INCHIESTA SANITÀ: “PDL COERENTE: GARANTISTA A ROMA COME A PERUGIA” - NEVI (PDL) RISPONDE ALLE CRITICHE DEL PD SULLE INTERCETTAZIONI

Il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale, Raffaele Nevi, risponde alle critiche del Partito democratico che “accusano il PdL di essere incoerente perché qui in Umbria si comporterebbe diversamente che a Roma”. Per Nevi il Popolo della libertà tiene “ben distinta la sfera delle responsabilità penali da un giudizio di ferma condanna di tipo morale per ciò che è emerso dalle intercettazioni”.

Data:

29 Ott 2010 01:00

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(Acs) Perugia, 29 ottobre 2010 – Il capogruppo del Pdl Raffaele Nevi risponde alle critiche del Partito democratico, che accusa il centrodestra di incoerenza sulla questione delle intercettazioni: “Il PD umbro – sostiene - tenta di confondere le acque accusando il PdL di essere incoerente perché qui in Umbria si comporterebbe diversamente che a Roma. In particolare ci accusano di voler impedire l'uso delle intercettazioni a Roma mentre a Perugia facciamo i manifesti. E allora vale la pena precisare che per noi è e rimane deplorevole usare le intercettazioni telefoniche per mettere al pubblico ludibrio fatti che nulla hanno a che vedere con i reati o con l'attività di gestione politica e che attengono esclusivamente alla cosiddetta ‘morale privata’ che è e deve rimanere privata. Inutile dire che l'uso superficiale di questi strumenti ha portato alla distruzione di intere famiglie e ha connotati che sfiorano la barbarie e l'inciviltà e che un Paese civile e democratico come l'Italia non dovrebbe consentire. Inoltre, il garantismo è per noi un fondamento della nostra cultura prima ancora che della nostra politica e dice cose false il PD quando ci accusa di aver ‘sbandierato intercettazioni e formulato giudizi di colpevolezza senza che la magistratura abbia verificato alcuna responsabilità’.

“Noi – prosegue - al contrario del  PD, teniamo ben distinta la sfera delle responsabilità penali, il cui accertamento compete esclusivamente alla magistratura, da un giudizio di ferma condanna di tipo morale per ciò che è emerso dalle intercettazioni che, si badi bene, non riportano, come è successo molte altre volte a livello nazionale, dialoghi tra persone che attribuiscono ad altri fatti gravi ma riportano la viva voce di protagonisti di primissimo piano della vita politico amministrativa della nostra Regione, come Gigliola Rosignoli (direttore generale dell’ASL3), Sandra Santoni (ex capo gabinetto Lorenzetti), Luigi Masci (ex consigliere regionale PD), Nando Mismetti (sindaco di Foligno), Luca Barberini (consigliere regionale PD in carica). Non ci siamo tanto indignati per tal Alpaca, né abbiamo detto che sono state prese tangenti da qualcuno, come pure si riferisce in alcune intercettazioni tutte da verificare. Noi non lo faremmo mai e per dare tali valutazioni aspetteremo serenamente i tre gradi di giudizio, e non uno o due come dice il PD. Fino a quel momento per noi queste persone saranno tutte innocenti”.

“Ma – continua Nevi - se anche non ci fosse alcun reato, lo dico in anticipo, nulla cambierebbe rispetto alla condanna morale per quello che emerge, e che nessuno può smentire, dai colloqui dei suddetti personaggi. C'è, questo è il dato, un sistema di potere che controlla tutto e tutti e utilizza le strutture pubbliche a fini di consenso politico, con metodi che limitano la libertà delle persone e che si fondano sul ricatto.  Non voglio entrare per ora nella questione più complessa, e che richiederebbe ben altro spazio, della politicizzazione di una parte della magistratura nei confronti della nostra parte politica, che ormai moltissimi ed autorevolissimi esponenti politici e della società civile italiana ritengono sia un fatto acclarato”.

“Dal PD dell'Umbria – conclude - mi sarei aspettato invece un pronunciamento chiaro sulla necessità che la Rosignoli lasci la direzione della ASL 3 come pure molti esponenti del PD dicono nei corridoi del palazzo e nelle piazze delle nostre città, ma evidentemente l'accoppiata Rosignoli – Santoni è troppo forte, politicamente protetta e il PD non si può permettere tanto”. RED/pg

 

Ultimo aggiornamento: 29/10/2010