Regione Umbria - Assemblea legislativa


CRISI MERLONI: “LA QUADRILATERO DEVE GARANTIRE I POSTI DI LAVORO, SERVE UN NUOVO MODELLO PER LA ZONA DELL’APPENNINO” - FRONDUTI (FI-PDL) DOPO L’INCONTRO CON ALCUNI LAVORATORI DELLA AZIENDA

In sintesi

Il consigliere regionale Armando Fronduti (FI-Pdl), dopo un incontro con alcuni lavoratori, interviene sulla vicenda della crisi dell’azienda “Merloni” puntando l’attenzione sull’esigenza prioritaria di garantire i posti di lavoro elaborando nel contempo  un “nuovo modello di sviluppo” per le aree di Gualdo Tadino e Nocera Umbra. Per Fronduti, che ha investito del problema il ministro Scaiola, l’attività prevista dalla società “Quadrilatero” rappresenta un’opportunità per la garanzia dei posti di lavoro nell’area appenninica.

(Acs) Perugia, 18 gennaio 2010 - L’operazione acquisto della Merloni da parte della società della quale ha parlato l’assessore Giovannetti nell’ultimo Consiglio regionale, deve garantire prioritariamente la salvaguardia dei posti di lavoro, sia nell’attività produttiva della nuova azienda, sia nella riconversione di molti addetti attraverso corsi di formazione specifici in vista di collocazioni in altri segmenti lavorativi.

Lo ha detto il consigliere regionale Armando Fronduti, (Fi-Pdl) e vice presidente della II Commissione attività economiche, nel corso di un incontro a Nocera Umbra con alcuni lavoratori della Merloni. “L’Accordo di Programma, la cui discussione è prevista per le prossime settimane - ha aggiunto Fronduti, può rappresentare un momento fondamentale anche con il prolungamento degli ammortizzatori sociali che scadono il 30 maggio prossimo. Una soluzione, quest’ultima, che potrebbe rinviare i problemi senza risolverli, che temporaneamente attenua il disagio prolungando l’agonia, per questo motivo occorre utilizzare questo periodo per organizzare preventivamente il dopo Merloni”. “La ‘Quadrilatero’ - conclude Fronduti –, che con i 2000 miliardi di vecchie lire già stanziate ha l’obiettivo di realizzare la Foligno-Civitanova ed in parte la Perugia-Ancona, costituirà una società di ‘scopo’ con Invitalia. Questa nuova società potrà acquistare i capannoni della Merloni per la propria specifica attività. Ma i 1300 lavoratori – chiede Fronduti - in che modo e con quale mansione potranno essere occupati ed utilizzati? Prepensionamento, riconversione con corsi di formazione, inserimento nelle future piccole-medie aziende che il piano di sviluppo potrà prevedere ed incentivare attraverso vari tipi di incentivi, fiscali e non. Certamente – aggiunge - occorrono scelte politiche di fondo condivise per trasmettere la speranza di un futuro alle popolazioni delle zone oggi più colpite in Umbria sia dalla crisi generale che da una crisi interna derivata”. Fronduti ha assicurato che trasmetterà una nota al Ministro delle Attività Produttive Claudio Scagliola affinché, unitamente ai Sindaci dei Comuni interessati e dell’Assessore Regionale Giovannetti, possa affrontare subito il problema, “affinché il CIPE mette a disposizione in tempi brevi i 50 milioni di euro promessi e già concordati”. Per l’esponente del Pdl occorre anche “ripensare seriamente” ad un nuovo modello di sviluppo per Nocera, Gualdo e tutta la zona appenninica limitrofa. Accanto alla Merloni, sostiene Fronduti “vi è anche il comparto dell’edilizia che, con il completamento dei lavori dei consorzi, è tornato alla crisi già in essere nel 1996, ed oggi ancor più grave, non avendo utilizzato le singole imprese la grande opportunità della ricostruzione, per aggregarsi, per formare massa critica, per innovare i sistemi”. A Gualdo, dice ancora Fronduti “insieme all’edilizia è in crisi anche la ceramica, passata da 1500 addetti a circa 500, con ricadute negative anche per piccole imprese familiari; a Nocera si sono ridotti i consumi, al punto da mettere in crisi il commercio e la ristorazione, soprattutto per l’indebitamento di tante famiglie che hanno dovuto migliorare la loro abitazione in occasione del terremoto dovendo integrare il contributo del Comune. La stessa Merloni, azienda leader con oltre 2000 dipendenti, con i lavoratori stagionali e con l’indotto, ha creato mono-occupazione drenando nel periodo migliore, tutte le attività tradizionali. E con la crisi della Merloni, tutto il sistema, o quasi, di Gualdo e Nocera è entrato in crisi”. RED/GC

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