Regione Umbria - Assemblea legislativa


RELAZIONI UMBRIA-LAZIO: “IL FUTURO DELL'UMBRIA È NELLE POLITICHE SOVRA REGIONALI” – NOTA DI STUFARA (PRC-FED. SIN.)

In sintesi

Il capogruppo regionale del Prc-Fed. Sin., Damiano Stufara, plaude all’iniziativa della presidente della Regione Umbria Marini che si sta impegnando nell’avvio di relazioni interregionali con il Lazio. Secondo Stufara, che dice di non comprendere le critiche nel merito dell’iniziativa avanzate dalla lega Nord e da Sinistra e Libertà, l’Umbria non può fare a meno, nella sua prospettiva di sviluppo, “di relazioni solidali con la vivace economia della capitale, oltreché con il suo sistema di servizi, solo perché le presidenti di Umbria e Lazio appartengono a schieramenti diversi”. Stufara si dice convinto che L'Umbria “deve costruire alleanze strategiche per rispondere alle sue debolezze, e la costruzione di un patto d'intesa con la Regione Lazio va in questa direzione e deve essere il primo tassello di ulteriori patti con le altre Regioni confinanti: Toscana, Marche ed Emilia Romagna”.

 

    (Acs) Perugia, 9 settembre 2010 - “Non riusciamo a comprendere il dibattito, innescato dalle dichiarazioni del capogruppo regionale della Lega Nord Cirignoni e dal portavoce regionale di Sel, Bori, dopo l'incontro pubblico avvenuto alla festa del PD di Terni, tra le presidenti Marini e Polverini sulla ricerca di intese programmatiche tra Umbra e Lazio, come avvio di relazioni sovra regionali, su alcuni punti operativi chiave per lo sviluppo regionale. Non lo riusciamo a comprendere forse perché il PRC è stato il primo partito a inserire nel dibattito politico il tema della costruzione dell'Italia Mediana”. Così il capogruppo di Prc-Fed. Sin. In Consiglio regionale, Damiano Stufara secondo il quale l’‘Italia mediana’ configura una visione dell'Umbria in grado di rispondere “sia al nascente federalismo, sia allo sviluppo dell'Umbria in un contesto di crescente competitività territoriale e di modifica dell'assegnazione dei fondi strutturali europei a partire dal 2013”. “La cosa di cui ci rammarichiamo – sottolinea Stufara - è che l'Umbria è partita in ritardo in questo progetto politico – istituzionale”. E sarebbe “miope”, secondo il capogruppo regionale di Rifondazione, pensare che l'intera regione, e non solo l'Umbria meridionale, possa fare a meno, nella sua prospettiva di sviluppo, “di relazioni solidali con la vivace economia della Capitale, oltreché con il suo sistema di servizi, a partire dall'alta formazione, solo perché le presidenti di Umbria e Lazio appartengono a schieramenti diversi. Quindi, come gruppo consiliare del Prc– FdS – dice Stufara -, riteniamo che vada rivolto un plauso allo sforzo in questo senso della presidente Marini, dalla quale ci attendiamo presto di poterci confrontare sui contenuti dei tasselli che costruiscono l'Italia Mediana”. L'Umbria, a giudizio del capogruppo di Rifondazione, soffre fin dalla nascita della sua natura geomorfologica e dell'assenza di uno sbocco al mare, “cioè di porti per le merci, per passeggeri e turisti. Inoltre – aggiunge - con i suoi numeri, circa 890.000 abitanti distribuiti su 92 comuni e con il relativo gettito fiscale, circa 1Miliardo e 800 milioni di euro, la nostra regione non può reggere da sola né la sfida del federalismo né la competizione nazionale e internazionale”. È alla luce di ciò, secondo Stufara, che L'Umbria “deve costruire alleanze strategiche per rispondere alle sue debolezze. E la costruzione di un patto d'intesa con la Regione Lazio va in questa direzione e deve essere il primo tassello di ulteriori patti con le altre Regioni confinanti: Toscana, Marche ed Emilia Romagna. Tutte queste Regioni, incluso il Lazio – secondo l’esponente di Rifondazione -, sono accomunate fra loro, come dice Alberto Asor Rosa, anche da una ‘innegabile identità storica, culturale, politica e antropologica’”.  La Regione Umbria, quindi, secondo l’analisi di Stufara, deve costruire una propria visione strategica di sviluppo all'interno della quale costruire alleanze interregionali, “a partire dalle infrastrutture materiali e immateriali”. Il capogruppo di Rifondazione spiega a questo proposito che il porto di Civitavecchia “è l'accesso al mare verso Ovest, come il porto di Ancona lo è verso Est, e tra questi due ‘accessi’ va potenziato l'asse ferroviario e stradale che unisce Civitavecchia–Ancona attraverso intese sovraregionali. Così come – aggiunge - necessitano accordi con la Toscana per lo ‘sfondamento’ e il potenziamento ferroviario verso la stazione di Firenze per agganciarsi al corridoio ferroviario europeo verso Ovest, e con l'Emilia Romagna per l'asse viario Roma–Venezia, aggancio al corridoio europeo verso Est, e per le rispettive tratte ferroviarie”. Ed è all’interno di questi “assi strategici europei” che, secondo Stufara, deve essere pianificato lo sviluppo e il potenziamento delle infrastrutture interne: “Dalle ‘piattaforme logistiche’, al sistema ferroviario, alla rete stradale e all'aeroporto, per rendere più agibile, attraversabile e accessibile l'Umbria alle persone, ai turisti e alle merci”. Sottolinea ancora Stufara che il sistema delle “alleanze regionali” va costruito per lo sviluppo economico dell'Umbria in tutti i suoi comparti: l'agricolo, l'industriale, il turistico e i servizi. “Nell'economia globale – spiega - il sistema economico locale non regge se non si permette la nascita di veri e propri cluster industriali, nei quali i distretti umbri devono essere elementi integranti e fondanti, per sviluppare filiere e sinergie di prodotto, di servizio e nella ricerca e sviluppo, a partire dalla green economy e dal turismo, in grado di essere competitivi su scala internazionale. Ma per far questo – conclude Stufara - non servono parole ma finanziamenti, infrastrutture, centri di ricerca, alta formazione, servizi strategici e di supporto”. RED/tb

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