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QUESTION TIME [6]: “IL COMUNE DI CITTÀ DI CASTELLO NON HA MAI CHIESTO L’ACQUISIZIONE DELLA STRUTTURA DEL VECCHIO OSPEDALE DI CITTÀ DI CASTELLO”- L’ASSESSORE RIOMMI RISPONDE A DOTTORINI (IDV)

(Acs) Perugia, 26 gennaio 2010 - “Le strutture del vecchio ospedale di Città di Castello, come quelle degli altri ospedali vecchi e dismessi, tutte strutture di grande valore e storiche, vanno dismesse previa creazione delle migliori condizioni per ottenere un utile risultato, poiché il loro valore economico finanzi le politiche di investimento sanitario della Regione, in tutte quelle situazioni, cioè, dove si sono verificati i presupposti per la costruzione di nuovi ospedali”. Così l’assessore alle risorse finanziarie, Vincenzo Riommi rispondendo ad una interrogazione di Oliviero Dottorini (Idv) nella quale denunciava la “Situazione di degrado e abbandono” della struttura dell’ex ospedale tifernate a seguito della costruzione del nuovo ospedale avvenuta nel 2000. “Nella vecchia struttura – ha rimarcato l’esponente dell’Idv – si sono verificati atti di vandalismo ed è stata depredata di ogni bene contenuto da essa. In particolare è stata presa di mira la piccola chiesa interna, completamente depredata. Abbiamo trovato addirittura cartelle mediche abbandonate contenenti dati ultrasensibili. A seguito di ciò – ha fatto sapere Dottorini – ho fatto un esposto alla Procura della Repubblica e al Garante nazionale per la Privacy”. Con la sua interrogazione, Dottorini ha chiesto quindi  alla Giunta “a chi sono addebitabili le responsabilità e quali i progetti di riqualificazione e valorizzazione”. Riommi, dopo aver sottolineato che la sua competenza riguarda soltanto la destinazione d’uso della struttura, ha aggiunto che, “a partire dal 2007, l’anno in cui è stata, fisicamente e giuridicamente presa in carico la struttura da parte del Patrimonio (prima in carico alla Asl 1) è stato attivato il percorso per la procedura della dismissione di questo bene, oltre che per la sua tutela. Abbiamo incontrato, in via preliminare, una difficoltà relativa al mix tra tipologia di interventi necessari ed ammessi sulla struttura e sue potenzialità economiche che determina, al momento, una incommerciabilità. Non tanto perché la zona non sia prestigiosa e non abbia confacenti destinazioni d’uso, ma per i vincoli, comunque giusti, poiché la struttura è del 1700, con un piano attuativo caratterizzato da rigorose prescrizioni e quindi con un valore economico tale per cui nessuno è interessato all’acquisto. D’altra parte – ha aggiunto Riommi – il Comune di Città di Castello, al contrario di altri Comuni, non ha mai utilizzato, ne chiesto di farlo la norma prevista dalla Legge 14 che prevede la possibilità dell’acquisizione diretta da parte del Comune. Attualmente abbiamo riattivato il percorso di confronto con l’Amministrazione comunale di Città di Castello chiedendo di valutare una nuova funzionalità urbanistica e nuove previsioni urbanistiche”.   Dottorini ha replicato che “è incomprensibile come l’Amministrazione di Città di Castello non abbia immaginato un progetto di recupero per questa struttura. La struttura si trova in un’area che subirà una impressionante colata di cemento, avversata da tutti i cittadini. Il Comune ha fatto in modo di tenere fuori proprio l’ex ospedale per il quale non ha mai tentato la sua acquisizione. Indispensabile un progetto di recupero che possa ridare questo importante bene alla città”. RED//  
Data:
Martedì, 26 Gennaio, 2010 (Tutto il giorno)

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