CONSIGLIO REGIONALE 3 – GLI INTERVENTI DEL MATTINO SUL PROGRAMMA DI GOVERNO
(Acs) Perugia, 9 giugno 2010 – Gli interventi del mattino sul Pogramma di governo della Giunta regionale.
OLIVIERO DOTTORINI (capogruppo Idv) “UNA LEGISLATURA CHE CI CHIEDE CAPACITÀ DI SCELTA E DI DETERMINAZIONI FORTI E CORAGGIOSE. L’IDV SARÀ UN ALLEATO SERIO E LEALE, MA NON SUBALTERNO – La crisi richiede un modello nuovo, nel quale non devono più esistere assetti consolidati, interessi costituiti e aree di rendita e posizione. Un modello che prevede di puntare sulla qualità di uno sviluppo sostenibile, duraturo e non imitabile che privilegia le filiere di qualità, valorizza un’agricoltura orientata a produzioni meno impattanti e a un grande processo di riconversione e che sostiene le eccellenze e gli imprenditori coraggiosi. Abbiamo però dovuto rilevare che non sempre c’è una consequenzialità tra le affermazioni di principio e le misure previste nelle linee programmatiche. La difesa dell’acqua come bene comune significa attuare una gestione pubblica del servizio, per far sì che non si consegni alcun ruolo di indirizzo e di determinazione della tariffa al privato. E’ poi necessario un nuovo Piano energetico che sia ispirato fortemente agli obiettivi comunitari, avviando processi e sperimentazioni per la produzione di energia da fonte rinnovabile e per il risparmio energetico. Non tutti gli impianti a combustibile fossile dell’Umbria possono essere mantenuti attivi, quindi va riconvertita la centrale di Gualdo Cattaneo. Per quanto riguarda l’agricoltura, bene la green economy, ma si punta ancora troppo su politiche di sostegno all’agricoltura intensiva e monoculturale giungendo persino a parlare di coesistenza in materia di Ogm. Va ridefinito il comparto della zootecnia e della suinicoltura con particolare riferimento ai territori di Bettona e Marsciano. In merito alla gestione integrata dei rifiuti è importante che il Piano venga applicato in tutta la sua interezza. Quindi: raccolta domiciliare “porta a porta, passaggio da tassa a tariffa e tariffe personalizzate, netta separazione tra gestori della raccolta e gestori degli impianti di smaltimento, sperimentazione del modello Vedelago, chiusura del ciclo a livello regionale con una raccolta differenziata del 65 per cento. Occorrono anche scelte precise riguardo al trasporto ferroviario e ai collegamenti extraregionali. No alla E45 autostrada. Sosterremo con convinzione il potenziamento della rete ferroviaria, con l’ipotesi di connessione della Fcu ad Arezzo, in modo da collegare la rete regionale a quella nazionale. Ma sarebbe opportuno che si esaminasse anche la possibilità di collegare direttamente Perugia con l’Alta Velocità, con la variante della Orte-Falconara. Tutti dobbiamo fare la nostra parte e inoltrarci nella selva degli enti sub-regionali per effettuare dei tagli reali. E’ opportuno poi concentrarsi su Asl, Comunità montane ed Ati e deve essere rivista anche la pratica delle nomine politiche dei direttori delle Asl. E’ necessaria un’azione decisa nel campo delle politiche per la casa, per questo speriamo si arrivi a all’approvazione della nostra proposta di legge in materia di autocostruzione e auto recupero. Su queste questioni saremo intransigenti e manterremo ferma anche in futuro la nostra posizione in Consiglio regionale”. FRANCO ZAFFINI (Pdl): “L’UMBRIA HA BISOGNO DI UN MEDICO CHE POSSA AGIRE LIBERAMENTE - AUSPICO UNA AZIONE DELLA PRESIDENTE MARINI INCISIVA E ‘FUORI DAI RECINTI’. Dalla troppo ‘aggettivata’ relazione risulta interessante l’attenzione riposta sugli indicatori. Ho notato troppi ‘ma anche’, sinonimo di ‘c’è tutto e niente. Le scelte, invece, devono