QT 7 “Criticità strutturali del casello autostradale di Orte”
Al consigliere Melasecche (Lega) risponde l’assessore De Rebotti: “l’attenzione della Regione Umbria rimane costante. Sono in corso colloqui, la soluzione più idonea al momento è quella di due stalli aggiuntivi all’attuale casello di Orte”
19 Mar 2026 14:22
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(Acs) Perugia, 19 marzo 2026 – Nella parte riservata alle interrogazioni a risposta immediata (question time) della seduta consiliare di oggi, il consigliere Enrico Melasecche (Lega) ha interrogato l’assessore Francesco De Rebotti in merito a “Criticità strutturali del casello autostradale di Orte e iniziative urgenti per la riprogettazione e il potenziamento del nodo infrastrutturale”.
Illustrando l’atto in Aula, Melasecche ha spiegato che l’interrogazione chiede di sapere “se la Giunta ha proseguito l’azione intrapresa nella legislatura precedente ritenendo prioritario affrontare in modo strutturale e urgente le criticità di sicurezza e congestione che interessano il casello di Orte e le relative arterie di accesso, alla luce dei ripetuti episodi di incolonnamenti, rischi per la circolazione e impatti negativi su turismo e l’economia dell’intera Umbria. Ma anche quali azioni concrete e quali tempi certi intenda mettere in campo per garantire la piena funzionalità e la messa in sicurezza di quel nodo infrastrutturale, anche in relazione alle prospettive di sviluppo dell’Area di crisi complessa Terni/Narni. Il casello di Orte è la principale porta di accesso dall'A1 al territorio umbro per il traffico proveniente da Roma e dal Sud Italia, nonché nodo strategico anche per i collegamenti con Viterbo e il suo comprensorio. L’attuale configurazione infrastrutturale è incapace di smaltire i flussi, generando ritardi significativi e situazioni di potenziale pericolo, soprattutto in uscita dalla direttrice umbra. In occasione di eventi di richiamo organizzati in Umbria si registrano file chilometriche per uscire dal casello di Orte, con doppie file che risalgono il Raccordo Terni-Orte fino a Narni e che iniziano a formarsi già lungo la E45, obbligando i turisti ad anticipare al primo pomeriggio la propria permanenza per evitare di trovarsi bloccati. Problemi aggravati nei periodi di manutenzione che rendono inefficaci i sistemi di pagamento veloce, vanificando il diritto a un passaggio rapido. La situazione costituisce un evidente deterrente per il turismo verso l’Umbria. Nell’Area di crisi complessa Terni/Narni è prevista anche la realizzazione del parco ‘Mirabilandia’ in prossimità del casello. Da decenni si discute delle problematiche legate al casello di Orte. Nella precedente legislatura la Regione ha attivato un confronto con la Società Autostrade per l’ampliamento del numero degli stalli e con Anas per uno studio di fattibilità per fluidificare le strade di accesso. Pur ricadendo nel territorio della Regione Lazio, il casello incide direttamente sugli interessi economici e infrastrutturali dell’Umbria. Il completamento dei lavori di collegamento ferroviario della piastra logistica di Terni/Narni con la sua auspicabile entrata in funzione, comporta l’ulteriore necessità di risolvere il problema. Non è più rinviabile un intervento strutturale di riqualificazione e potenziamento del nodo stradale di Orte ed è necessario riaprire con urgenza un tavolo tecnico-istituzionale con Società Autostrade e Anas, coinvolgendo anche la Regione Lazio e i Comuni, per definire soluzioni operative con tempi certi”.
L’assessore De Rebotti ha risposto che “l’attenzione della Regione Umbria rimane costante e in continuità con il lavoro fatto recentemente. Ci stiamo impegnando affinché proseguano i colloqui con i soggetti interessati per l’individuazione della soluzione più idonea, che al momento è quella di due stalli aggiuntivi all’attuale casello di Orte. Si tratta di un problema ad elevata complessità, che richiede la convergenza tra diversi attori. Sono state analizzate diverse opzioni tecniche: un nuovo casello più a nord, soluzione complessa e costosa; il potenziamento strutturale dell’attuale casello, valutando ad esempio un incremento del numero dei portali di sezione; il potenziamento della dell'attuale rotatoria di svincolo, con l'individuazione di un bypass dedicato per la netta separazione dei flussi di ingresso-uscita dalla rotatoria lato centro abitato. Sul piano della programmazione regionale il nodo di Orte è stato trattato da vari strumenti, in coerenza con i rispettivi quadri strategici di inquadramento. Stiamo lavorando affinché le interlocuzioni istituzionali con i soggetti competenti come Mit, Anas, Società Autostrade e Regione Lazio, proseguano così da giungere alla definizione e programmazione della soluzione infrastrutturale più idonea. In particolare stiamo cercando di rinforzare il canale di dialogo con Anas sul contratto di programma che dovremo fare sulle grandi infrastrutture e che purtroppo non prevede una grande disponibilità di risorse finanziarie per nuove opere. Per questo stiamo partendo da alcuni obbiettivi, ed uno è sicuramente il casello di Orte, insieme al completamento della 675 se non altro per arrivare fino alla Flaminia, e lo svincolo di Fabro. Si tratta di opere sostenibili dal punto di vista finanziario. Spero di arrivare il prima possibile ad un accordo che preveda questi interventi, e in particolare per Orte la soluzione dei due stalli aggiuntivi è quella su cui ci siamo posizionati, anche tecnicamente”.
Nella sua replica Melasecche si è detto soddisfatto che “continuino le interlocuzioni. Aprire due stalli in più è cosa abbastanza banale. La invito ad evitare la burocratizzazione della cosa. Il confronto diretto con la società Autostrade può velocemente portare ad un investimento semplice. Così intanto si toglie quel tappo. Mi auguro che si arrivi presto ad un cronoprogramma, perchè bisogna passare dalle parole ai fatti”. DMB/
