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CULTURA. “GLI INTERNATI MILITARI ITALIANI. DIARI E LETTERE DAI LAGER NAZISTI” - DOMANI, VENERDÌ 11 DICEMBRE ORE 17, L'ISTITUTO PER LA STORIA DELL'UMBRIA CONTEMPORANEA PRESENTA IL VOLUME A PALAZZO DONINI

In sintesi

Istituto per la storia dell'Umbria contemporanea (Isuc) presenterà domani pomeriggio, venerdì 11 dicembre (Salone d'Onore di Palazzo Donini, ore 17) il volume Gli internati militari italiani. Diari e lettere dai lager nazisti. Il libro, pubblicato la scorsa estate da Einaudi, è stato curato da Mario Avagliano e Marco Palmieri, ricercatori dell'Anpi Roma-Lazio.
(Acs) Perugia, 9 dicembre 2009 - Un passaggio importante nel percorso che, non senza fatica, sta compiendo la storiografia italiana, che per troppo tempo ha lasciato soltanto alla memorialistica dei reduci il compito di garantire dignità storica al drammatico fenomeno della deportazione e internamento in Germania dei militari italiani catturati dai tedeschi dopo l'8 settembre 1943. Viene qualificato così, dall'Istituto per la storia dell'Umbria contemporanea, il volume Gli internati militari italiani. Diari e lettere dai lager nazisti, che verrà presentato domani, venerdì 11 dicembre alle ore 17, nel Salone d'Onore di Palazzo Donini. L'Isuc ha deciso di presentare questo volume nell'intento di “proseguire su una strada già intrapresa negli ultimi anni, con la pubblicazione dei Diari di prigionia del Nursino Enzo Colantoni e del perugino Carlo Sarti”. L'incontro di domani, alla presenza degli autori del volume, verrà coordinato dal direttore dell'Isuc Alberto Sorbini e vedrà la partecipazione di Elena Aga Rossi, docente all'Università dell'Aquila e autrice, tra l'altro, di una fondamentale riflessione sull'8 settembre, e di Luciana Brunelli, storica e collaboratrice dell'Isuc, curatrice della pubblicazione del diario di Carlo Sarti. “Sono stati sempre reduci come Claudio Sommaruga, Ugo Dragoni e Vittorio Emanuele Giuntella – sottolineano dall'Istituto per la storia dell'Umbria contemporanea - a compiere i primi determinanti sforzi per far uscire lo studio di questo fenomeno dall'ambito della memorialistica 'privata', aprendo le porte ad una sistematica riflessione storica a livello nazionale, che molto deve anche allo storico Giorgio Rochat, autore di una significativa prefazione al volume di Avagliano e Palmieri. Anche il mondo politico, solo in anni recentissimi e grazie soprattutto al carisma del presidente della Repubblica, ha iniziato a trattare il fenomeno, nelle occasioni pubbliche, nei modi dovuti, svuotandolo da ogni retaggio retorico e considerandolo, a pieno titolo, il primo atto di Resistenza, compiuto consapevolmente (come il volume in oggetto contribuisce a sottolineare) da 650.000 italiani disposti a sacrificarsi per una Patria che, monarchica o repubblicana, comunque sarebbe stata da ricostruire su nuovi canoni”. MP/mp
Data:
Giovedì, 10 Dicembre, 2009 (Tutto il giorno)

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