“Valutazione di impatto ambientale a livello statale sugli impianti eolici a Gubbio”

Questione legata ad una mozione del centrodestra. Audizione in Seconda commissione dell’assessore regionale Thomas De Luca e di tecnici regionali: “La Regione Umbria sta esercitando pienamente la propria competenza su tutti i fronti”

Data:

26 Mag 2026 13:15

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(Acs) Perugia, 26 maggio 2026 – La Seconda commissione, presieduta da Letizia Michelini ha trattato, nella riunione odierna, il tema dell’eolico. Lo ha fatto dando seguito alla decisione dell’Aula del 19 marzo scorso di rimandare la discussione in Commissione della mozione dei consiglieri regionali Andrea Romizi (primo firmatario), Laura Pernazza (FI), Paola Agabiti, Matteo Giambartolomei, Eleonora Pace (FdI), Enrico Melasecche, Donatella Tesei (Lega) che mirava ad impegnare la Giunta regionale alla messa in campo di specifiche iniziative sui procedimenti di valutazione di impatto ambientale a livello statale per gli impianti eolici nel territorio di Gubbio (https://tinyurl.com/7m474axw).

La mozione prendeva spunto dal fatto che presso il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) sono attualmente in corso diversi procedimenti di VIA relativi a impianti eolici insistenti sul territorio di Gubbio. Attraverso l’atto di indirizzo, i proponenti mirano ad impegnare l’Esecutivo regionale: ad individuare, in attuazione della Deliberazione della Giunta regionale (18 febbraio 2026), il dirigente o esperto designato a rappresentare la Regione Umbria nell'ambito dei lavori della Commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale relativa ai procedimenti di VIA statali concernenti impianti da fonti energetiche rinnovabili; a presentare le dovute osservazioni tecniche e ambientali nell'ambito dei procedimenti di Valutazione di Impatto Ambientale relativi ai progetti eolici per la quale è stata presentata istanza sul territorio del Comune di Gubbio, al fine di rappresentare adeguatamente le peculiarità paesaggistiche, ambientali e territoriali dell'area eugubina, ai sensi del D.lgs. n. 152/2006 del codice dell'ambiente o TUA (testo unico ambientale); a promuovere un confronto istituzionale con gli enti locali interessati, finalizzato a individuare in modo condiviso criteri e ambiti territoriali eventualmente idonei allo sviluppo delle fonti rinnovabili, nel rispetto della tutela del paesaggio e delle caratteristiche identitarie.

Thomas De Luca (assessore regionale Ambiente): “Rispetto all’individuazione del dirigente o esperto designato a rappresentare la Regione nell'ambito dei lavori della Commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale, relativa ai procedimenti di VIA statali concernenti impianti da fonti energetiche rinnovabili, già lo scorso 18 febbraio la Giunta regionale, attraverso delibera, ha individuato nell’architetto Sabrina Scarabattoli (Leonardo Arcaleni membro sostitutivo) il componente per la Commissione tecnica nazionale con diritto di voto per esprimere la posizione della Regione Umbria. Per quanto riguarda la presentazione di osservazioni tecniche e ambientali nell'ambito dei procedimenti di VIA relativi ai progetti eolici per la quale è stata presentata istanza sul territorio del Comune di Gubbio, si tratta di una prassi che mettiamo in atto. Le osservazioni riguardano un aspetto di partecipazione dei rappresentanti territoriali che non hanno solitamente un ruolo nel percorso del procedimento e questo riguarda le amministrazioni locali dei Comuni interessati. Rispetto alla promozione di un confronto istituzionale con gli enti locali interessati, finalizzato a individuare in modo condiviso criteri e ambiti territoriali eventualmente idonei allo sviluppo delle fonti rinnovabili, nel rispetto della tutela del paesaggio e delle caratteristiche identitarie, questo non è mai mancato. Con il sindaco Fiorucci di Gubbio c’è sempre stato un dialogo costante. La sentenza della Consulta, che stiamo studiando, relativa alla Regione Sardegna ha sancito che leggi regionali, finché sono vigenti, vanno applicate. Quindi nel momento in cui esiste nel nostro quadro legislativo regionale la definizione di aree non idonee, anche ad altri Comuni ho assicurato la mia disponibilità di individuare, perimetrandole, queste aree. La Regione Umbria, e lo ha dimostrato nell’ambito di un’altra vicenda (progetto Phobos), sta esercitando pienamente la propria competenza su tutti i fronti. In questo quadro dobbiamo tenere conto di un mutato scenario legislativo nazionale (Decreto ‘Transizione 5.0’) che ha sancito alcuni principi per noi estremamente discutibili nel ridurre gli spazi di pianificazione nell’ambito del governo del territorio. Per quanto riguarda l’eolico ci troviamo di fronte ad un quadro legislativo precedente in cui era riconosciuta una potestà pianificatoria nella individuazione delle aree idonee e non idonee anche differenziate per tipologia e taglia di impianto, in virtù del nuovo quadro, invece, ci siamo trovati in un nuovo scenario che pone una totale assenza di pianificazione. Questo perché c’è una diversa posizione rispetto alle aree non idonee, tant’è che ancora oggi è in atto un’impugnativa in Corte Costituzionale da parte del Governo. Si afferma che le Regioni non possono individuare aree non idonee rispetto ad insediamenti eolici. Le aree non idonee sono quelle in cui i vincoli esistenti rendono complicato realizzare impianti. La Regione Umbria, a causa dell’alta densità di beni vincolati e di aree boscate, non può qualificare aree idonee per l’eolico, e anche tra quelle definite idonee sono estremamente ristrette e comunque per tipologia non coincidenti con la disponibilità del vento. Il non poter quindi qualificare le aree idonee per l’eolico comporta che tutti i progetti finiscono in procedimento ordinario e questo sta portando alla proliferazione irrazionale della presentazione di progetti. Il nostro auspicio è che il Governo nazionale riveda pertanto il quadro normativo. Noi siamo assolutamente a favore dell’individuazione di aree idonee per l’eolico, ma vogliamo farlo tenendo conto delle peculiarità territoriali e con una diretta partecipazione delle amministrazioni locali trasformando anche l’insediamento di parchi eolici in un fattore di crescita per gli stessi Comuni fino anche a raggiungere una autonomia energetica a livello territoriale”.

La presidente Michelini, in sintonia con i proponenti della mozione e con i membri della Commissione, si è impegnata a redigere una proposta di risoluzione che verrà approfondita a votata in una prossima seduta. AS

Ultimo aggiornamento: 28/05/2026