Tu sei qui

LAVORI D’AULA (11): “CONSENTIRE AI CACCIATORI DI USCIRE DAL PROPRIO COMUNE A SANTO STEFANO” - RINVIATA IN COMMISSIONE MOZIONE DELLA LEGA

(Acs) Perugia, 15 dicembre 2020 – “Consentire ai cacciatori di uscire dal proprio comune a Santo Stefano, per recuperare le giornate perse a causa delle limitazioni legate all’emergenza Covid e per ridurre l’impatto della fauna selvatica sulle produzioni agricole”. Lo chiede la mozione presentata da Valerio Mancini, Stefano Pastorelli, Daniele Carissimi, Paola Fioroni, Daniele Nicchi e Francesca Peppucci (Lega), che l’Aula ha deciso di rinviare in Commissione con 10 voti favorevoli (Lega, FdI, FI), 2 contrari (M5S-Misto) e 1 astenuto (Bettarelli – Pd).

Mancini ha illustrato l’atto di indirizzo spiegando che “le recenti disposizioni governative stabiliscono il divieto di uscire dal proprio comune di residenza nelle giornate di venerdì 25, sabato 26 dicembre 2020 e venerdì 1 gennaio 2021. Una decisione che penalizza ulteriormente anche i cacciatori, che già negli ultimi mesi hanno subito pesanti restrizioni. La Giunta dovrebbe attivarsi presso il Governo nazionale al fine di consentire l’esercizio venatorio all’interno di tutto il territorio dell’Atc di competenza e non soltanto entro i confini del proprio comune di residenza, sabato 26 dicembre 2020. Nelle giornate di venerdì si osserva il silenzio venatorio, che impone di non praticare la caccia nell’intero territorio nazionale. Pertanto si tratterebbe di effettuare una deroga esclusivamente per il giorno di Santo Stefano. Nel mese in cui l’Umbria è stata classificata come zona arancione, l’attività venatoria è stata sottoposta a misure restrittive che in molti casi ne hanno totalmente impedito la pratica. È opportuno che questo Governo mostri buonsenso e consenta ai cacciatori, che svolgono un’attività all’aria aperta e lontano da ogni possibilità di assembramenti e contagio, di uscire dal proprio comune, poiché l’obiettivo primario rimane sempre quello di arginare gli ingenti danni alle colture provocate dalla fauna selvatica”.

 

IL DIBATTITO

Andrea FORA (Patto Civico): “Ieri in Umbria ci sono stati nuovi morti e nuovi positivi al Covid. Oggi abbiamo bocciato in quest’Aula una serie di importanti proposte, dalle cure per i disabili ai ristori per le attività economiche danneggiate dall’emergenza sanitaria. Ma per la Lega la priorità è aprire la caccia il 26 dicembre. Ciò è desolante”.

Thomas DE LUCA (M5S): “Conosco bene l’impatto dei cinghiali sull’agricoltura. Voterò contro questa mozione. Noi chiediamo un sacrificio enorme agli umbri e agli Italiani, cioè di rimanere distanti dai propri affetti. E al contempo ci preoccupiamo di far spostare i cacciatori il 26 dicembre. Se la logica è quella di ridurre i capi selvatici, allora estendiamo la deroga al 18 gennaio, dimostrando un certo senso di umanità mentre chiediamo sacrifici alle persone”.

Michele BETTARELLI (Pd): “Questa mozione mi sembra sproporzionata. L’Aula, prima di Natale, cerca di tenere buono l’elettorato dei cacciatori. È vero che i cinghiali fanno danni ma questo problema lo risolviamo aprendo la caccia per un solo giorno, mentre la caccia è stata ferma per settimane? In Umbria non è stato possibile fare squadre di caccia a causa del blocco tra Comuni, che invece in altre Regioni è stata autorizzata. I cacciatori hanno pagato quote aggiuntive per rimborsare i danni dei cinghiali e non sono andati a caccia. Tutto ciò non si risolve con le battute a Santo Stefano. Mi sembra una toppa politico-elettorale mentre invece già si prefigura una zona rossa per quei giorni e quindi l’atto di indirizzo sarà inutile. Oppure servirà ai cacciatori per spostarsi durante le feste, nonostante il blocco”.

Roberto MORRONI (Assessore): “Il ritardo nel rilascio dei tesserini non ha comportato la perdita di un solo giorno di caccia. Le quote aggiuntive pagate da alcune squadre sono le conseguenze giuste di un regolamento del 2010 e non fanno riferimento a questa stagione. Invito il consigliere Mancini a ritirare questa mozione perché sulla caccia al di fuori del proprio comune la Giunta si è attivata verso il Prefetto, quale rappresentante del Governo. Ci siamo attivati come Commissione politiche agricole (formata dagli assessori regionali all’agricoltura) verso il Governo. Solo pochi Prefetti, in Italia, hanno ritenuto di autorizzare gli spostamenti dei cacciatori. Le motivazioni che animano questa mozione sono condivisibili, soprattutto per quanto riguarda i danni all’agricoltura e la sicurezza stradale. Si tratta di tematiche importanti quanto complesse e con punti di vista differenti tra i componenti del Governo nazionale. È già all’attenzione del Governo il problema legato alla proliferazione della fauna selvatica in seguito al blocco della circolazione, degli spostamenti e quindi della caccia. Una iniziativa sporadica di una Regione verso il Governo sarebbe velleitaria”.

Valerio MANCINI (Lega): “Si tratta di un atto non velleitario ed anzi molto concreto. Firmando questa mozione fornisco il mio contributo ad un tema sentito dai cittadini. I cacciatori non userebbero di certo questa opportunità per violare i divieti. Il Governo ha bloccato la caccia, in modo ideologico, come se potesse essere fonte di assembramenti. E forse un giorno di caccia in più non risolverà la situazione. Per molti però l’attività venatoria rappresenta un momento importante di socialità, seppure a distanza e senza assembramenti. Potrei ritirare la mozione se ci fosse l’impegno della Giunta e dell’Assessore a confrontarsi con le associazioni degli agricoltori ed a chiedere una proroga della stagione di caccia oltre il 18 gennaio, a tutela delle produzioni e per limitare le specie invasive”.

Roberto MORRONI (Assessore): “È già in corso, con il Governo, una interlocuzione delle Regioni, attraverso la Commissione politiche agricole, su questo argomento. É stato fatto un documento che poneva il problema dei trasferimenti tra comuni e della crescita degli ungulati a causa dei lockdown. Tra le proposte c’è anche quella di un allungamento della stagione venatoria. Questo è l’unico modo serio e ragionevole di affrontare la questione. Questa è una rassicurazione concreta per chi esercita questa pratica e per le associazioni agricole. Il percorso è stato già avviato, il gesto più saggio è di ritirare un atto che non avrebbe senso”. MP/

Data:
Martedì, 15 Dicembre, 2020 - 17:15

Tag per ACS

Free tag

Share page with AddThis