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THYSSEN: “ACCIAIERIE & RIFIUTI, IL RECUPERO DELLE SCORIE E' UNA CHIMERA: LA STESSA REGIONE AMMETTE LO STALLO” - NOTA DI LIBERATI (M5S)

In sintesi

Il consigliere regionale Andrea liberati (M5S) interviene ancora sulla questione rifiuti-Thyssen e punta il dito sulla Regione Umbria che, a suo dire, “si è risvegliata dal suo torpore sul dirompente caso, solo dopo il servizio di Rai Uno e l’intervento della Magistratura”. Liberati spiega che “oggi si rivela ufficialmente che il progetto di recupero scorie non c'è”.

(Acs) Perugia, 30 gennaio 2019 - “Dopo aver atteso Godot per mesi e anni, sono bastati il servizio di Rai Uno e l’intervento della Magistratura a risvegliare dal torpore la Regione Umbria sul dirompente caso rifiuti-Thyssen”. Così il consigliere regionale Andrea Liberati (M5S) che aggiunge: “In un comunicato istituzionale da leggere in filigrana, Palazzo Donini ammette solo oggi quel che segnaliamo da tempo: la Thyssen sta continuando a farsi beffe di Terni, dei suoi cittadini e lavoratori”.

Liberati spiega che “oggi si rivela ufficialmente che il progetto di recupero scorie non c'è e  e che siamo ancora allo stallo: quindi l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) non può davvero essere aggiornata. Tutto questo – aggiunge -, ben sette anni dopo il termine imposto dall'Aia (‘entro il 2012’) per il recupero delle scorie; dopo cinque anni dalla denuncia di Provincia Terni e Arpa Umbria sugli standard ambientali ‘non garantiti’ e dopo svariate conferenze di servizi. Un recupero rifiuti poi che, se mai esistesse, non è comunque mai stato portato in conferenza dei servizi. Quasi fosse un segreto industriale, oppure le solite promesse da marinaio sulla pelle di cittadini e lavoratori”.

“Lo status quo – prosegue Liberati -  consente infatti alla Thyssen l’abbancamento quasi ‘a gratis’ delle scorie in zone altamente sensibili, alle porte della Valnerina e a due chilometri dalle Marmore, mentre il cromo esavalente e altri metalli pesanti scorrono nelle falde acquifere, con evidenze che si ripetono da almeno 10 anni. Promesse da marinaio dunque, che possono ripetersi  in loco illimitatamente, senza sanzione alcuna e nel silenzio generale dei politici. Cose – sottolinea - che accadono spesso nella Conca Ternana, giardino d’Italia trasformato da tempo in ‘Valle dei veleni’. Se tale espressione non piace – conclude -, ogni attore faccia del suo meglio e utilizzi i propri poteri per cambiare le cose, evitando stucchevoli, ingenui appelli a una Multinazionale ben poco avvezza al rispetto della comunità in cui opera”. RED/tb

Data:
Mercoledì, 30 Gennaio, 2019 - 17:30

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