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RICERCA TARTUFI “NO AI CARTELLI DI DIVIETO FAI DA TE” - DOTTORINI (IDV) CHIEDE A REGIONE E CORPO FORESTALE DI FARE CHIAREZZA SULLE TABELLE IRREGOLARI APPOSTE DA UN'AZIENDA AGRICOLA DI CITTÀ DI CASTELLO

In sintesi

Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, con una interrogazione all'assessore all'agricoltura, chiede di prendere provvedimenti a difesa dei diritti dei raccoglitori umbri di tartufi, in particolare nei confronti dei cartelli di divieto di raccolta fatti affiggere da una azienda agraria di Città di Castello su una superficie di 300 ettari. A giudizio di Dottorini, Regione e Corpo forestale dello Stato, devono intervenire perché quella tabellazione è irregolare ed abusiva anche in relazione ad alcune sentenze della Corte costituzionale e per far osservare le disposizioni della legge umbra in materia.

(Acs) Perugia, 7 giugno 2010 - “È necessario che Regione e Corpo forestale dello Stato diano risposte immediate in merito alla tabellazione irregolare fatta installare dall'azienda agricola Roscetti, nel comune di Città di Castello. Non è immaginabile che tramite cartelli “fai da te” e senza autorizzazione regionale, si intimi il divieto alla ricerca dei tartufi, dopo avere ottenuto una soluzione condivisa riguardo all’assurda autorizzazione alla recinzione di 300 ettari”. Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale annuncia di aver presentato un'interrogazione urgente all’assessore all'agricoltura Fernanda Cecchini, per sapere quali provvedimenti intenda mettere in atto per scongiurare che “tabelle prive di autorizzazioni” siano installate a danno dei cittadini che praticano la ricerca del tartufo. "Ogni anno - osserva Dottorini - migliaia di persone pagano una tassa per praticare nel territorio regionale la ricerca del tartufo. Oltre a questo generano un indotto economico che si ripercuote nel territorio e fanno in modo che la filiera del turismo enogastronomico generi guadagni per il nostro territorio, senza contare il ruolo sociale che la legge assegna alle associazioni dei tartufai che svolgono un ruolo prezioso come sentinelle ambientali e per la salvaguardia del paesaggio. Per questi motivi la Regione e istituzioni come Corpo forestale e Comunità montana devono garantire il rispetto della legge e non possono restare indifferenti di fronte ad una tabellazione come quella dei Roscetti, dove si intima il divieto alla ricerca dei tartufi senza alcun rimando alla legge regionale e quindi a nostro avviso in modo ingannevole. Persino la Corte costituzionale, che in materia si è più volte espressa a favore della libera ricerca, ha sottolineato il ruolo sociale che i tartufai ricoprono”. “Nel caso specifico poi - si legge nell'interrogazione dell'Italia dei Valori - si è venuta a creare una situazione paradossale, attraverso la quale il Corpo forestale dello Stato, ricevuta la denuncia della presenza di tabelle abusive, invece di intervenire e applicare la legge regionale e le numerose sentenze della Corte Costituzionale, ha deciso di chiedere un ulteriore parere all'Avvocatura distrettuale di Perugia, allungando enormemente i tempi di intervento e privando i cittadini di un diritto, quello della libera ricerca dei tartufi, sancito dalla legge". "Infine – conclude Dottorini - chiediamo a gran voce che la Giunta faccia chiarezza sull'applicazione della legge regionale in materia. In particolare ci piacerebbe sapere se le commissioni delle locali Comunità montane sono pienamente operative e in sintonia con le associazioni dei tartufai, in modo da occuparsi di problemi di questo tipo e tutelare in pieno i diritti dei cercatori". GC/gc  
Data:
Lunedì, 7 Giugno, 2010 (Tutto il giorno)

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