essere fatte sempre con decisione. Comunque faccio affidamento sul percorso politico che ha portato qui la presidente Marini. Legittimata dal voto popolare, ma arrivata alla presidenza della Regione per un ‘cortocircuito’ nato all’interno di blocchi politici. Questo mi auguro possa significare che la presidente non rimanga all’interno di ‘recinti’ avendo la possibilità di agire più liberamente. Nel suo percorso deve scegliere e decidere. L’Umbria ha bisogno di un medico che possa agire liberamente. Il Consiglio regionale, nella passata legislatura è stato considerato un appesantimento burocratico e svuotato della capacità di discussione. Sono sempre arrivati atti già passati attraverso mediazioni tenute in altre sedi. La speranza che ciò non accada anche in futuro. Vorrei comunque sottolineare due emergenze sociali da riprendere urgentemente in considerazione: le dipendenze da droghe e alcol e il percorso demografico dell’Umbria. Nel primo caso i numeri drammatici delle morti per overdose e alcolismo, nell’altro il progressivo invecchiamento (vedi costo della sanità) a fronte di un preoccupante indice di denatalità ed immigrazione regolare e clandestina. Sono quindi necessarie politiche sociali serie e mirate al supporto per la maternità oltre a quelle indirizzate all’imprenditoria giovanile”. MASSIMO BUCONI (capogruppo Socialisti-Riformisti) “LE LINEE PROGRAMMATICHE QUI PRESENTATE HANNO LARGAMENTE RACCOLTO LA FILOSOFIA E LE PROPOSTE RIFORMISTE PRESENTATE DAL PARTITO SOCIALISTA - La legislatura si avvia con la crisi nata da una erronea lettura della legge del mercato, considerato da tanti esperti come strumento autoregolatore per eccellenza che invece ha fallito miseramente creando precarietà nel lavoro, disoccupazione, diseguaglianze, redditi sempre più bassi. Evidenzio con soddisfazione che le linee programmatiche qui presentate hanno largamente raccolto la filosofia e le proposte riformiste presentate dal Partito socialista con il documento ”Dieci idee per l'Umbria” tutto incentrato: sulla semplificazione istituzionale ed amministrativa, su funzioni in capo agli organi elettivi, su ricerca e innovazione, sul completamento infrastrutturale, politiche ambientali ad energia sostenibile, su valorizzazione culturale, sicurezza urbana, mantenimento e riorganizzazione del welfare e dei servizi sanitari. Per assicurare un futuro migliore, anche alla luce dei tagli della manovra finanziaria, occorrerà ancora razionalizzare e riqualificare. Si dovrà procedere tenendo conto di un riequilibrio delle quote capitarie tra le varie aziende territoriali e si dovrà aprire una riflessione sula opportunità di mantenere sei aziende sanitarie oltre l'Arpa l'Agenzia Umbria e Sanità. Apprezziamo molto la puntuale indicazione dei punti di forza e le criticità dell'Umbria. E' dalla consapevolezza e dall'analisi di tutto ciò che dobbiamo partire per attuare tutte quelle scelte necessarie per costruire un nuovo sviluppo dell'Umbria. Signor presidente, dobbiamo analizzare, discutere, ma anche celermente decidere. La nostra Regione ha bisogno di una forte stagione di scelte! Siamo consapevoli delle difficoltà e delle resistenze che questa difficile stagione di scelte incontrerà, ma siamo anche convinti che le linee programmatiche da Lei presentate vanno nella direzione giusta e non mancherà il nostro sostegno. ROBERTO CARPINELLI: (capogruppo Pdci) “I COMUNISTI ITALIANI SAPRANNO ESSERE FORZA DI GOVERNO REGIONALE, PUR SENZA ESSERE RAPPRESENTATI NELLA GIUNTA, dove pure avevamo dimostrato, nella precedente legislatura, di saper dare un valido contributo. Ed è evidente che la gran parte dei cittadini di questa regione ha voluto la continuità