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PILLOLA RU486: “FONDATO IL NOSTRO SOSPETTO CHE NELLA ‘REPUBBLICA AUTONOMA DELL'UMBRIA’ SI VOGLIA PROCEDERE ALLA SOMMINISTRAZIONE SENZA RICOVERO” – NOTA DI MONACELLI (UDC)

(Acs) Perugia, 23 settembre 2010 - “In coerenza con il detto che a pensar male si fa peccato, ma ci si prende, abbiamo denunciato per tempo il sospetto che nella ‘repubblica autonoma dell'Umbria’ si fosse coltivata l'intenzione di procedere per l'applicazione dei protocolli relativi alla pillola RU486, con la complicità di una ‘galeotta’ estate, alla distribuzione senza ricovero, in difformità dalle linee guida del Ministero della Salute e di ben tre pareri del Consiglio superiore di sanità”. La portavoce dell’opposizione Udc a Palazzo Cesaroni, Sandra Monacelli interviene sulla questione relativa alle linee di indirizzo con cui applicare in Umbria l’interruzione volontaria di gravidanza con la pillola RU486. “Evidentemente – sottolinea Monacelli - il parere del Comitato tecnico scientifico regionale, nominato dall'autorità ‘regia’ incarnata dall'assessore alla Sanità, è stato ritenuto l'espressione di un'autorità ‘alta e ben superiore al Css, e dunque la Giunta, ritenendosi altrettanto superiore al Ministero, ha ideologicamente assunto il parere senza colpo ferire. Evidentemente – conclude - la Regione Umbria è già andata oltre l'applicazione del federalismo, inaugurando inaccettabilmente la nuova stagione del ‘così è se vi pare’!”. RED/tb  
Data:
Giovedì, 23 Settembre, 2010 (Tutto il giorno)

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