Tu sei qui

PETIZIONE PER ROSARIO CROCETTA: “SOTTOSCRIVERE L’APPELLO PER L’INCOLUMITÀ DELL’EUROPARLAMENTARE” - VINTI (PRC) ANNUNCIA LA SUA ADESIONE INVITA I MEMBRI DELLA COMMISSIONE D’INCHIESTA A FARE ALTRETTANTO

In sintesi

Il capogruppo di Rifondazione comunista a Palazzo Cesaroni, Stefano Vinti, esprime solidarietà all’eurodeputato Rosario Crocetta e, dopo aver firmato la petizioni che chiede per lui una protezione adeguata anche in territorio belga, invita i componenti della Commissione di inchiesta sulle infiltrazioni criminali del Consiglio regionale ad aderire.
(Acs) Perugia, 25 gennaio 2010 - “Come componente della Commissione d’indagine sulle infiltrazioni criminali in Umbria esprimo tutta la mia solidarietà al sindaco antimafia Crocetta, ho sottoscritto la petizione affinché venga garantita la sua incolumità anche in Belgio e invito tutti i consiglieri regionali dell’Umbria, a partire dai membri della commissione, a fare altrettanto, perché lo Stato e anche le istituzioni europee devono garantire il proprio forte sostegno ai propri fedeli servitori che lottano per la legalità”. Lo afferma il consigliere regionale Stefano Vinti (Prc – Se) spiegando che “è stata presentata una petizione al Parlamento europeo e al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano perché venga garantita all’eurodeputato Rosario Crocetta l’incolumità anche nel territorio belga. Crocetta, che vive sotto scorta in Italia per essere ritenuto uno dei nemici di Cosa Nostra, ogni settimana si reca nella sede della UE, ma senza nessuna scorta al seguito che possa difenderlo da possibili attentati da parte della mafia”. Vinti evidenzia che “già in passato le organizzazioni criminali hanno tentato varie volte di eliminare Crocetta quando era sindaco di Gela, visto che nella sua attività ha sempre portato avanti una lotta nei confronti delle organizzazioni malavitose, tanto da guadagnare il soprannome di 'sindaco antimafia'. Nei sei anni passati al vertice del comune di Gela, ricorda Vinti, Crocetta ha cambiato il sistema degli appalti e dei subappalti, ha verificato che all’interno dell’Amministrazione non vi fossero infiltrazioni mafiose, e dopo aver scoperto che all’interno del Comune di Gela lavorava la moglie del boss locale, senza alcuna esitazione l’ha licenziata. Ma quest’impegno è costato caro a Crocetta. La mafia non ha affatto “gradito” questa sua rivoluzione, tant’è che dal 2003, anno in cui è partito il suo mandato, a causa delle gravi minacce ricevute e dei vari tentativi di attentati (ne sono stati sventati quattro in fase di attuazione negli ultimi 6 anni), è costretto a vivere una vita blindata ovunque vada, a causa degli altissimi rischi che corre. Da quando è stato eletto al Parlamento europeo – continua il consigliere regionale - Crocetta settimanalmente deve recarsi in Belgio per assolvere il suo mandato. Il governo belga, però, ritiene che i rischi per la vita di Rosario Crocetta, finiscano una volta varcati i confini del territorio italiano e proprio per questo non sia necessario attribuirgli un’adeguata protezione. Poche settimane fa, però, la Dia (Direzione distrettuale antimafia), ha sventato l'ennesimo piano per uccidere Crocetta ed ha arrestato 5 affiliati al clan Emmanuello di Gela. Per questo – conclude Vinti - è necessario che in Italia e in Belgio le istituzioni si assumano la responsabilità del caso e garantiscano la necessaria protezione a Crocetta per assicurare l’incolumità della sua persona, nello svolgimento di un mandato assegnatogli dagli elettori italiani”. RED/mp
Data:
Lunedì, 25 Gennaio, 2010 (Tutto il giorno)

Free tag

Share page with AddThis