ISUC: “ISTRIA FIUME DALMAZIA: LABORATORIO D’EUROPA. LE VICENDE DELLA MINORANZA ITALIANA IN CROAZIA E SLOVENIA” - UN CONVEGNO DELL'ISUC A PALAZZO CESARONI

Le vicende della minoranza italiana in Croazia e Slovenia, la sua vita associativa, culturale e politico-istituzionale attuale, in relazione all’esigenza di un nuovo concetto di “cittadinanza europea” sono stati al centro del primo di una serie di incontri promossi per l’anno 2010-11 dall’Istituto per la Storia dell’Umbria Contemporanea (Isuc) e dalla Società di Studi Fiumani nell’ambito del progetto pluriennale “Istria Fiume Dalmazia: laboratorio d’Europa”.

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28 Ott 2010 01:00

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(Acs) Perugia, 28 ottobre 2010 - Le vicende della minoranza italiana in Croazia e Slovenia, la sua vita associativa, culturale e politico-istituzionale attuale, in relazione all’esigenza di un nuovo concetto di “cittadinanza europea” sono stati al centro del primo di una serie di incontri promossi per l’anno 2010-11 dall’Istituto per la Storia dell’Umbria Contemporanea (Isuc) e dalla Società di Studi Fiumani nell’ambito del progetto pluriennale Istria Fiume Dalmazia: laboratorio d’Europa. L’iniziativa si è svolta mercoledì scorso a Palazzo Cesaroni.

Dopo i saluti del vice-presidente del Consiglio Regionale Andrea Lignani Marchesani e del presidente dell’Isuc Mario Tosti, il tema è stato introdotto da Amleto Ballarini, presidente della Società di Studi Fiumani, e Dino Renato Nardelli della sezione didattica dell’Isuc. Maurizio Tremul, presidente della Giunta dell’Unione Italiana, l’organizzazione interstatale degli italiani di Croazia e Slovenia, ha poi ampiamente illustrato la situazione, ancora poco conosciuta nel nostro paese, della minoranza italiana nelle due repubbliche, una realtà tanto più significativa in quanto si tratta della comunità dei “rimasti” dopo la cesura costituita dal “lungo esodo” di oltre 300mila istriani, fiumani e dalmati dopo il trattato di pace del 10 febbraio 1947, che sancì la cessione dell’Istria, di Fiume e di Zara alla Jugoslavia di allora. Gli italiani da maggioranza divennero così minoranza, per di più soggetta a pressioni e pesanti condizionamenti da parte del regime, che in alcuni momenti sembrarono metterne in forse addirittura l’esistenza.

Tremul si è soffermato sulle istituzioni della minoranza, che ha una rappresentanza politica istituzionale nei parlamenti delle due repubbliche, una ricca articolazione associativa, una solida attività culturale, una presenza significativa nell’editoria e nei mezzi di comunicazione di massa e una rete di istituzioni scolastiche. La forza di sopravvivenza e la vitalità di questa comunità autoctona nella realtà complessa delle due giovani entità statuali di Croazia e Slovenia e la sua disponibilità a dialogare con le associazioni degli esuli – come è stato sottolineato nel secondo intervento della giornata da Giovanni Stelli della Società di Studi Fiumani – sono un esempio significativo di quello spirito europeo che dovrebbe portare alla formazione di una nuova idea di cittadinanza, svincolata dall’idea di Stato nazionale, una cittadinanza europea che, nella necessaria valorizzazione di tutte le realtà particolari (nazioni, etnie, appartenenze locali), sia animata da un respiro sovranazionale. RED/

Ultimo aggiornamento: 28/10/2010