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CONSIGLIO REGIONALE (3) AGENZIA FORESTALE REGIONALE: “BLOCCARE L'ATTUAZIONE DELLA LEGGE ED ATTIVARE UN TAVOLO PER EVITARE CONTENZIOSI CON I COMUNI” - RESPINTA DALL'AULA LA MOZIONE DEL PDL E UDC

In sintesi

Il Consiglio regionale, nella seduta odierna, ha respinto  (14 voti contrari e 6 favorevoli) una mozione a firma Pdl–Udc che chiedeva di “bloccare l'attuazione della legge regionale '18/2011 (Riforma del sistema amministrativo regionale e delle autonomie locali e istituzione dell’Agenzia forestale regionale) ed attivare un tavolo di confronto interistituzionale affinché vengano evitati probabili contenziosi con i Comuni della nostra regione”. Nell'illustrazione dell'atto, Nevi ha chiesto la sospensione della applicazione della legge poiché “ci sono Comuni letteralmente spaventati dalle ricadute che questa riforma può causare nei loro bilanci”. Per l'assessore Paparelli, “la legge è stata per la gran parte attuata attraverso l’adozione del Piano di riordino territoriale. Il processo risulta pienamente attivato e quindi  alcun motivo per bloccarne l'attuazione”.

 

(Acs) Perugia, 23 luglio 2013 – Con 14 voti contrari e 6 favorevoli, il Consiglio regionale ha respinto una mozione a firma Pdl (Nevi, Modena, Valentino, Rosi, Mantovani, Monni) e Udc (Monacelli) che chiedeva di “bloccare l'attuazione della legge regionale '18/2011
(Riforma del sistema amministrativo regionale e delle autonomie locali e istituzione dell’Agenzia forestale regionale) ed attivare un tavolo di confronto interistituzionale affinché vengano evitati probabili contenziosi con i Comuni della nostra regione”.
Nell'illustrazione dell'atto, in Aula, il primo firmatario, Raffaele Nevi ha chiesto la sospensione della applicazione della legge poiché – ha evidenziato - “ci sono Comuni letteralmente spaventati dalle ricadute che questa riforma può causare nei loro bilanci. Preoccupazioni assolutamente fondate legate soprattutto alla spaventosa quantità di personale che viene dal passato”. L'assessore regionale Fabio Paparelli ha rimarcato come “la legge è stata per la gran parte progressivamente attuata, attraverso l’adozione del Piano di riordino territoriale.  Del resto ha sostanzialmente spiegato - il processo risulta pienamente attivato, per questo crediamo che non vi sia alcun motivo per bloccarne l'attuazione”.

Interventi:
Raffaele Nevi (PdL–primo firmatario mozione): “Questa legge, come già dicevamo nel corso della sua approvazione, è nata male perché spinta dai problemi economici che stava generando il personale delle Comunità montane. E già da allora rilevammo che sarebbe stata di difficilissima attuazione per problemi giuridico-economici. Oggi chiediamo che venga bloccata la sua applicazione poiché è in corso una approfondita discussione tra Giunta regionale, Anci e sindaci che tuttavia non riesce a risolvere le problematiche  relative al personale. Ci sono Comuni letteralmente spaventati dalle ricadute che questa riforma può causare nei loro bilanci. L'attuazione di questa legge ha avuto e sta avendo innegabili difficoltà, tant'è che ad oggi non ha avuto vita nessuna Unione speciale dei Comuni. Ma la sospensione dell'applicazione di questa legge deve essere prevista anche per quanto concerne la sentenza della Corte Costituzionale circa la soppressione delle Province e della iniziativa  annunciata dal Governo della predisposizione di un apposito disegno di legge per l'abrogazione delle Province che rappresentano oggi un livello di  governo che dovrebbe essere assorbito da un Ente specifico di area vasta. L'obiettivo che da tempo auspichiamo è quello del superamento complessivo delle Province, dando la libertà alle Regioni di organizzare le proprie competenze su unn livello, quindi, di area vasta a costo zero. Questa non è una mozione strumentale, ma una iniziativa tesa a fermare una cattiva riforma. Per questo chiediamo di istituire un tavolo vero con tutti i sindaci, soprattutto quelli dei comuni più piccoli che manifestano problemi maggiori rispetto ai più grandi”.

