“Rilancio strategico del polo universitario di Terni”

L’Aula di Palazzo Cesaroni rinvia in Commissione la mozione di Enrico Melasecche (Lega) relativa a “potenziamento del polo scientifico tecnico industriale di Pentima e realizzazione del ‘campus urbano’ nel centro città anche attraverso l'utilizzo di immobili di pregio per i corsi di laurea ad indirizzo economico, umanistico, sociale” 

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15 Apr 2026 18:07

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(Acs) Perugia, 15 aprile 2026 – L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha rinviato in commissione la mozione del consigliere Enrico Melasecche (Lega) su “rilancio strategico del polo universitario di Terni: potenziamento del polo scientifico tecnico industriale di Pentima e realizzazione del ‘campus urbano’ nel centro città che sta morendo anche attraverso l'utilizzo di immobili di pregio per i corsi di laurea ad indirizzo economico, umanistico, sociale”.

Illustrando l’atto di indirizzo in Aula, Melasecche ha spiegato che la mozione impegna la Giunta regionale “a confermare e accelerare gli investimenti previsti per il polo di Pentima, vincolandoli allo sviluppo delle facoltà di Ingegneria, ai laboratori di ricerca sui materiali e ai corsi di alta formazione tecnica e di professionalizzazione, consolidando la vocazione industriale del sito, in collaborazione con l’Ast del Gruppo Arvedi ma anche con altri poli industriali dell’Umbria. Ma anche ad attivare un tavolo di confronto con l'Università degli Studi di Perugia, il Comune di Terni e gli enti proprietari (Banca d'Italia e Inps) per valutare la locazione a lungo termine o meglio ancora l’acquisizione della sede di Piazza Tacito e/o dall’Invimit degli immobili di Corso Tacito e Via Mancini, viste le condizioni odierne estremamente favorevoli di mercato, analogamente ad esempio a quanto è stato fatto a Perugia nella passata legislatura acquisendo da parte dell’Ater la palazzina nell’Ottagono, quartiere Fontivegge, per adibirla poi a studentato universitario. Inoltre la mozione impegna l’Esecutivo di Palazzo Donini a predisporre un piano di fattibilità per la creazione di un ‘Campus Urbano Diffuso’ nel centro di Terni, destinato ad ospitare il Dipartimento di Economia (da potenziare rispetto all'attuale offerta, oggi limitata e in attesa di trasferimento). Servono puntare su nuovi corsi di laurea in ambito Giuridico-Finanziario e Sociale, per compensare la perdita di Scienze Politiche, e sul corso di laurea in Scienze Motorie, riaprendo con forza la trattativa con l'Ateneo per una proporzionale distribuzione degli studenti, onde evitare il drenaggio verso gli istituendi corsi dell’Università della Tuscia e di una università privata a Narni, in considerazione anche della moderna dotazione di impianti sportivi della città. Sarebbe importante anche avere servizi agli studenti, come biblioteche, mense, sale studio, integrati nel tessuto urbano. Infine si chiede alla Giunta di rivedere i rapporti con l'Ateneo perugino, vincolando i finanziamenti regionali ad un effettivo riequilibrio territoriale che non veda più Terni come sede marginale a perdere, in 20 anni passata da 4 mila studenti agli attuali circa mille, ma come polo attrattivo, capace di competere con l'aggressiva offerta degli atenei del Lazio settentrionale, di quelli romani ed oggi di quelli on line. Ricordo che l'istituzione a suo tempo del Polo Scientifico Didattico di Terni rispondeva all'obiettivo strategico di arginare la ‘fuga di cervelli’ verso gli atenei laziali e sviluppare l'accesso alla formazione universitaria nella Provincia di Terni. I dati storici certificano che le politiche di settore della Regione e dell’Ateneo di Perugia per consolidare ‘Terni come città universitaria’ integrata in Umbria hanno purtroppo fallito. L’analisi dei numeri è impietosa. Nell'anno accademico 2003/2004 il saldo era ancora favorevole al sistema umbro (2.522 studenti ternani in Umbria contro 1.319 nel Lazio), il decennio successivo ha visto un pesante ribaltamento. Già nel 2014/2015, gli studenti ternani iscritti nel Lazio erano balzati a 2.025 (+53%), sorpassando quelli rimasti in Umbria (crollati a 1.899, -25%), consolidando un trend di ‘emorragia intellettuale’ e di perdita di studenti per l’Università di Perugia nell’Umbria del Sud che prosegue tuttora. La città ha subito una progressiva erosione del ventaglio disciplinare, trasformando il Polo da generalista a marginale quanto residuale. Mentre Terni ha subito una gestione frammentata e dipendente dalle decisioni centralizzate di Perugia, la vicina Rieti ha attuato un modello di governance vincente attraverso il consorzio Sabina Universitas”.

