COSTI POLITICA: “STOP A VITALIZI E CUMULI PENSIONISTICI, BREGA RECEPISCA NOSTRE PROPOSTE E SI ATTIVI” – DOTTORINI E BRUTTI (IDV): “PER PARLAMENTARI E CONSIGLIERI REGIONALI UN TRATTAMENTO AL PARI DEGLI ALTRI CITTADINI”

I consiglieri regionali dell’Italia dei Valori, Oliviero Dottorini e Paolo Brutti, chiedono al presidente del Consiglio regionale, Eros Brega, di recepire le loro proposte in materia di trattamento previdenziale degli eletti nelle istituzioni: “Se prendiamo il caso degli ex consiglieri della Regione Umbria – affermano - si vede che a godere del vitalizio sono in 93, mentre a pagare i contributi sono in 31, un terzo esatto. Questo significa che i due terzi gravano sul bilancio della Regione. E' evidente che così non può continuare, anche perché più passa il tempo più aumenta la sperequazione, a tutto danno delle finanze pubbliche”.

Data:

08 Set 2011 01:00

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(Acs) Perugia, 8 settembre 2011 - “I consiglieri regionali, così come i parlamentari, debbono avere lo stesso trattamento degli altri cittadini. Questo comporta un radicale superamento del sistema dei vitalizi”. L'Italia dei Valori, per bocca del capogruppo Oliviero Dottorini e del consigliere Paolo Brutti, ribadisce le proprie posizioni in merito al trattamento previdenziale degli eletti nelle istituzioni, chiedendo al presidente del Consiglio regionale di recepire le proposte Idv, volte a sanare quella che i due consiglieri regionali umbri definiscono “indigesta sperequazione”, avviando al più presto l’iter legislativo regionale, in attesa delle determinazioni nazionali.

 

“Se prendiamo il caso degli ex consiglieri della Regione Umbria – affermano Dottorini e Brutti - si vede che a godere del vitalizio sono in 93, mentre a pagare i contributi sono in 31, un terzo esatto. Questo significa che i due terzi gravano sul bilancio della Regione. E' evidente che così non può continuare, anche perché più passa il tempo più aumenta la sperequazione, a tutto danno delle finanze pubbliche”.

 

Secondo i due esponenti Idv, i versamenti previdenziali di ciascun consigliere debbono andare a costituire un “montante previdenziale”. Una volta cessata l'attività e maturata l’età pensionabile, l'ex consigliere potrà percepire il montante sotto forma di erogazione mensile. Facendo un esempio, se il sistema previdenziale inidividuasse in 85 anni l'aspettativa di vita, ovvero 20 anni più dei 65 che servono per andare in pensione, basterà dividere i contributi versati per 20 (anni) e ancora per 12 (mesi) e ottenere l'assegno mensile, opportunamente ritoccato da corretta rivalutazione. Un provvedimento da estendere a tutti i consiglieri, compresi quelli attuali e, se possibile, quelli che già godono del vitalizio. Stesso discorso dovrà essere fatto per chi cumula più redditi pensionistici e per chi svolge attività professionale contemporanea al mandato elettorale. In questi casi sarà necessaria un’opzione chiara e definita”.

 

I due esponenti Idv ricordano che la loro proposta è stata da tempo consegnata nelle mani del presidente del Consiglio Brega, il quale ha avuto mandato di illustrarla alle altre regioni perché questo procedimento venga esteso a tutta l'Italia. Nelle prossime settimane, inoltre, l'Italia dei Valori convocherà una conferenza regionale sui costi della politica in cui verrà illustrata la posizione del partito in merito alla riforma endoregionale e ai costi della politica”. RED/pg

Ultimo aggiornamento: 08/09/2011