INFRASTRUTTURE: “L’AEROPORTO DI S.EGIDIO INFRASTRUTTURA FONDAMENTALE PER L’UMBRIA” - AUDIZIONE IN SECONDA COMMISSIONE DEL PRESIDENTE DI SASE, MARIO FAGOTTI
Nell’ambito delle audizioni programmate dalla seconda Commissione consiliare, presieduta da Gianfranco Chiacchieroni, in merito alla crisi economica in Umbria, è stata la volta del presidente della Sase, Mario Fagotti che ha sottolineato l’importanza strategica dell’aeroporto di S.Egidio. Una infrastruttura definita “fondamentale per il nostro territorio in tutte le sue espressioni”. Fagotti, dopo aver fatto sapere che presto verranno attivate nuove tratte, ha auspicato la nascita di un tour operator a livello regionale che possa occuparsi dello sviluppo dei voli, confezioni pacchetti promozionali dell’Umbria e insieme alle istituzioni promuova le eccellenze del territorio”. Le valutazioni dei commissari Monni, Smacchi, Goracci, Cirignoni e Brutti .
(Acs) Perugia, 14 ottobre 2010 – “L’aeroporto di S.Egidio gode di buona salute, ma potrebbe star meglio E’ una struttura fondamentale per il nostro territorio in tutte le sue espressioni. Grazie alle risorse investite e a quelle che si stanno investendo, sarà uno strumento importantissimo per lo sviluppo dell’Umbria”. Lo ha detto stamani, in audizione in seconda Commissione consiliare, il presidente della Sase, Mario Fagotti, invitato dal presidente Gianfranco Chiacchieroni (PD) nell’ambito degli incontri sui risvolti della crisi economica in Umbria. Dopo aver sottolineato che l’aeroporto perugino, per i servizi offerti, è ai primi posti (“report Ryan Air”) tra gli aeroporti italiani, Fagotti ha auspicato la nascita di un tour operator a livello regionale che possa occuparsi dello sviluppo dei voli, confezioni pacchetti promozionali dell’Umbria, insieme alle istituzioni promuova il territorio dando al passeggero l’opportunità di usufruire di questi pacchetti”.
Per quanto riguarda la possibilità di aprire nuove tratte, il presidente di Sase ha evidenziato che “Parigi rappresenta ancora un sogno che stiamo cercando di trasformare in realtà. Bacini comunque importanti, per noi, sono rappresentati da Germania, Olanda e le capitali balcaniche”. Fagotti non ha mancato poi di sottolineare l’importanza della “intermodalità con l’alta velocità ferroviaria. Il traffico aereo - ha aggiunto – se non è interconnesso alla strade e alle ferrovie rimarrà una situazione zoppa. L’intermodalità rappresenta la base di sviluppo di ogni tipo di traffico”.
Nel 2009 per l’infrastruttura aeroportuale perugina sono passati 124 mila passeggeri, nel 2010, invece, i passeggeri saranno 115 mila. Per arrivare ad un pareggio di bilancio (ad oggi lo sbilancio è 860 mila euro) sarebbero necessari 320 mila passeggeri, un obiettivo, secondo Fagotti, realmente raggiungibile se verranno messe in atto operazioni promozionali mirate sul territorio. Il presidente non ha mancato di sottolineare l’importanza dell’accordo sottoscritto con Ryan Air “perché – ha evidenziato – dove arriva questa compagnia, arrivano i passeggeri, poiché i biglietti hanno costi bassissimi, ma essendo una compagnia low cost chiede dal territorio il sostegno economico per mantenere le rotte. Quindi più passeggeri porta più si è chiamati a far fronte alle spese e ciò è stato ed è possibile grazie all’intervento della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. L’80 per cento di chi sbarca a S.Egidio resta in Umbria, anche se non c’è particolare riscontro nella rete alberghiera poiché vengono scelti, per lo più, agriturismi o strutture private sulle quali, vedi area Altotevere, gli stessi inglesi hanno investito”.
“Ad opera completata – ha aggiunto Fagotti - e questo avverrà entro il 2011, bisognerà poter attrarre oltre che compagnie low cost anche altre compagnie che traggano dal numero dei passeggeri trasportati il loro business, tutto questo è legato però alla capacità della promozione del nostro territorio, per il momento abbiamo bisogno di incentivare, come in altre regioni italiane, questo progetto”.
Dopo aver invitato i membri della Commissione consiliare a visitare direttamente l’infrastruttura aeroportuale, il presidente ha rimarcato che “i progetti di sviluppo per il turismo passano comunque dall’ampliamento degli aeroporti” per questo non è mancato l’auspicio di ulteriori risorse da parte della Regione e da altri soggetti pubblici e privati.
Tra gli interventi dei consiglieri, membri della Commissione, quello di Paolo Brutti (Idv) che ha definito “preoccupante la situazione dell'aeroporto, al momento sostenuto da 250 mila euro della Regione e da 1milione e 650mila euro erogato ogni anno dalla Fondazione Cassa di Risparmio. Col dimezzamento annunciato di quest'ultimo contributo, per sostenere i costi della struttura gli attuali passeggeri dovrebbero salire dagli attuali 125 mila ai 350 mila, quindi recuperati 3 milioni e mezzo di euro l'anno: obiettivi irraggiungibili”.
Orfeo Goracci (Prc-Fed.Sin.) ha rimarcato che “per le prospettive di sviluppo dell’Umbria va salvaguardata questa struttura” e che “se la Regione sarà chiamata ad intervenire con ulteriori risorse, certamente non saranno buttate”. Secondo Gianluca Cirignoni (Lega Nord) “L’Umbria non può prescindere da questa infrastruttura, quindi se si rendono necessarie nuove risorse regionali, vanno in ogni modo individuate”. Anche Massimo Monni (PdL) ricalca quanto detto dal rappresentante del carroccio invitando, però, “anche altre Fondazioni bancarie ad intervenire sulla struttura poiché – ha sottolineato – l’aeroporto è regionale e quindi importante per tutto il territorio”. Convinto di continuare ad investirci è Andrea Smacchi (PD) per il quale “avere uno scalo regionale è di vitale importanza per tutta la nostra economia. Dopo averci investito 50 milioni di euro è necessario puntare all’incremento dell’infrastruttura”. RED/as