con la legislatura precedente, segno che ha inciso sul tessuto economico e sociale. Ma siamo davanti ad una crisi economica che non ha precedenti per durata e intensità, nonostante il Governo nazionale abbia detto che era finita, per poi finire per farla pagare in maniera pesantissima ai soliti noti, mentre gli evasori fiscali, in questo Paese, anche quando vengono scoperti, patteggiano e pagano la metà di quanto devono allo Stato. La stessa abolizione di alcune Province, anche se non ho ancora capito quali e su quali basi, serve a scaricare sulle Regioni il peso della manovra, con conseguenti aggravi di tasse regionali e diminuzione dei servizi. E la nostra regione è alle prese con problemi molto gravi, come richiamava la presidente Marini nell’esposizione del programma di governo: la difficoltà delle famiglie di arrivare a fine mese, la precarietà del lavoro, la disoccupazione e le questioni industriali, che devono diventare nodi centrali. I passaggi di proprietà della grande industria nelle mani di capitale straniero è da tenere sotto controllo, perché mentre gli azionisti ricavano utili consistenti, molti operai perdono il lavoro, quindi dobbiamo fissare dei paletti. Scriviamo un’altra pagina di storia bella come fu quella del Regionalismo, rimettendo mano al Piano sociale e alla Riforma endoregionale, a un Piano rifiuti non impostato sulle discariche, ormai esaurite, ma su impianti moderni e più adeguati, ammodernando le infrastrutture, e quindi trasformando la E45 in autostrada, per rilanciare lo sviluppo della filiera cultura-ambiente-turismo. Fare sistema è l’unico modo per farcela”. ALFREDO DE SIO (PDL): “ASPETTIAMO DI VEDERE COME VERRANNO AFFRONTATI I PROBLEMI CHE ABBIAMO EREDITATO DALLA PASSATA LEGISLATURA Il sistema economico dell'Umbria ha da tempo mostrato di non riuscire a tenere il passo del cambiamento degli scenari europei e internazionali. C'è una tentazione di riconoscere come tutte esterne le cause della mancanza di dinamismo del nostro sistema regionale, dove invece negli ultimi anni ci sarebbe stata stabilità e capacità di innovazione. Invece, anche nel documento della presidente, sono state sottolineate, seppure con prudenza e timidezza, le criticità del modello umbro. Ne emerge una bocciatura del Patto per lo sviluppo, che ha portato al crollo del sistema di programmazione dell'intera regione: uno strumento vuoto, un rituale stanco e non credibile neppure per i suoi attori. La mancanza di programmazione e concertazione non è stata priva di costi: la continuità delle maggioranza che governano questa regione rende insufficienti il nuovo modello di sviluppo proposto. Sul fronte delle riforme abbiamo assistito a poco e nulla. Molto non è stato fatto, impedendo di cambiare passo e di rilanciare la nostra economia, risolvendo i problemi di tenuta della nostra economia. I rifiuti così come i trasporti sono delle criticità che si trascinano da 8 anni. L'impegno per la chiusura del ciclo dei rifiuti, garantendo l'autosufficienza della regione, è un atto dovuto ma tardivo, con parametri molto negativi (raccolta differenziata, discariche) su cui si dovrà intervenire coinvolgendo il Consiglio regionale. Esiste anche un problema di governabilità per le Comunità montane, dove regolamenti sbagliati rendono irrisolvibili alcuni problemi, paralizzando l'ente. La tenuta dell'Umbria passa per la soluzione dei problemi di Terni e Orvieto, della crisi industriale che attraversa quei territori a causa di un modello di sviluppo sbagliato: quando si scelse di far restare agganciata una parte del territorio a certi obiettivi di sviluppo industriale si limitò la possibilità di diversificare lo sviluppo.”.