(Acs) Perugia, 9 aprile 2026 – L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato all’unanimità la proposta di risoluzione ‘Canoni ricognitori – Indirizzi alla Giunta regionale per la definizione di una soglia minima dimensionale e l’introduzione di regimi agevolati basati sulla manutenzione attiva” frutto del lavoro della Prima commissione.
SCHEDA
La proposta di risoluzione impegna la Giunta regionale “a definire, attraverso l’adozione di propri atti, una revisione dei criteri di determinazione dei canoni per l’occupazione e l’uso dei beni del demanio idrico e del patrimonio indisponibile regionale, improntandoli ai principi di proporzionalità, ragionevolezza ed efficienza e valutando l’ulteriore definizione di regimi agevolati o semplificati per le nuove concessioni e per i rinnovi relativi a ponti, guadi, passerelle, canalizzazioni, coperture, previa valutazione degli oneri manutentivi caso per caso, una gradazione del canone minimo ricognitorio basata sulla superficie occupata (ad esempio fino a 10 mq 50 euro, oltre i 10 e fino a 50 mq 5 euro in più ogni mq eccedente i primi 10, oltre i 50 mq applicazione del canone minimo ricognitorio aggiornato di 252 euro per il 2026), anche a fronte della contestuale assunzione, da parte del concessionario, di più estesi oneri manutentivi ordinari e straordinari sulle pertinenze dell'opera, al fine di garantire una gestione del patrimonio improntata alla massima uniformità, trasparenza e semplificazione amministrativa ed incentivando la corretta manutenzione del reticolo idrografico regionale”.
RELATORE
Il relatore in Aula, Francesco Filipponi (Pd – presidente Prima commissione), ha ricordato che “con questa proposta di risoluzione l’Assemblea legislativa affronta un tema di rilevante interesse per la gestione e valorizzazione del patrimonio pubblico regionale, attraverso la definizione di criteri chiari ed equi in materia di canoni ricognitori. Un passo importante verso una gestione più efficiente, equa e sostenibile del patrimonio regionale, in grado di coniugare esigenze amministrative e valorizzazione del territorio. L’atto nasce da una mozione che avevo presentato in Assemblea legislativa insieme alla collega Maria Grazia Proietti (Pd) e rinviata in Prima commissione per approfondimenti, dove sono stati ascoltati in audizione gli uffici della Giunta regionale. Il lavoro svolto in Commissione ha inquadrato la materia in una prospettiva di equilibrio tra esigenze di valorizzazione del patrimonio e sostenibilità per i soggetti interessati, introducendo il principio della soglia minima dimensionale e prevedendo, al contempo, forme di agevolazione legate alla manutenzione attiva dei beni. La proposta di risoluzione si caratterizza per un approccio non solo tecnico-amministrativo, ma anche orientato alla promozione di pratiche virtuose, riconoscendo il valore della cura e della gestione attiva dei beni come elemento qualificante per l’accesso a condizioni agevolate”. DMB/
