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LEGGE DI STABILITÀ: “INACCETTABILI I TAGLI LINEARI SU SANITÀ E TRASPORTI” - PER STUFARA (PRC-FDS) “LA PROPOSTA DI RENZI VA RISPEDITA AL MITTENTE”

In sintesi


Il capogruppo regionale di Rifondazione comunista Damiano Stufara, interviene in merito ai tagli previsti dalla Legge di stabilità, sottolineando che il provvedimento “si appresta a sottrarre alle regioni italiane qualcosa come 4 miliardi di euro”. Per Stufara risulta “inadeguato l'approccio ragioneristico con il quale la Giunta regionale intende individuare gli 85 milioni di euro che il Governo chiede alla nostra Regione, con tagli lineari su sanità e trasporti”.

(Acs) Perugia, 21 ottobre 2014 - “Le recenti dichiarazioni della presidente Catiuscia Marini e dell'assessore Fabrizio Bracco sui prossimi tagli alla spesa regionale per sanità e trasporti rischiano di preludere alla sostanziale accettazione delle disposizioni del Governo Renzi, che con la nuova legge di stabilità si appresta a sottrarre alle regioni italiane qualcosa come 4 miliardi di euro”. Lo afferma il capogruppo di Rifondazione comunista – Fds all'Assemblea legislativa dell'Umbria, Damiano Stufara, in una nota firmata anche dal segretario regionale del partito, Enrico Flamini.

Secondo l'esponente del Prc, quella del Governo nazionale è “una manovra iniqua ed insostenibile che, sommandosi ai tagli operati dai precedenti governi, determina una riduzione delle risorse proprie stimata dal presidente della Conferenza delle Regioni Sergio Chiamparino in 5,7 miliardi di euro. Come prevedibile – rileva Stufara - alle vibranti proteste espresse la settimana scorsa nei confronti del Governo, si è rapidamente sostituito un atteggiamento ben più conciliante, al punto da individuare, nel caso umbro, la sanità e i trasporti quali voci di spesa da tagliare”.

“Come gruppo consiliare regionale del Prc – aggiunge - nel ribadire la ferma contrarietà alla prossima legge di stabilità, riteniamo del tutto inadeguato l'approccio ragioneristico con il quale la Giunta intende individuare gli 85 milioni di euro che il Governo chiede alla nostra Regione. Una cosa è riconoscere che le previsioni della Legge di Stabilità inducono le Regioni ad operare sulla sanità e sui trasporti, settori peraltro già ampiamente compromessi da anni di tagli e spending review. Ben altra cosa è capitolare di fronte al diktat del Governo e apprestarsi a tagliare sanità e trasporti a nome e per conto di Matteo Renzi. Questo del resto fa il paio con l'abbandono delle politiche di programmazione esercitato in questi anni, e che con questa ulteriore sforbiciata rischiano di essere definitivamente compromesse”.

“Le politiche di austerità, ben espresse dalla subordinazione delle Regioni alle decisioni del Governo nazionale che anima il dibattito sulla futura legge di stabilità, stanno da tempo determinando – si legge infine nella nota - la fine di ogni forma di autonomia programmatica nei servizi pubblici, specie in una Regione, l'Umbria, che attraverso la pianificazione ha saputo nel recente passato risolvere le problematiche legate ad una forte dispersione della popolazione sul territorio. Solo il contrasto attivo delle scelte del Governo Renzi può consentire di individuare per l'Umbria una via d'uscita all'altezza delle sue esigenze e specificità; recuperare un rapporto vertenziale verso le massime istituzioni del Paese non è solo una necessità per il Governo della Regione, ma soprattutto una risposta alla domanda di democrazia e diritti espressa da una popolazione sfinita dalla crisi”. RED/mp

Data:
Martedì, 21 Ottobre, 2014 (Tutto il giorno)

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