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WELFARE: “IL BANDO PER ACQUISTO PRIMA CASA NON FAVORISCE IL BENESSERE DELLE FAMIGLIE” - DE VINCENZI (MISTO-UMBRIA NEXT) ANNUNCIA INTERROGAZIONE

In sintesi

Il consigliere regionale Sergio De Vincenzi (Misto-Umbria Next) annuncia la presentazione di una interrogazione sul bando per l’erogazione dei contributi pubblici per l’acquisto della prima casa da parte di coppie, famiglie monoparentali e single residenti in Umbria”. Per De Vincenzi “i termini di accesso al bando, recentemente modificati dalla Giunta, destano forti perplessità, in quanto non riconoscono il benessere della famiglie”.

 

(Acs) Perugia, 28 marzo 2018 – “Il bando per l’erogazione dei contributi pubblici per l’acquisto della prima casa non riconosce il benessere della famiglie”. È quanto dichiara il consigliere regionale Sergio De Vincenzi (Misto-Umbria Next) annunciando la presentazione di una interrogazione “sui termini di accesso al bando per l’erogazione dei contributi pubblici per l’acquisto della prima casa da parte di coppie, famiglie monoparentali e single residenti in Umbria, recentemente modificato con la delibera di Giunta del 1 febbraio 2018, che destano forti perplessità”.

Per De Vincenzi è necessario capire “quale modello di società si intende prendere come punto di riferimento, in quanto i termini indicati dal bando non favoriranno di certo le politiche di benessere delle famiglie, ancora una volta messe in subordine nella scala delle priorità politiche e sociali di questo governo regionale. La Giunta dovrebbe dire quali priorità si intendono offrire rispetto alle necessità e i bisogni della nostra società odierna”.

“Sono quattro – prosegue De Vincenzi - le grandi criticità che lo rendono poco accessibile, soprattutto per le famiglie con più di due figli a carico. Innanzitutto il budget complessivo erogato: 500mila per tutta l’Umbria, di cui solo 350mila riservati a coppie coniugate o conviventi. Un importo esiguo e poco rispondente all’eventuale flusso di domande, considerando che ogni contributo andrà a coprire il 30 per cento del costo della casa da acquistare, per un numero massimo prevedibile di 10/15 domande accoglibili. Una seconda criticità è rappresentata dall’attestazione di reddito (Isee) richiesta, che per le famiglie dovrà oscillare fra i 7mila e i 23mila 500 euro complessivi, mentre per i single tra i 7 e i 18 mila euro. Se per quest’ultima categoria di persone l’Isee è adeguata, quella stabilita per i nuclei familiari, nei quali entrambi i genitori percepiscono un reddito, rischia di tagliare fuori moltissime famiglie che, anche se superassero il tetto, non possono di certo dirsi ricche e non bisognose di un sostegno per l’acquisto di una casa. Inoltre l’abitazione da acquistare dovrà avere una ‘superficie utile’ non superiore ai 95 metri quadri. Questo significa che una famiglia con più di tre figli a carico non potrà accedere al bando, in quanto bisognosa di spazi vitali maggiori”.

“Infine – conclude De Vincenzi - viene favorito e incentivato l’acquisto di abitazioni all’interno dei centri storici di Perugia e Terni. In linea di principio sarebbe opportuno ripopolare questi luoghi. Però le politiche di desertificazione sociale dei centri storici avvenuta negli ultimi anni, ha portato all’eliminazione di servizi essenziali proprio nei borghi più caratteristici. Per questo, soprattutto per le famiglie, acquistare una casa in un centro storico potrebbe essere incompatibile con i ritmi di vita e di gestione legati alle attività sociali che in molti territori sono state dislocate esternamente. Tanto più che nei centri storici l’offerta immobiliare è di appartamenti con pochi spazi all’aperto, indispensabili per lo svago e il gioco dei bambini, di antichi edifici per lo più da ristrutturare, o di soluzioni abitative che presentano difficoltà di posteggio e accesso a zone a traffico limitato”. RED/dmb

Data:
Mercoledì, 28 Marzo, 2018 - 11:15

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