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COMMISSIONE CONTRO LE INFILTRAZIONI CRIMINALI: “UMBRIA ALL'AVANGUARDIA IN ITALIA NELLE MISURE DI CONTRASTO” - A PALAZZO CESARONI IL CONSUNTIVO DEI LAVORI DELL'ORGANISMO DI INCHIESTA

In sintesi

La Commissione di inchiesta sulle infiltrazioni criminali in Umbria, formata dai consiglieri Baiardini, Fronduti, Vinti, Girolamini e Sebastiani, ha presentato oggi a Palazzo Cesaroni i risultati dei lavori svolti. Attenzione alla presenza della criminalità nell'economia regionale e nuove misure per ostacolare le imprese mafiose nel campo degli appalti.
(Acs) Perugia, 4 dicembre 2009 – Istituita il 20 gennaio su proposta dei consiglieri Vinti (Prc), Girolamini (Sdi-Uniti nell’Ulivo), Lupini (Prc) e Bracco (Pd) e formalmente costituita il 10 marzo 2009, la Commissione di inchiesta sulle infiltrazioni criminali in Umbria, presieduta da Paolo Baiardini, ha presentato oggi i risultati dei lavori svolti in questi mesi. Baiardini ha spiegato che i principali ambiti in cui il rischio di infiltrazione è più evidente riguardano lo smaltimento dei rifiuti speciali, l'acquisizione di attività commerciali, gli appalti e le costruzioni. Proprio su questo settore la Commissione di inchiesta ha lavorato più a lungo, redigendo una serie di proposte di modifica alle “Disciplina dei lavori pubblici e norme in materia di regolarità contributiva per i lavori pubblici” predisposta dalla Giunta. Per evitare che le organizzazioni criminali guadagnino spazio nella società e nell'economia umbra, la Commissione ha proposto di inserire nel provvedimento delle misure, concordate con la Procura nazionale antimafia, mirate a rendere trasparente ed esplicito il sistema degli appalti. “Misure di rilievo nazionale – ha evidenziato Baiardini – che riguardano il potenziamento dell'Osservatorio dei lavori pubblici (non verranno registrate soltanto le ditte che vincono gli appalti ma anche tutte quelle che partecipano ai bandi e i relativi ribassi d'asta, allo scopo di escludere dai subappalti le ditte che hanno partecipato alla gara eliminando la possibilità di creare cartelli tra imprese), l'utilizzo del Codice unico di progetto (Cup) per tutte la fasi di un appalto (il Cup viene assegnato dal Cipe alle aziende che vincono le gare, ma ora non si estende anche ai subappalti) e di un Conto corrente dedicato da cui dovranno transitare tutti i flussi finanziari relativi ad un appalto, per garantire la tracciabilità delle risorse pubbliche. È poi previsto che gli oneri relativi alla sicurezza e alla manodopera debbano essere evidenziati separatamente nel contratto di subappalto, non potendo essere soggetti a riduzione. Infine le imprese appaltatrici avranno l'obbligo di informare immediatamente la “stazione appaltante” (l'ente pubblico che ha bandito la gara) e l'autorità giudiziaria circa qualsiasi forma di intimidazione e minaccia subita allo scopo di condizionare la regolare esecuzione del contratto”. È stato evidenziato che il meccanismo del massimo ribasso nelle gare di appalto, non eliminabile dagli appalti per i lavori pubblici in ragione delle norme nazionali vigenti, è stato invece eliminato dai metodi di assegnazione previsti dal Piano sociale per le prestazioni sanitarie, per la quale verrà invece preferita “l'offerta economicamente più vantaggiosa”. La Commissione di inchiesta punta anche ad introdurre i Protocolli di legalità, intese tra sindacati, associazioni di categoria e Amministrazioni locali, mirate a introdurre nei capitolati di appalto delle misure di contrasto alle infiltrazioni criminali (come ad esempio “l'informazione prefettizia”, che contiene dati più approfonditi del certificato antimafia) e a sostenere la diffusione della cultura della legalità cofinanziando progetti mirati della direzione scolastica regionale. Per evitare che la crisi e le difficoltà economiche agevolino la criminalità nell'acquisizione delle aziende in difficoltà, è stata messa in luce l'importanza dei finanziamenti regionali alla Fondazione Umbria contro l'usura e degli interventi di sostegno alle imprese e alle famiglie. Baiardini ha concluso precisando che “nonostante i rischi concreti, dagli incontri e dalle audizioni svolte è emerso che il controllo del territorio in Umbria è saldamente nelle mani delle istituzioni democratiche”. Il vice presidente Armando Fronduti (FI – Pdl) ha sottolineato che “il fenomeno della criminalità in Umbria è stato sottostimato e sottovalutato. I lavori di ricostruzione post terremoto hanno determinato un incremento delle imprese calabresi, siciliane e campane operanti in Umbria. Le organizzazioni criminali sfruttano la nostra regione per il riciclaggio del denaro sporco, anche attraverso le attività di smaltimento dei rifiuti speciali, l'acquisto di terreni e società, la costruzione di edifici commerciali. Il problema dell'accesso al credito per le imprese in difficoltà non deve essere sottovalutato”. Enrico Sebastiani (FI – Pdl) ha rimarcato le criticità legate al problema della diffusione della droga e alla insostenibile situazione di affollamento delle carceri, “che dovrebbe spingere il Consiglio regionale a nominare finalmente il Garante”. Stefano Vinti (Prc – Se) si è soffermato sul positivo lavoro svolto dalla Commissione e sulla opportunità di mantenerla in funzione, in modo permanente, anche nella prossima legislatura. Ada Girolamini (Sdi – Uniti nell'Ulivo) ha osservato che parlando di mafia e confrontandosi sulla sua diffusione si contrasta la paura e si svolge una attività di contrasto verso quelle attività illecite su cui essa basa la sua forza. Il consulente giuridico della Commissione, Marco Angelini (docente di Legislazione antimafia all'Università di Perugia), a cui sono andati i ringraziamenti di tutti i membri della Commissione, ha annunciato che ulteriori provvedimenti contro le infiltrazioni criminali potranno essere studiati e messi a punto. MP/mp Immagini per le redazioni.
Data:
Venerdì, 4 Dicembre, 2009 (Tutto il giorno)

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