(Acs) Perugia, 6 ottobre 2011 - “La Giunta regionale, anziché dispensare doni all'Amministrazione comunale di Bettona, a tutt'oggi sotto inchiesta, proceda con una seria verifica sui reali costi per gli interventi di bonifica del territorio. Occorre un processo partecipato e condiviso per risolvere del tutto e in modo sostenibile la grave situazione ambientale di Bettona”. Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell'Italia dei Valori in Consiglio regionale, e Paolo Brutti, consigliere e segretario regionale del partito, annunciano di aver presentato un'interrogazione urgente agli assessori Rometti e Cecchini per chiedere la sospensione immediata della convenzione sottoscritta da Regione, Provincia di Perugia e Comune di Bettona, finalizzata alla riqualificazione dell'impianto di digestione anaerobica per il trattamento di reflui zootecnici di Bettona.
“E' sconcertante - spiegano Dottorini e Brutti - la protervia con cui i tre soggetti firmatari hanno agito. A nulla sono valsi gli appelli delle forze di centrosinistra e del Comitato per l'ambiente di Bettona e Costano contrari alla convenzione, definendola una fuga in avanti che non tiene conto di ciò che è accaduto in questi anni. E' stata del tutto ignorata persino la nostra richiesta di fine agosto, che invitava la Giunta a soprassedere alla decisione per avviare un percorso che coinvolgesse il Consiglio regionale e i rappresentanti dei territori coinvolti”.
Secondo i due esponenti dell’Idv, sottoscrivere un documento che prevede un contributo di 200mila euro e la riattivazione dell'impianto “senza aver effettuato una seria analisi dei costi complessivi da sostenere e senza un piano di risanamento ambientale del sito e della laguna di stoccaggio ci sembra quanto meno avventato e inopportuno. Stentiamo a comprenderne - aggiungono Dottorini e Brutti - l'urgenza e l'utilità, tanto più che, a detta degli esperti, i costi relativi al risanamento non ammonterebbero a poche centinaia di migliaia di euro, ma a qualche milione di euro. Appare inoltre incomprensibile come Giunta regionale, Provincia e Comune di Bettona possano solo ipotizzare il riavvio dell'impianto posto sotto sequestro da parte della Magistratura. Evidentemente per qualcuno – sottolineano - risulta complicato trarre lezione dagli evidenti e imperdonabili errori politici che le istituzioni hanno compiuto in anni di gestione approssimativa del territorio e delle sue prerogative”.
“E' giunto il momento - concludono i due esponenti dell'Italia dei Valori - di porre fine alle soluzioni pasticciate e ai rimedi che peggiorano la situazione. Occorrono invece proposte e serie e condivise che siano realmente in grado di individuare soluzioni ragionevoli, sostenibili e definitive per quel territorio e per la zootecnia dell'intera regione”. RED/tb