QUALITÀ DELLA VITA: “TERNI STA MORENDO E BISOGNA CAMBIARE” - NOTA DI NEVI (FI) SUL RAPPORTO PUBBLICATO DA 'IL SOLE 24 ORE'

Il capogruppo regionale di Forza Italia, Raffaele Nevi, commentando il rapporto sulla qualità della vita pubblicato da 'Il Sole 24 Ore', sottolinea che “Terni sta morendo e bisogna cambiare”. Per Nevi “la notizia che la Provincia di Terni perde 23 posizioni rispetto all'anno passato collocandosi al 62° posto in Italia è più di un campanello d'allarme che suona come un vero e proprio fallimento della classe dirigente locale e che non può e non deve passare sotto silenzio”.

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02 Dic 2014 00:00

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(Acs) Perugia, 2 febbraio 2014 – “Terni sta morendo e bisogna cambiare. La notizia, contenuta nel rapporto sulla qualità della vita pubblicato su 'Il Sole 24 Ore', che la Provincia di Terni perde 23 posizioni rispetto all'anno passato collocandosi al 62° posto in Italia è più di un campanello d'allarme, che suona come un vero e proprio fallimento della classe dirigente locale e che non può e non deve passare sotto silenzio”. È quanto dichiara il capogruppo regionale di Forza Italia, Raffaele Nevi.

“A ben guardare – sottolinea Nevi - le performance peggiori sono quelle relative all'ordine pubblico, dove si tratta di un vero e proprio tonfo con 42 posizioni perse rispetto al 2013; ai 'servizi ambiente e salute' dove Terni ha perso 27 posizioni, trasportata in basso dall'indice Ecosistema urbano dove passa dal 28° al 42° posto in classifica. Solo il dato sul tasso migratorio è molto positivo, con Terni che sale di 21 posizioni rispetto all'anno precedente, ma non è detto che l'analisi della qualità di questo dato porti a conclusioni positive. Ma i dati forse più preoccupanti sono quelli relativi al tenore di vita, dove Perugia ha recuperato 20 posizioni mentre Terni ne ha perse ancora 5 rispetto al 2013, collocandosi al 65° posto, tra le peggiori città italiane. Non meglio il dato relativo ad 'Affari e lavoro' in cui perde 15 posizioni rispetto al 2013”.

“Da questo quadro – spiega Nevi - emerge che c'è una questione dell'Umbria meridionale che deve essere affrontata mettendo in campo politiche diverse da quelle propugnate da chi governa. Terni sta morendo e bisogna cambiare. Innanzitutto l'approccio culturale, e creare insieme alle forze vive della città un nuovo inizio che non può che passare per un grande piano di ristrutturazione della pubblica amministrazione e di stimolo alle iniziativa privata. Terni deve diventare un luogo più attrattivo per chi vuole fare impresa e le istituzioni e la politica devono smettere di pensare che il futuro di Terni possa essere rappresentato solamente dal suo glorioso passato nell'industria pesante”.

“Occorre – conclude Nevi - rendere più gradevole e viva la Città come si fece ai tempi di Ciaurro, investire sui talenti, sul merito, sulle competenze e sulle eccellenze che pure ci sono. Il problema principale è che siamo ricaduti nel grigiore e nella depressione culturale che ha caratterizzato Terni negli anni settanta. Noi siamo disponibili a lavorare per questo ma siamo anche convinti che la politica non basta. Serve un sussulto anche degli attori economici e sociali. A cominciare da chi ha responsabilità di guidare enti, associazioni, fondazioni”. RED/dmb

Ultimo aggiornamento: 02/12/2014