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PIANO SOCIALE REGIONALE: “UNA FOTOCOPIA DI UN ATTO VECCHIO DI DIECI ANNI CHE NON EVIDENZIA LE CRITICITÀ E SI PONE OBIETTIVI DATATI” – NOTA DI LIGNANI MARCHESANI (CDL PER L’UMBRIA-PDL

In sintesi

Il consigliere regionale Andera Lignani Marchesani (Cdl per l’Umbria-Pdl) giudica “vecchio, inadeguato e senza obiettivi di lungo periodo” il Piano sociale 2010-2012 approvato dal Consiglio regionale. Secondo Lignani è stato solo grazie “alle denuncie dei mesi scorsi da parte dell’opposizione” che è stato possibile riequilibrare a favore dei Comuni e delle nuove Zone sociali una governance sociale “che si stava burocratizzando e centralizzando negli Ambiti territoriali Integrati”. Le critiche di Lignani Marchesani riguardano più in generale il complesso delle politiche sociali della Regione rispetto alla mancanza di direttive chiare in materia di spesa, di una integrazione tra assessorati, enti locali e Asl.

(Acs) Perugia, 20 gennaio 2010 - “Un secondo Piano Sociale che nasce vecchio e che, con un iter di approvazione frettoloso e disattento, dimostra una volta di più il mancato senso istituzionale di una Giunta regionale proiettata esclusivamente alla scadenza elettorale”. Così il consigliere regionale Andrea Lignani Marchesani (Cdl per l’Umbria-Pdl) sull’atto approvato ieri dal Consiglio regionale. L’esponente del Pdl ricorda che è stato solo grazie “alle denuncie dei mesi scorsi da parte dell’opposizione” che è stato possibile riequilibrare a favore dei Comuni e delle nuove Zone sociali una governance sociale “che si stava burocratizzando e centralizzando negli Ambiti territoriali Integrati. Ma, nonostante questo – aggiunge Lignani Marchesani -, non ci si può esentare dal rimarcare che il Piano è più un ‘manuale’ di sociologia e di metodologia sociale, piuttosto che uno strumento che partendo da criticità ed eccellenze si pone obiettivi di lungo periodo”. “Di fatto – spiega il consigliere regionale -, abbiamo assistito in questi anni ad una mancanza completa di integrazione tra assessorati e a ‘invasioni di campo’ non concertate, senza aver mai definito, nonostante i proclami, le istruttorie pubbliche della coprogettazione e rimettendo la spesa sociale quasi esclusivamente in capo alle cooperative della Lega Coop”. Secondo Lignani Marchesani la Regione non ha mai dato direttive chiare in materia di soglie Isee o di compartecipazione degli utenti alla spesa, “con il risultato di politiche e parametri differenti e disomogenei anche all’interno di Comuni appartenenti alla stessa Zona sociale”. Manca poi, a giudizio di Lignani una seria politica di integrazione con le Asl “che in questi anni hanno favorito lo spostamento di risorse verso la ospedalizzazione a scapito del territorio” e si evidenzia l’assenza di “connessione e raccordo sia con la Provincia, per quanto concerne le politiche di formazione e di accompagnamento al lavoro (oggi mero assistenzialismo di basso cabotaggio), sia per quanto riguarda l’Università, che produce nuove professionalità in Facoltà mirate. Si preferisce fare ricorso ad onerosissime consulenze con professori dell’Università di Ancona”. Un’ultima considerazione l’esponente del Pdl la riserva alle politiche giovanili: “A parole – spiega - si parla di protagonismo e di spazi di integrazione, ma in realtà si dilapidano fondi con ludoteche e Consigli comunali dei ragazzi (gestiti dalle cooperative sopra ricordate) e si depotenziano al contempo i Dipartimenti di contrasto alle dipendenze, privando i territori di servizi di prima accoglienza e a bassa soglia.  In sintesi – aggiunge Lignani Marchesani - i trionfalismi della maggioranza e dell’assessore Stufara sono assolutamente fuori luogo. Le risorse, sicuramente limitate – conclude -, potevano e potranno essere meglio utilizzate con obiettivi certi e con razionalizzazioni che privilegino politiche di omogeneizzazione regionale ed una vera concertazione con Comuni e territori”. RED/tb
Data:
Mercoledì, 20 Gennaio, 2010 (Tutto il giorno)

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