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LAVORI D'AULA (3): “REVOCARE LE SANZIONI ALLA RUSSIA E SOSTENERE LE IMPRESE UMBRE DANNEGGIATE” - RINVIATA IN COMMISSIONE LA MOZIONE DI NEVI (FI)

 

(Acs) Perugia, 15 settembre 2015 – L'Assemblea legislativa ha deciso di rinviare Commissione il testo della mozione “Contrarietà dell'Umbria alle sanzioni applicate contro la Russia e adozione di interventi da parte della giunta a favore delle imprese umbre che stanno conseguentemente perdendo quote di mercato” presentata dal consigliere Raffaele Nevi (capogruppo di Forza Italia). Il rinvio è stato deciso in modo unanime accogliendo la proposta di Gianfranco Chiacchieroni (Partito democratico) affinché si giungesse ad un testo unitario e condiviso sulla materia, ampliando il dispositivo anche “alla lotta al terrorismo, alla vicenda profughi e alla collaborazione tra le superpotenze”.

LA RELAZIONE DI NEVI
“La Regione Umbria, forte del suo patrimonio spirituale e del suo ruolo di cooperazione e di azione per la pace, dovrebbe farsi carico di sollecitare una azione del Governo nazionale volta a superare la scelta delle sanzioni alla Russia. Un elemento che ha forti ripercussioni sulla tenuta del sistema faticosamente costruito negli anni ed anche sulle imprese umbre, che hanno riportato problemi economici seri per l'impossibilità di continuare a esportare nella Federazione russa. Ci sono realtà dell'agroalimentare, del manifatturiero e della moda che stanno scontando pesantemente questa situazione, con una mancata crescita dell'export umbro che Confartigianato stima nell'ordine del 1,5 per cento.  Stiamo dunque pagando una politica estera imposta da Stati Uniti e Inghilterra, che non hanno molto da perdere, come invece avviene per l'Italia e per l'Umbria. Il Governo dovrebbe ascoltare il ministro Pinotti, comprendendo la necessità, per motivi di stabilità internazionale quanto commerciali, di riallacciare i rapporti con la Russia. Il fatto che una Regione italiana, per prima, possa pronunciarsi in questo senso rispetterebbe la tradizione di 'ponte di pace' dell'Umbria, anche sulle spinose questioni dei rapporti internazionali. Ricordiamo che Assisi, attraverso l'attività del Convento e lo spirito francescano, è stato luogo di grandi mediazioni e di dialogo tra religioni e culture. L'approvazione di questa mozione forse non avrà effetti internazionali, ma sarebbe sicuramente un segnale importante. Possiamo anche confrontarci su questo testo per trovare una proposta condivisa. Altri consiglieri di altre Regioni mi hanno contattato per prendere iniziative analoghe e la presa di posizione di diverse Assemblee potrebbe aiutare il Governo nazionale a riprendere il dialogo con la Russia”.

GLI INTERVENTI
GIANFRANCO CHIACCHIERONI (Pd): “Il tema ha molteplici implicazioni. Condivido le finalità economiche. Dobbiamo dotarci di strumenti e approcci che siano realistici e riescano a cogliere qualche obiettivo. In questo momento Russia e Usa si stanno confrontando duramente sulla presenza militare in Siria delle truppe russe. In Europa si verificano due diverse posizioni, che si evidenziano anche nella gestione dei profughi, nella crisi ucraina e nella lotta all'Isis. Siamo chiamati a dire la nostra su queste questioni. La politica deve riaprire il dialogo per far uscire la Russia dalle difficoltà in cui si trova anche per effetto di embargo e sanzioni. Al tempo stesso gli Stati Uniti non riescono a combattere l'Isis senza la collaborazione di Cina, Russia ed Europa. Per raggiungere accordi anche per la crisi in Libia serve il dialogo tra le grandi potenze, trovando soluzioni condivise per il territorio siriano e unendo le forze per combattere il terrorismo e fermare di conseguenza l'arrivo dei profughi che fuggono dalla guerra. Propongo di discutere in Commissione un testo condiviso, integrando la  mozione con le questioni della lotta al terrorismo, della vicenda profughi e della collaborazione tra le superpotenze”.

VALERIO MANCINI (Lega nord): “Bisogna aiutare gli imprenditori umbri. Si tratta di una mozione di una sintesi e di una chiarezza da apprezzare. Anche nel settore dell'arredamento la crisi ha pesato. Le piccole e medie aziende dell'Umbria hanno bisogno di aiuto, di credito e di assicurazioni. La grande madre Russia qualcuno se la è scordata. I profughi che in questi giorni arrivano sono il frutto della destabilizzazione dei regimi del nord Africa, della Siria e della Libia. Le multinazionali fanno i loro affari e scaricano i problemi sugli Stati. La questione dei marò si trascina da tre anni a dimostrazione della debolezza della nostra politica estera. Dividerei la questione in due aspetti: una concreta azione economica per aiutare i nostri imprenditori e un ragionamento di geopolitica internazionale che investa la Giunta e l'amministrazione dello Stato”.

