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UNIVERSITÀ TERNI: “POTENZIARE A PENTIMA? AREA DEL TUTTO INSALUBRE, PROGETTO SBAGLIATO E SCOLLEGATO DALLA CITTÀ” - LIBERATI (M5S) “VALORIZZARE IL CENTRO STORICO”

In sintesi

Il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati, interviene in merito all’Università di Terni, definendo l’eventuale potenziamento a Pentima “un progetto sbagliato e scollegato dalla città”. Nel rimarcare l’importanza di “valorizzare il centro storico”, Liberati punta il dito sulla “mancanza di visione e di qualsiasi autentica politica di valorizzazione culturale della città di Terni da parte dello Studium Generale e della solita Regione Umbria”.

 

(Acs) Perugia, 20 febbraio 2019 - “Apprendiamo dalla stampa che, a Terni, l'Università (quel che ne resta) continuerà a essere potenziata in area del tutto inadeguata, sostanzialmente in piena zona di ricaduta delle polveri Thyssen e Ilserv. Non è una grande idea”. Così il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati secondo il quale, “diversamente dal resto delle medie città italiane, i brandelli di Università a Terni verranno mantenuti lontani dal centro storico, come se Terni non avesse il rango e i contenitori giusti per meritarsela laddove è tradizione che debba trovarsi. Portarci poi a Pentima, come sembra, pure Economia, già trasferita d'emblée da Collescipoli a San Valentino, sarà la pietra tombale per questa Facoltà”.

Liberati esprime così la sua “più ferma contrarietà politica e culturale a questo progetto: docenti e discenti operino in aree antropizzate, servite e, soprattutto, sicure. Non siano separati dalla città, ma vivano dentro di essa, contribuendo a contaminarla col loro sapere e le loro idee. Pentima non ha soltanto edifici inadeguati: Pentima è infatti pienamente dentro il Sito di interesse nazionale Terni-Papigno e ad un passo dai forni fusori della siderurgia. Trattasi di area ufficialmente a rischio di contaminazione passiva: può bastare per capire cosa fare, cari ingegneri, cattedratici e politici?”.

“Il fatto che l'Università, i suoi dirigenti, i suoi professionisti di esperienza insistano ancora su aree così contaminate e compromesse – conclude Liberati -, indica di certo l'assenza dei più opportuni approfondimenti tecnici, ma la dice lunga anche sulla mancanza di visione e di qualsiasi autentica politica di valorizzazione culturale della città di Terni da parte dello Studium Generale e della solita Regione Umbria. Niente di nuovo, naturalmente”. RED/as

Data:
Mercoledì, 20 Febbraio, 2019 - 17:30

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