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TERZA COMMISSIONE: “SOSTEGNO A ‘UMBRIA CHE SPACCA’ AFFINCHÉ LA MANIFESTAZIONE SI CONSOLIDI” - AUDIZIONE CON L’ASSESSORE CECCHINI CHIESTA DA LEONELLI (PD)

In sintesi

Nella seduta di ieri della Terza commissione si è parlato di come riuscire a sostenere al meglio e rendere permanente la manifestazione musicale “L’Umbria che spacca”, che nel luglio ha portato migliaia di appassionati a visitare l’Umbria e assistere ai 36 concerti in tre giorni, organizzata da volontari con alta professionalità. Il consigliere regionale Giacomo Leonelli (Pd), che propone allo scopo la possibilità di una fondazione di partecipazione tra Regione e Comuni, ha chiesto l’incontro di ieri con la commissione presieduta da Attilio Solinas alla presenza dell’assessore regionale alla cultura, Fernanda Cecchini.

(Acs) Perugia, 20 luglio 2018 – Su richiesta del consigliere Giacomo Leonelli (Pd), la Terza commissione consiliare ha convocato l’assessore regionale alla cultura Fernanda Cecchini e gli animatori della manifestazione “L’Umbria che spacca” per discutere ipotesi di ulteriore valorizzazione dell’evento, realizzato con la passione di numerosi volontari, che in tre giorni di luglio attira migliaia di giovani sul territorio e che sui social ha raggiunto un milione di persone tra Instagram, Twitter e Facebook, come si evince dai dati presentati ai commissari nella seduta di ieri da Aimone Romizi, organizzatore dell’evento e membro della band perugina “Fast animals and slow kid”, il cui successo ha da tempo varcato i confini regionali e nazionali.

“Un evento che interessa un target abbastanza scoperto, rock ma non solo quello, fra le manifestazioni culturali umbre inerenti spettacoli dal vivo, a differenza di jazz e classica che possono godere di Festival e Rassegne ormai consolidate: ‘L’Umbria che spacca’ non è solo concerti con musicisti di fama internazionale ma propone la valorizzazione delle eccellenze della regione – ha spiegato Romizi – e consente alle band di ragazzi umbri di usufruire di una visibilità e di una professionalità che non troverebbero in sagre e feste paesane. Tutto si regge sul volontariato e con l’aiuto di sponsor che hanno consentito di sostenere gli alti costi della manifestazione, intorno ai 40mila euro, dovuti soprattutto alle nuove norme per la sicurezza negli eventi pubblici, ai costi tecnici e per gli alloggi. Nell’ultima edizione si sono esibite in Umbria 36 band in tre giorni, che pensiamo di allungare a quattro per le prossime edizioni. Si promuove non solo la musica ma anche il territorio, con i tour ‘Discovery Umbria’ in attesa dei concerti serali, e anche le eccellenze gastronomiche: nei luoghi dei concerti si consumano cibi locali e si beve solo birra e vino dell’Umbria”.

“Il tema in discussione non è l’erogazione finanziaria della Regione – ha detto Leonelli – ma quello di sistematizzare la manifestazione e farla divenire permanente, per evitare di disperdere un patrimonio culturale costruito con la sola passione e il volontariato, che non possono durare in eterno. Ecco perché penso ad una Fondazione di partecipazione tra Regione e Comuni umbri, in aggiunta alle risorse che la Regione destina agli eventi culturali, per rendere ‘L’Umbria che spacca’ una manifestazione permanente che diventi anche itinerante nel resto dell’anno. Serve un salto di qualità, per passare dallo spontaneismo di amici che si divertono da quando avevano vent’anni a un marchio sempre più affermato e di più ampio respiro”.

L’assessore Cecchini ha ricordato che “la Regione dispone delle risorse previste dalla legge 17 e Umbria che spacca c’è già, anche se visti i risultati auspico possa essere sostenuta al meglio. Ovviamente la Regione amministra la complessità dell'offerta culturale e non è facile dare una risposta a un'esigenza singola, ma è innegabile che il segmento rock ha bisogno di essere sostenuto. Sul tema fondazione ho le perplessità che vengono dalle esperienze passate, con i comuni che all'inizio hanno messo risorse poi via via sono andati defilandosi”. 

Con l’assessore regionale alla cultura i commissari hanno discusso anche della possibilità di emendare la legge “29/2009” (Disciplina delle manifestazioni storiche) circa i requisiti per l’iscrizione nelle Elenco regionale, ove si prevede che le manifestazioni storiche debbano essere organizzate in maniera continuativa da almeno 5 anni: l’emendamento in discussione prevede di sostituire alle parole “in maniera continuativa” (articolo 4) le seguenti: “di norma da almeno 5 anni, salvo diversa valutazione della commissione scientifica preposta, che può prevedere una riduzione non inferiore a due anni”. PG/

Data:
Giovedì, 20 Settembre, 2018 - 14:45

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