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SPRAR: “RIFUGIATI NEGLI ALLOGGI DI VIA DEL FAVARONE A PERUGIA, MA FORSE SI DOVEVA PENSARE ANCHE AI GENITORI SEPARATI” - DE VINCENZI (MISTO-UMBRIA NEXT) SULL’AUDIZIONE DI IERI IN COMMISSIONE

In sintesi

“L'audizione degli assessori Edi Cicchi e Giuseppe Chianella sul destino della struttura dell'ATER di via del Favarone a Perugia non ha fornito i chiarimenti attesi, mettendo per contro in evidenza comportamenti schizofrenici sia nella gestione delle strutture dell'ATER che della politica di accoglienza degli immigrati”: lo dice il consigliere regionale Sergio De Vincenzi (gruppo misto-Umbria Next) che insieme ai consiglieri della Lega aveva chiesto l’audizione in Commissione.

(Acs) Perugia, 21 giugno 2018 - “L'audizione degli assessori Edi Cicchi e Giuseppe Chianella sul destino della struttura dell'ATER di via del Favarone a Perugia non ha fornito i chiarimenti attesi, mettendo per contro in evidenza comportamenti schizofrenici sia nella gestione delle strutture dell'ATER che della politica di accoglienza degli immigrati”: lo dice il consigliere regionale Sergio De Vincenzi (gruppo misto-Umbria Next) che insieme ai consiglieri della Lega aveva chiesto l’audizione in Commissione.

“Intanto – spiega De Vincenzi - per bocca della Cicchi è stato ammesso ciò che dal 2015 è stato sempre negato e cioè che la concentrazione di numerosi immigrati presso l'ostello di Ponte Felcino, come per altro di strutture analoghe, ha generato problemi sia di gestione interna che nel contesto cittadino, suggerendo così di orientarsi verso un modello di accoglienza diffusa sul territorio. Ora, dopo una fase di accoglienza diffusa scopriamo che, visto che a via del Favarone esiste già un'altra struttura gestita dalla cooperativa Perusia onlus, allora si destinano a questo scopo ulteriori 40 posti nella struttura dell'ATER per sostenere lo Sprar (Sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati), cercando di prendere due piccioni con una fava: da un lato far spendere meno all'ATER in ristrutturazione e dall'altro semplificare la gestione della cooperativa. Peccato che a farne le spese saranno tutti quei cittadini che, a norma di legge istitutiva dell'ATER, non potranno usufruire della disponibilità di ulteriori possibilità di alloggio. Dubbi anche sulle considerazioni, espresse in audizione, circa il fatto che sia meglio collocare immigrati anziché famiglie in un luogo dove nelle vicinanze non ci sono servizi”.

“Ma le considerazioni – prosegue De Vincenzi - non si fermano qui, perché i rappresentanti della cooperativa hanno parlato anche di progetti per genitori separati che, trovandosi in difficoltà economica, hanno bisogno di alloggi, che comunque non saranno, per ammissione degli stessi, quelli di via del Favarone. Ma allora perché non mettere insieme la proposta di legge del consigliere Smacchi, che prevede uno stanziamento a pioggia, attraverso i Comuni, per i genitori separati di 300mila euro e dare la possibilità all'ATER di ristrutturare l'edificio di via del Favarone, tenendo conto di spazi adeguati e dignitosi alla condizione dei genitori separati, nel rispetto di tutte le necessità, ivi compresa quella dell'incontro con i figli? E allora – conclude - crediamo che occorra buon senso e soprattutto smettere di pensare a compartimenti stagni, rincorrendo progettualità frammentarie e spesso destinate al fallimento”. RED/pg

Data:
Giovedì, 21 Giugno, 2018 - 13:15

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