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CREDITO: “L’INDAGINE DELLA SECONDA COMMISSIONE SUL SISTEMA UMBRO SIA IL PRIMO PASSO VERSO UNA STRATEGIA CONDIVISA” – NOTA DI ZAFFINI (FARE ITALIA)

In sintesi

 

Il consigliere regionale di Fare Italia, Franco Zaffini, esprime “viva soddisfazione” per la decisione della seconda Commissione consiliare di avviare l’indagine da lui richiesta sul sistema creditizio umbro .   Zaffini spiega che tra le ragioni che hanno causato il depauperamento del sistema regionale, con le conseguenti crisi di liquidità delle imprese, un ruolo fondamentale lo ha giocato anche la latitanza della politica: “Non c’è mai stata una governance – sostiene – e l’iniziativa privata detta è stata lasciata alle proprie sorti, senza  realizzare una rete tra amministrazione, banche, consorzi di credito, imprese e associazioni di categoria.

 

(Acs) Perugia, 5 dicembre 2011 - “Auspichiamo che l’indagine sul credito in Umbria approfondisca gli aspetti di criticità del sistema e richiami alle proprie responsabilità tutti i soggetti coinvolti: banche, politica e imprese affinché il tessuto economico regionale torni ad avere un po’ di ossigeno e riesca a pianificare una strategia di crescita con il supporto degli istituti di credito e dell’amministrazione regionale”. È quanto dichiara il consigliere regionale Franco Zaffini (Fare Italia), promotore dell’iniziativa, esprimendo “viva soddisfazione” per il parere favorevole manifestato nei giorni scorsi dalla seconda Commissione consiliare.

 

“Il dilagare del ricorso alla cassa integrazione da parte delle imprese, il proliferare del compro oro, il crollo del mercato immobiliare e il ricorso all’usura – spiega Zaffini – sono sintomi preoccupanti, quanto evidenti,  di un sistema ‘malato’ che drena denaro dall’Umbria, ma non lo reinveste sul territorio. A confermarlo – prosegue l’esponente di Fare Italia – non sono solo gli imprenditori, ma  soprattutto i numeri statistici di Bankitalia da cui emerge che la raccolta del risparmio, da parte delle banche in Umbria, risulta incrementata di tre volte rispetto al modesto ’incremento dei fidi erogati”.

 

Secondo Zaffini, tra le ragioni che hanno causato il depauperamento del sistema creditizio umbro e quindi le difficoltà di liquidità delle stesse imprese, un ruolo fondamentale lo ha giocato anche la latitanza della politica. “Non c’è mai stata una governance regionale sull’economia dell’Umbria – spiega – anche perché l’iniziativa privata detta è stata lasciata alle proprie sorti, senza realizzare una rete tra amministrazione, banche, consorzi di credito, imprese e associazioni di categoria”.

 

“Mi auguro – conclude Zaffini - che l’indagine che ho proposto rappresenti il primo passo per rompere il disinteresse che ha caratterizzato sinora l’amministrazione regionale e ponga le basi per riaprire ‘i rubinetti’ verso quegli imprenditori che senza il credito bancario non possono reinvestire nelle proprie aziende, portando nel baratro della cessazione forzata dell’attività i propri dipendenti e le loro famiglie”.   RED/

Data:
Lunedì, 5 Dicembre, 2011 (Tutto il giorno)

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