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LEGGE ELETTORALE: “CRONACA E CRITICA DI UN DISASTRO ANNUNCIATO, CON PROPOSTE PER EVITARLO” - GORACCI (COMUNISTA UMBRO) SU “INTERESSE COLLETTIVO E APPETITI DEI FORCHETTONI"

In sintesi

Il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro) interviene in merito alla nuova legge elettorale regionale. Per Goracci “tutto ruota attorno alle esigenze, agli interessi, alle aspettative del Pd” ma non va nemmeno presa in considerazione “l'idea che si possa votare con le vecchie regole e col famigerato listino”.

(Acs) Perugia, 4 novembre 2014 - “Si è entrati, e non poteva essere diversamente, nel vivo del confronto sul riassetto del sistema elettorale regionale, ma, come è ormai purtroppo consuetudine nei salotti della politica che va per la maggiore, il momento istituzionale opportuno di confronto su pesi, contrappesi ed equilibri della nuova legge tarda ad affacciarsi”. Lo rileva il consigliere regionale Orfeo Goracci (Comunista umbro) rilevando che “prevalgono, in maniera schiacciante, la prepotenza e l'arroganza del Pd, rispetto alle quali impallidisce perfino la tracotanza democristiana dei tempi della 'Legge truffa' e dei 'forchettoni' pronti a papparsi tutto (correva l'anno 1953)”. E aggiungendo “mi dichiaro ancora una volta fermamente contrario ad ogni ipotesi di legge elettorale tarata sugli interessi del Pd e di qualche altro soggetto e non orientata a dare a questa Regione governabilità reale, unita a rappresentanza ed efficacia del funzionamento dei meccanismi istituzionali. Questo chiedono i cittadini, ignorarlo serve solo a depauperare ancor di più la politica di quel sottile residuo di credibilità che rimane”.

Goracci sottolinea che “la Commissione Statuto (incredibile ma vero) non si riunisce più da settimane. Tutto ruota (che sia questa la nuova rivoluzione copernicana) attorno alle esigenze, agli interessi, alle aspettative del Pd, con qualche soggetto politico vassallo pronto a vedere se ci scappa qualche briciola, misericordiosamente elargita dal Partito guida. Quasi un mese fa, il Partito democratico organizzò una conferenza stampa nella quale venne formalizzata (lì e non nella sede istituzionale opportuna) una sua proposta di legge. Ieri, 3 novembre, colpo di scena: dalle cronache dei giornali, pare che all'interno del Pd, nel corso della riunione del gruppo, se le siano dette di tutti i colori. Per quanto mi riguarda, non ho dubbi a riconoscere il giusto ruolo del Pd e il suo peso specifico. Il fatto è che non c'è solo il Pd. Ci sono, anche e soprattutto, gli umbri, i quali voteranno in scienza e coscienza. Se, come sembra, si voterà a marzo, sarà buio pesto: ancora non sappiamo con quale sistema elettorale voteremo. Non vorrei prendere nemmeno in considerazione l'idea che si possa votare con le vecchie regole, col famigerato listino passato da 6 a 4 componenti”.

Per Orfeo Goracci c'è il rischio che si ripetano “le assurde, antidemocratiche forme già sperimentate nella tornata del 2010, quando, in nome della necessità di raccogliere un numero esorbitante di firme, si dette la certezza della partecipazione ai soggetti presenti sul campo e si impedì ad altri di prendere parte alla competizione, con una soglia di oltre 3200 firme da raccogliere in pochi giorni. So bene che la legge elettorale umbra non dipenderà dal mio pensiero e dal mio voto, ma ci sono punti di assoluto valore democratico sui quali, coerentemente, mi impegnerò, e sui quali dovranno pronunciarsi, col voto, i colleghi consiglieri sia in Commissione che in Consiglio. RACCOLTA FIRME PER TUTTI, così come avviene per l'elezione dei sindaci e dei Consigli comunali; numero di firme congruo e contenuto, calibrato sulle dimensioni di una Regione piccola come l'Umbria. 500 - 1000 firme sono abbastanza per evitare improbabili fioriture di liste senza seguito e rappresentano un obiettivo raggiungibile per tutti i soggetti politici autenticamente rappresentativi. ASSEGNAZIONE DEI SEGGI nella forma più proporzionale possibile: non è ne serio ne democratico ipotizzare che entri in Consiglio una forza politica che ottenga il 2 per cento dei consensi e ne resti fuori, per meccanismi artificiosi politicamente utili a pochi, un'altra con una percentuale tre volte maggiore. DOPPIO TURNO: per evitare seri problemi di costituzionalità, non può scattare un premio di maggioranza che arriva a dare una rappresentanza del 55 - 60 per cento senza aver ottenuto come minimo il 45 - 48 per cento (la legge truffa di Mario Scelba, che tutta la sinistra combatté nel 1953, a confronto era uno zuccherino). PRESIDENZIALISMO: non è coerente procedere verso forme spinte di presidenzialismo, incensare sempre la legge 'n.81/1993' (elezione diretta dei sindaci) e poi impedire il voto disgiunto. Ciò è, unicamente, specchio della volontà di bardare e blindare quel che si ritiene possa sfuggire al libero consenso espresso dai cittadini in ordine alla scelta della guida politica della Regione”. RED/mp

Data:
Martedì, 4 Novembre, 2014 (Tutto il giorno)

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