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DANNI FAUNA SELVATICA: “UN NUOVO ACCORDO TRA AGRICOLTORI E CACCIATORI. REGIONE VERSO L'AUTOASSICURAZIONE” - IN II COMMISSIONE LA MOZIONE DI NEVI (FI) E ALTRI CONSIGLIERI DI OPPOSIZIONE

In sintesi

Nella seduta odierna della Seconda Commissione è stata approfondita, insieme all'assessore regionale all'Agricoltura, Fernanda Cecchini, la mozione firmata da Nevi,  Rosi (FI), Monacelli (Udc), Mantovani (misto - Ncd) e Zaffini (FdI) che chiede un intervento della Giunta regionale “per porre un freno al gravissimo problema dei danni che la fauna selvatica produce non solo agli agricoltori, automobili e motociclisti, ma anche e soprattutto alle casse della Regione Umbria”. Il documento di indirizzo era sta rinviato in Commissione dall'Assemblea legislativa. L'assessore ha comunicato l'intenzione della Giunta di riportare la caccia verso la gestione unica della Regione, di riscrivere un accordo tra agricoltori e cacciatori e di andare verso l'autoassicurazione.

 

(Acs) Perugia, 18 febbraio 2015 – Nella seduta odierna della Seconda Commissione, presieduta da Gianfranco Chiacchieroni, è stata approfondita, insieme all'assessore regionale all'Agricoltura, Fernanda Cecchini, la mozione  firmata da Raffaele Nevi, Maria Rosi (Forza Italia), Sandra Monacelli (Udc), Massimo Mantovani (misto - Ncd) e Franco Zaffini (FdI) che chiede un intervento della Giunta “per porre un freno al gravissimo problema dei danni che la fauna selvatica produce non solo ad agricoltori, automobili e motociclisti, ma anche e soprattutto alle casse della Regione Umbria”. Il documento di indirizzo era sta rinviato in Commissione dall'Assemblea legislativa. L'assessore ha comunicato l'intenzione della Regione di andare verso l'autoassicurazione, di riportare la caccia sotto un l'unico tetto gestionale della Regione,  dove vengono predisposte programmazione e risorse. È comunque necessario – ha aggiunto - riscrivere un accordo tra agricoltori e cacciatori.

Nell'illustrazione dell'atto, Nevi ha definito la questione “annosa e spinosa, lungi dall'essere risolta. I danni che produce la fauna selvatica – ha detto – non riguardano soltanto l'agricoltura, ma anche le casse della Regione”. Raffaele Nevi ha quindi rimarcato come “in questo momento la crisi sta attanagliando migliaia di famiglie e non è più sostenibile il pagamento di immorali premi milionari all'assicurazione”, e per questo ha auspicato che “vengano intraprese tutte le misure necessarie alla riduzione della spesa sostenuta per il risarcimento dei danni e che la Regione, nella stipula della nuova polizza assicurativa, rafforzi il suo ruolo nella fase di liquidazione delle richieste risarcitorie”. Il capogruppo di Forza Italia ha anche tenuto a precisare che “a molti agricoltori 'veri' non interessa il risarcimento dei danni subiti, ma che la Regione possa intervenire sulla prevenzione”.

Per l'assessore Cecchini, “si tratta di una problematica non risolvibile con una semplice delibera di Giunta. I danni attengono a più soggetti e vengono procurati sia da specie cacciabili che non. La Commissione parlamentare per le Politiche agricole, anche su nostra proposta, sta affrontando la questione relativa ai molteplici danni causati dai lupi, che rappresentano una specie protetta. Nel Piano di sviluppo rurale sono previsti precisi strumenti per la prevenzione. La Regione ha lavorato molto con le associazioni venatorie e con gli Atc (Ambiti territoriali di caccia) e questo ha portato ad un ridimensionamento dei danni, soprattutto da parte dei cinghiali. L'auspicio era quello di rendere gli Atc più aderenti alle esigenze del momento, ma il percorso è stato interrotto dalla riforma riguardante i ruoli delle Province. Oggi stiamo lavorando affinché la caccia torni sotto un unico tetto gestionale, cioè sotto la responsabilità diretta della Regione, che ne predispone la programmazione e  le risorse. Alle Province rimarrà il ruolo di vigilanza e controllo. Stiamo predisponendo un regolamento per la caccia al cinghiale che mira, tra le altre cose, ad una maggiore responsabilità delle squadre di caccia. Per questo verranno previste premialità per chi adotterà un comportamento consono. È pronta anche una proposta in fatto di gestione dei danni procurati dalla fauna selvatica. Le modalità prevedono una copertura assicurativa per danni cosiddetti 'casastrofali', mantenendo all'interno della struttura le procedure ed il controllo per altri danni”.
Secondo Massimo Buconi (Psi) “le criticità relative all'attività venatoria derivano dalla mancanza di scienza e ricerca. Ingredienti insostituibili per il superamento dei danni provocati dalla fauna selvatica. Il ritorno alla Regione della gestione della caccia agevolerà una buona politica organica. Attraverso una analitica lettura dei dati sui danni, gli uffici regionali potranno predisporre una mappatura precisa e puntuale dai cui emergerà comunque che l'80 per cento del danno viene prodotto nelle vicinanze di zone protette e istituti privati. Un importante deterrente sarebbe proprio quello della coltivazione dei boschi all'interno delle aree protette. In tema di autoassicurazione, sarebbe un passaggio importante, anche se bisognerebbe approfondirlo attentamente”.

Al termine della riunione, Nevi, dopo aver auspicato una “maggiore autorevolezza da parte della Regione, nell'affrontare il problema”, ha chiesto di poter disporre di tutti i dati il più possibile aggiornati circa i danni prodotti dalla fauna selvatica, per approfondirli in Commissione prima di riportare la mozione in Aula per il voto. AS/
 

Data:
Mercoledì, 18 Febbraio, 2015 (Tutto il giorno)

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