire le delocalizzazioni: primum vivere, deinde...”. Brutti conclude indicando ciò che a suo giudizio, serve davvero: “Risorse fresche: dai risparmi sui costi improduttivi, alla messa a frutto del patrimonio pubblico, ai fondi europei. Non possiamo subire passivamente la politica recessiva del governo Berlusconi. Ci vorrebbe che piazza San Giovanni in Laterano – conclude - si replicasse in piazza IV Novembre per dare la sveglia a chi seguita a pensare che l'Umbria sia un'isola felice assediata da un mare in tempesta”. RED/tb