ACQUEDOTTO TERRIA-PENTIMA: “OPERA INUTILE E DEVASTANTE. INSULTO A STORIA E COMUNITÀ LOCALI: ANZICHÉ INVESTIRE SU TURISMO, SI GETTANO 20 MLN DI EURO NEI SOLITI APPALTI OPACHI” - INTERROGAZIONE DI LIBERATI (M5S)

Punta il dito contro il progetto di un nuovo acquedotto Terria-Pentima il capogruppo regionale del M5S, Andrea Liberati che definisce l'opera “una sorta di megatubo con un diametro tra i 60 e i 90 centimetri e una lunghezza di 23 km che devasterà la nostra pregiata Valnerina, in zone severamente vincolate e sotto protezione europea”. Liberati, che ha presentato sulla vicenda una interrogazione alla presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, parla di “solito maxiappalto, oltre 20 milioni di euro, portato avanti in totale opacità e silenzio”.

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29 Mar 2016 01:00

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(Acs) Perugia, 29 marzo 2016 - “Il Movimento 5 Stelle si oppone totalmente alla realizzazione del progetto di un nuovo acquedotto Terria-Pentima: una sorta di megatubo, con un diametro tra i 60 e i 90 centimetri e una lunghezza di 23 km, che devasterà la nostra pregiata Valnerina, in zone severamente vincolate e sotto protezione europea. Su questo tema abbiamo già presentato da giorni un'interrogazione urgente alla presidente della Regione, Catiuscia Marini”. Così il capogruppo regionale del M5S, Andrea Liberati che aggiunge: “siamo dinanzi al solito maxiappalto, oltre 20 milioni di euro, portato avanti in totale opacità e silenzio, senza la minima partecipazione delle comunità locali, senza un report idrogeologico serio e condiviso. Soprattutto senza senso. Chiediamo l'immediata convocazione di un tavolo regionale alla presenza di nostri geologi, comitati e associazioni. Si investano piuttosto 20 milioni di euro nel turismo – suggerisce -, perché buttarli via in un'opera inutile e devastante è un'autentica vergogna. Un insulto alla storia e alle comunità locali”.

Secondo Liberati l'infrastruttura “non sarà affatto utile a dissetare i ternani, ma certamente necessaria a saziare gli appetiti delle più diverse clientele, alimentando nuovo malaffare. È invece possibile – spiega - percorrere alternative serie e praticabili rispetto a tale assurdo progetto che, peraltro, a causa delle sorgenti di alveo di cui vive, comporterebbe l'ulteriore riduzione della portata del fiume Nera, già ridotto a rigagnolo per lunghi tratti della Media e Bassa Valnerina a causa delle derivazioni idroelettriche. Anzi, è proprio su queste derivazioni che si può e si deve lavorare per ricercare quell'acqua che manca, senza nuovi impatti e senza spendere un euro di risorse pubbliche”.

Nell'interrogazione del capogruppo pentastellato (link all'atto: (http://goo.gl/1gFiK7)) si chiede in particolare: “perché tanti denari” non vengano invece spesi per “opere di bonifica e adeguamento delle condotte esistenti, che contano perdite del 40 per cento”; le motivazioni della “presenza improvvisa delle recinzioni di cantiere nel sito in oggetto senza l'affissione del cartello di identificazione del lavori; se il “progetto marchigiano sia compatibile con quel che si intende fare in Umbria e, segnatamente, sulla tratta Terria-Papigno; se si sia tenuto conto del “danno ambientale ai danni di un sito di pregio della nostra regione e se siano state informate le autorità italiane e straniere che sovrintendono il progetto. Liberati, infine, vuol sapere se la Regione Umbria intenda convocare associazioni e cittadini “finora esclusi da qualsiasi consultazione in merito”. RED/tb

Ultimo aggiornamento: 24/11/2016