INTERVENTI

Luca Simonetti (M5S): “Chiedo il rinvio della mozione in Commissione dove avviare un percorso per arrivare ad una sintesi che possa portare un buon risultato per Terni. Chi conosce la storia del dibattito in città sul campus universitario non può che condividere le osservazione fatte da Melasecche. Sembra che il nuovo rettore abbia dimostrato l’intenzione di rilanciare il polo ternano. Però focalizzare il successo dell’università su un’area che è sito di interesse nazionale in cui ricadono polveri non è il massimo della salubrità. È importante portare avanti un percorso che veda nel centro città la vita universitaria. Vogliamo che sia l’università a contaminare la città e non il contrario”.

Letizia Michelini (PD): “Il percorso in commissione è stato già avviato in seguito alla mozione presentata da Maria Grazia Proietti e da Francesco Filipponi. Un percorso che ha visto parte attiva l’assessore De Rebotti che ci ha invitato a fare un sopralluogo a Pentima, dove ci sono investimenti per 17 milioni di euro per rilanciare e riqualificare il polo universitario, così da creare spazi innovativi e tecnologici avanzati a supporto dei corsi universitari. Con investimenti importanti anche sulla mensa, per ricreare un polo universitario attrattivo e di rilancio di quell’area, legato all’alta formazione professionale e a cluster importanti della nostra regione che vedranno in questo polo un hub dove fare ricerca e innovazione. In questo modo sarà possibile rilanciare a Terni e in tutto il Centro Italia qualcosa che ad oggi non esiste”. 

Maria Grazia Proietti (Pd): “Bene discutere questa mozione in commissione, dove è già stata rinviata quella che avevamo presentato con il collega Fillipponi. In questo modo potremo integrare e lavorare per approfondire entrambi gli atti”. 

Francesco Filipponi (Pd): “Riportare la mozione in commissione, dove già è in corso l’approfondimento della nostra mozione, consentirà un dibattito qualificato anche ascoltando l'università. Il 27 aprile faremo un sopralluogo al polo didattico di Pentima con la Seconda commissione. L’investimento di 17 milioni di euro riguarda anche parte del centro di formazione professionale, con una riqualificazione significativa per far tornare studenti, così come per la mensa e per gli attuali locali dove c’è ingegneria. Proprio lo scorso sabato c’è stata la presentazione del cantiere che permetterà il collegamento ciclopedonale dal centro città fino a Pentima”.

Laura Pernazza (FI): “Grazie a Melasecche per aver posto l’attenzione su questo tema a noi caro. Al di là delle parole del nuovo rettore, crediamo che sia il momento di giungere ad atti di impegno formali che vanno in questo senso. Serve porre fine all'emorragia  di studenti dal ternano e soprattutto dall’amerino, che preferiscono andare verso le università di Viterbo e Roma piuttosto che Perugia. Credo che le iniziative che rilanciano l’università a Terni vadano percorse in tempi molto rapidi”.

Fabio Barcaioli (assessore): “Crediamo nello sviluppo dell’università a Terni e lo stiamo facendo insieme all’Università degli Studi di Perugia. Speriamo che il Comune possa fare una scelta verso lo sviluppo dell’università. Da parte nostra c’è una particolare attenzione su questo tema. C’è un tavolo attivo con l’Università di Perugia per lo sviluppo dell’università a Terni, con un’interlocuzione costante. Poco fa il neo rettore ha proposto l’inizio del corso di intelligenza artificiale legato alle scienze della vita. Una prima attività che abbiamo visto con favore. Sviluppare l’idea dell’IA legata alla medicina potrebbe essere un volano di sviluppo dei corsi di laurea a Terni. Un processo estremamente importante sul quale si sta dibattendo. Penso che dobbiamo puntare su questo. È positiva l’idea di costruire un dipartimento di Terni dell’Università di Perugia che comprenda anche il corso di laurea di Narni sulle scienze dell’investigazione e della sicurezza, che ha fatto oltre 600 iscritti e che sta andando benissimo. Su questo stiamo costruendo il diritto allo studio. Adisu ha preso dal Comune di Terni i locali in via della Stella dove verranno fatti 325 alloggi per studenti. Stessa cosa a Narni dove con Adisu sta lavorando su una palazzina in centro storico per fare 18 posti per studenti. Pentima ha il problema della mensa, in cui le gare vanno deserte da diverso tempo. Nelle prossime gare abbiamo ampliato l’offerta anche con la possibilità di fare un bar”. DMB/

Ultimo aggiornamento: 16/04/2026