CLAUDIO RICCI (Ricci presidente): “Mi unisco alle osservazioni dei colleghi del Movimento 5 Stelle nel sottolineare che tutti dovrebbero partecipare ai lavori dell'Assemblea legislativa, dall'inizio fino alla fine. Questa Aula dovrebbe rappresentare la nuova etica della politica, facendo il proprio dovere dall'inizio fino alla fine.
Shimon Peres e Abu Mazen mi hanno spiegato che alla fine 'la pace è vivere una esperienza insieme'. Per questo va colta l'idea di creare almeno una iniziativa all'anno che possa far vivere una esperienza insieme, aprendo quadri economici e culturali, creando  uno scambio di identità. Abbiamo presentato una mozione in occasione dei 70 anni da Hiroshima e dei 60 anni dal discorso di Giorgio La Pira per la salvezza delle città del mondo. È giunto il momento, utilizzando questa opportunità, di far partire un invito forte alle Nazioni unite affinché vengano create strutture operative in grado di realizzare azioni di 'peace keeping'. Questa sollecitazione potrebbe trovare posto nella mozione. Le sanzioni sono un errore, un modo per rinviare la soluzione del problema. Auspico che sulle proposte di Nevi e Chiacchieroni si possa trovare un allineamento delle nostre prospettive politiche. Il commercio aiuta il dialogo e la proposta di una iniziativa annuale potrebbe riprendere quella del Governo Berlusconi che mirava a trasformare gli ambasciatori italiani nel mondo in persone culturalmente e tecnicamente in grado di correlare reti internazionali di dialogo quanto commerciali”.

ANDREA LIBERATI (M5S): “Sono amareggiato dall'assenza di tanti consiglieri. È un dovere morale essere qui e partecipare ai lavori. Non escludo che nelle prossime sedute l'opposizione possa far mancare il numero legale, la pace comincia da qui e dall'ascolto reciproco. Condivido l'intento di aiutare le nostre imprese anche se il tema esula dalle nostre competenze. Sarebbe positivo giungere ad un documento unitario che la presidente Marini possa portare in Conferenza Stato Regioni. Nella mozione manca però il riferimento all'annessione da parte della Russia della Crimea e di altri territori ucraini. Questi eventi non possiamo dimenticarceli, mentre ad est permangono dei forti retaggi della storia novecentesca. Questa mozione poteva essere rivista ed emendata qui in Aula. Rispetto alle sanzioni alla Russia dobbiamo ricordare che sono state decise dopo l'abbattimento dell'aereo di linea con quasi 300 vittime civili. Se c'è urgenza prendiamoci una pausa e prepariamo adesso un testo unico. Quando si parla di commercio si parla anche di quello delle armi, che l'Italia esporta sui campi di battaglia, quelli da cui fuggono i profughi che arrivano in Europa. Dobbiamo farci un esame di coscienza su quanto stiamo facendo per contenere la vicenda degli armamenti”.

FABIO PAPARELLI (assessore regionale): “Dopo gli eventi dell'Ucraina l'Europa ha attivato misure e sanzioni contro la Russia, che hanno prodotto effetti anche sulla nostra economia. L’interscambio commerciale tra l’Unione Europea e la Russia nel 2013 aveva superato i 320 miliardi di euro, 214 miliardi di esportazioni russe e 106 miliardi di importazione dall’Unione Europea. L’Italia è il secondo  partner commerciale della Russia in Europa, preceduta solo dalla Germania. Nel 2014 gli scambi commerciali tra Italia e Russia erano pari a 26 miliardi di euro: 9,5 di esportazioni dell’Italia verso la Russia e 16 miliardi di beni importati in Italia dalla Russia. Le esportazioni italiane sono costituite da meccanica strumentale, moda e arredamento; l'export italiano ha subito un calo per effetto di queste sanzioni del 12 per cento rispetto all’anno precedente, anche a causa della domanda interna russa, che è calata, e del deprezzamento del rublo. I primi mesi 2015 confermano questo trend negativo con un calo dell’export italiano del 25 per cento nel primo trimestre 2015 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Deve essere ricordato che la Federazione Russa ha reagito ai provvedimenti sanzionatori dell’Occidente con misure di ritorsione che hanno colpito prioritariamente le categorie ortofrutticoli freschi, carni lavorate, alimentari diversi, crostacei che provengono da Stati Uniti, Canada e Australia e Norvegia. I prodotti più colpiti sono frutta e verdura insieme alla carne bovina e suina mentre vino pasta e olio sono esclusi da questi provvedimenti restrittivi. L’Unione Europea si è attivata con un pacchetto di aiuti per 125 milioni di euro. L’Umbria nel 2014, nonostante questo dato complessivo negativo, ha fatto registrare in Russia esportazioni per quasi 91 milioni di euro (-5,7 rispetto al - 14 per cento dell'Italia).
Nel primo trimestre 2015 l’export regionale ha prodotto un ulteriore calo del 14 per cento verso la Federazione Russa, sempre molto inferiore rispetto a quello che è stato il calo delle esportazioni del nostro paese che registra un meno 25 per cento.  La Regione tramite i suoi uffici ha costantemente monitorato gli effetti di questa situazione sul tessuto produttivo regionale, cercando di potenziare interventi in altre aree geografiche per sopperire alle difficoltà del quadro russo. Non possiamo intervenire con aiuti diretti, ma possiamo formulare l'auspicio che si arrivi alla revoca delle sanzioni e a un accordo tra Europa e Russia, per una soluzione rispettosa del diritto internazionale. La prima misura sull'internazionalizzazione è stata attivata “a sportello', con un notevole accorciamento dei tempi. Stiamo lavorando poi per fare sistema, per incentivare le piccole imprese ad unirsi per efficaci misure di internazionalizzazione. La Regione dovrà mettere a leva tutte le misure possibili per unire internazionalizzazione e promozione, con un unico programma”. MP/

Data:
Martedì, 15 Settembre, 2015 (Tutto il giorno)

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