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PILLOLA RU486: “LE LINEE DI INDIRIZZO REGIONALI SIANO OGGETTO DI CONFRONTO. RISPETTARE LA LEGGE NAZIONALE CHE PRESCRIVE IL RICOVERO” – NOTA DI BARBERINI, SMACCHI E BREGA (PD)

(Acs) Perugia 23 settembre 2010 - “Riteniamo che qualsiasi scelta la Regione Umbria intenda compiere nel predisporre le linee di indirizzo per l’utilizzo della pillola RU 486 nell’interruzione volontaria di gravidanza, debba essere oggetto di un ampio e approfondito confronto e non il frutto di iniziative individuali, concretizzate in atti amministrativi che potrebbero rivelarsi frettolosi”. I consiglieri regionali del PD Luca Barberini, Andrea Smacchi e Eros Brega (che precisa di esprimersi nella veste di consigliere e non di presidente dell’Assemblea legislativa), intervengono sulle questioni legate all’utilizzo della pillola RU 486 e chiedono che anche in Umbria, “come previsto dalla legge nazionale,  le pratiche di interruzione volontaria di gravidanza siano garantite nelle strutture ospedaliere: a tutela piena e garanzia della salute della donna”. Barberini, Smacchi e Brega sottolineano come sulla questione in oggetto non siano ammissibili “scorciatoie, fughe in avanti e divisioni: le scelte da compiersi – spiegano – devono essere dibattute a fondo e condivise. Un confronto – avvertono – che non può che avvenire all’interno e nel rispetto di quanto la legge nazionale prescrive”. I tre consiglieri del PD sottolineano infine che la “preoccupazione maggiore” che ispira il loro intervento è “la salute e il benessere pieno della donna che, sia nel momento del parto, sia in quello, ancor più delicato anche dal punto di vista psicologico, dell’interruzione volontaria di gravidanza non può essere meglio garantito che nelle strutture ospedaliere, le quali dovranno essere attrezzate e sempre meglio qualificate a fornire una assistenza di eccellenza”. RED/tb
Data:
Giovedì, 23 Settembre, 2010 (Tutto il giorno)

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