Fabio Paparelli (assessore regionale): “La legge regionale 18, entrata in vigore il 30 dicembre 2011, ha ridisegnato il sistema amministrativo degli Enti titolari di funzioni conferite dalla Regione attraverso diversi interventi di riordino del sistema amministrativo regionale e delle Autonomie locali. In questi interventi è inserita la costituzione delle Unioni speciali dei Comuni, l’istituzione dell’Agenzia forestale regionale, il riordino dei consorzi di bonifica, la definizione di un soggetto regolatore del sistema idrico integrato e del sistema di gestione integrata dei rifiuti dimensionato in ambito regionale, la soppressione delle Comunità montane e degli Ati. La legge è stata per la gran parte attuata progressivamente, attraverso l’adozione del Piano di riordino territoriale. La legge, essendo vigente, deve trovare ovviamente attuazione. Ma anche per il fatto che il processo risulta pienamente attivato, crediamo che non  vi sia alcun motivo per bloccare l'attuazione come richiesto dalla mozione.  In riferimento alle Unioni speciali dei Comuni, i processi di rallentamento sono dovuti anche alla 'turbolenza' delle disposizioni nazionali che si sono succedute, alcune delle quali sono oggetto di discussione anche in queste settimane. L'obiettivo generale della legge è quello di mettere in capo a un unico organismo competenze quali quelle dell’accoglienza turistica, del sociale, delle funzioni delle ex Comunità montane non confluite nella Agenzia forestale.  Personalmente giudico gli ambiti, al momento, troppo grandi per svolgere anche funzioni associate dei Comuni e troppo piccoli per svolgere funzioni di area vasta. C'è compatibilità delle norme con la normativa nazionale sulle Unioni dei Comuni. La legge '18' non ha subito impugnative da parte del Governo per cui è del  tutto fuori luogo questo tipo di preoccupazione. È stato poi già chiarito in sede di Anci che non esistono problematiche relative a possibili aggravamenti degli equilibri di bilancio legati ai patti di stabilità.
C'è ampia rassicurazione per le coperture di spese di personale, dentro i vincoli della legge stessa. Le risorse non sono in relazione alle possibilità di bilancio della Regione, ma obbligati a mettere in bilancio quelle necessarie per il pagamento del personale. Credo che le Unioni speciali possa e debba diventare lo strumento il quale, attraverso ulteriori processi di aggregazione, lo Stato restituirà alla Regione risorse per poterle trasferire a queste entità.  È tuttavia evidente che per raggiungere questo obiettivo otto Unioni speciali dei Comuni sono eccessive. Credo che dobbiamo camminare all'interno della riforma disegnata recentemente dal Consiglio regionale sul tema della sanità e delle Asl”.

Raffaele Nevi (replica): “Per governare bene il territorio servono pochi livelli. E mi fa piacere che l'assessore sia su questa linea, come pure le certezze espresse. Però faccia attenzione perché la legge dà luogo ad interpretazioni. Le risorse vengono previste nel bilancio regionale e se esse non ci sono nascono chiaramente i problemi. Le preoccupazioni dei Comuni sono assolutamente fondate e vanno risolte attraverso risposte certe e concrete. Il problema è che c'è una spaventosa quantità di personale che viene dal passato. Noi continuiamo ad invitare la maggioranza ad attendere le decisioni del Governo nazionale circa le riforme in  programma annunciate per il prossimo mese di settembre. Fermiamoci quindi per appena due mesi. Non vi chiudete a riccio e cercate di ascoltare soprattutto i sindaci, molti dei quali della vostra parte politica, preoccupati per l'applicazione di questa legge”. AS/
 

Data:
Martedì, 23 Luglio, 2013 (Tutto il giorno)

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